BIOGRAFIA DI UN’ECLISSI, ARALDO DI NUOVA CONOSCENZA (PARTE SECONDA)

Eclissi-solare-20-marzo-2015

Nel precedente post abbiamo visto che l’eclissi di Sole che si formerà tra stanotte e domani appartiene ad una “famiglia” di eclissi (la Serie 18 Sud) che visita il nostro pianeta ogni 18 anni dal 1096, e che rappresenta simbolicamente un’umanità che si rimette in cammino dopo un lungo stallo per raggiungere le terra promessa di una nuova consapevolezza. O, se preferite, di un’umanità che sale sull’arca di una più alta maturità spirituale.

Ora, tentando di non diventare troppo “tecnico”, vorrei entrare un po’ più in profondità, studiando il cielo del momento dell’Eclissi. Dal momento che l’eclissi sarà maggiormente visibile in Indonesia e Micronesia, ho preso come riferimento l’immagine del cielo delle ore 9.55AM del 9/3 (domani) a Giakarta (Indonesia), che corrispondono all’incirca alle 2.55 ora italiana.

astro_2at_98_eclissi_del_93_he.75722.6773Il grafico che rappresenta il cielo del momento dell’Eclissi è a dir poco mozzafiato. Lo allego per i più “coraggiosi” 🙂 Come potrete vedere ad occhio nudo, ci sono tre grandi “temi” coinvolti, messi in evidenza dalla concentrazione dei pianeti.

Il primo “tema”, il più visibile, è quello dei Pesci, dove il Sole e la Luna si congiungono per formare la Luna Nuova, a pochissimi gradi di distanza da Chirone e dal Nodo Sud. Cerco di tradurre questo primo “polo” in un linguaggio comprensibile. E’ come se il punto di partenza di tutto fosse il rapporto con il divino, la capacità di tornare in contatto con la spiritualità che permea tutte le cose. Per dirla con Platone, non fermarsi alle “ombre” sulla caverna (e cioè alle manifestazioni “materiali” del nostro piano di realtà) ma entrare in comunione con le Idee, le Forme, la matrice divina, ognuno può chiamarla come vuole, ma con quell’anima delle cose senza le quali siamo come soldatini di piombo, come pedine di un enorme Monopoli al quale mancano senso e scopo. Una cosa mi ha sempre colpito: i Pesci sono il segno che più di qualunque altro rappresenta l’elemento divino-spirituale che alberga nell’uomo. Sono mistici e refrattari ad inquadrarsi nella materia. Ma per me rappresentano anche quell’infinito oceano delle possibilità che sembra essere alla base della fisica quantistica, del multi-verso, dello spazio-tempo e di tutte le più attuali tendenze della scienza. E mi torna in mente la battuta di un film (“Dr. Creator – Specialista in miracoli”) che diceva: “quando la scienza riuscirà finalmente a spiare oltre la cresta della montagna, scoprirà che la religione era seduta là da sempre”. Perché probabilmente l’Illuminismo ha avuto tantissimi pregi, il nostro mondo moderno è figlio dell’innovazione del ‘700, ma ha anche celebrato un divorzio pesante: ha definitivamente separato scienza e mistica. Mentre invece, Nettuno ed il segno dei Pesci ci rammentano che il nostro piano di realtà è un fotogramma lineare (un “qui e ora”) prelevato da un oceano di possibilità che sono invece tutte contemporaneamente presenti. Mi viene in mente un esempio: la puntina di un giradischi percorre un determinano solco e riproduce un brano dall’inizio alla fine (in maniera lineare) ma nonostante ciò il disco è sul piatto, e tutto il suo contenuto è lì, allo stesso momento, benché nessuna nota venga prodotta. Insomma, il primo polo – accentuato da Chirone – dice che una visuale più ampia sulle cose, che sappia recuperare il senso del divino nell’umano, è indispensabile per salire sull’Arca di Noè di questo profondo cambiamento che stiamo attraversando, e salire ad un livello superiore di coscienza e di consapevolezza.

Il secondo polo è rappresentato dall’opposto segno della Vergine, dove transitano Giove (pianeta della crescita e dell’espansione) ed il Nodo Nord, che è una sorta di capolinea “karmico” del viaggio che stiamo compiendo. La Vergine è il segno dell’ordine e del metodo, anche se a mio avviso nella maggior parte dei casi l’ordine di cui la Vergine è paladina è frainteso e sottovalutato. Non si tratta di un armadio con gli abiti in ordine cromatico, e neanche di una libreria con i volumi in ordine alfabetico. Si tratta di molto di più. La Vergine è il segno che più di ogni altro coglie e comprende l’ordine della natura. L’ingegneria genetica di un fiore, la costruzione di un fiocco di neve, le proporzione di una conchiglia che risuona della Sezione Aurea. L’ordine della Vergine è quello per cui i pianeti ripercorrono la stessa orbita ciclo dopo ciclo, per cui possiamo “fidarci” che Marte non si sganci dalla propria orbita e vada a “sbattere” contro Giove. E’ quell’ordine, insomma, che permea la natura del cosmo (anzi, cosmo significa proprio “ordine”) tale per cui possiamo fidarci della natura, possiamo confidare nell’alternanza delle stagioni, del giorno alla notte, e in tutto ciò che distrattamente diamo per scontato. La Vergine legge il libro della natura con occhi “privilegiati” e con un’attenzione “potenziata”, e ce ne svela gli equilibri.

Il terzo polo, vertice del triangolo rosso, è rappresentato da Saturno che transita nel Sagittario, segno che rappresenta anche il sistema di credenze ed il rapporto con la realtà che caratterizza una determinata epoca. Il Sagittario, in questo senso, è la filosofia, è la potenza dell’astrazione che si sforza di andare oltre il fenomeno e di comprendere il principio. E’ il tentativo di vedere “oltre” il muro della realtà materiale per comprendere cosa possa esserci primadopo, o anche durante ma un’ottava più in alto. Saturno è sinonimo di strutture, e Saturno in Sagittario suggerisce un primo, immediato sillogismo: occorre ristrutturare il modo in cui guardiamo la realtà.

Questi sono i tre poli di questa potente Luna Nuova in Eclissi, che poi sono gli assi portanti del “tema” di questo 2016 e della lezione che stiamo imparando: cambiare il modo in cui guardiamo alla realtà, così come il nostro rapporto con ciò che ci circonda. Da un lato, andare oltre la materialità delle cose (Nettuno, Chirone e Luna Nuova in Pesci) e ricostruire una visione più spirituale (Saturno in Sagittario). Dall’altra, imparare a dare valore all’aspetto più sano e importante del mondo “materiale”: il rispetto della natura e dei suoi equilibri (Giove in Vergine) perché da questo dipende quel “passaggio evolutivo” che il cielo ci invita a fare.

Come al solito, quando c’è un allineamento importante (e questa eclissi lo è, eccome!) vado a guardare i simboli sabiani coinvolti. In questo caso, il Sole e la Luna si congiungono al 18° grado dei Pesci per dare vita alla Luna Nuova in Eclissi. E il 18° grado dei Pesci recita:

18° – SOTTO UN’IMMENSA TENDA, UNA FOLLA GUARDA UNO SPETTACOLO STRAORDINARIO. 

Il senso mi pare molto chiaro. Innanzitutto, il potere di unificazione (“una folla riunita”) che deriva dal fatto di assistere ad uno spettacolo straordinario (extra-ordinario, fuori dall’ordinario). Come dire, di fronte al fatto fuori dall’ordinario, siamo tutti più vicini. Nessuno mi toglie dalla testa che nel corso di quest’anno cambierà la nostra concezione dello spazio. Dalla fine di gennaio si parla del Pianeta X, che ormai è una certezza scientifica anche se non è ancora stato osservato. D’altro canto, il New Horizon ci ha impiegato quasi 10 anni per arrivare fino a Plutone, e il Pianeta X è molto molto più distante. A Febbraio abbiamo parlato di “Onde Gravitazionali”, abbiamo ascoltato il suono dello spazio.

Io sono convinto che lo spettacolo al quale assisteremo rapiti come la folla nell’immensa tenda di cui parla il simbolo sabiano sia la presenza di altri coinquilini nell’Universo. Anche questa cosa, a livello teorico, siamo in tanti a considerarla quasi un’ovvietà. Ma quando ne avremo una certezza inconfutabile sarà come una seconda rivoluzione copernicana. Tutto ci apparirà con occhi diversi, la stessa buona “salute” del nostro pianeta ci starà più a cuore, perché l’uomo tende a conservare gelosamente qualcosa solo se e quando teme che qualcuno gliela possa portare via. E, non appena sapremo che abbiamo dei vicini di casa nell’universo, immediatamente la Terra diventerà la “nostra Terra” e guai a chi ce la tocca! Allora sapremo vedere le cose in una prospettiva più ampia (Saturno in Sagittario, Nettuno in Pesci), allora torneremo a prenderci cura della natura (Giove in Vergine). In quel momento, proprio come la folla radunata nell’immensa tenda, guarderemo tutti dalla stessa parte, verso il cielo, condivideremo tutti lo stesso stupore, e saremo uniti in una nuova consapevolezza.

L’eclissi rappresenta un momento di particolare consapevolezza. Io credo che sia un altro “araldo” che annuncia questo tipo di cambiamento in questo importante, intenso anno di risveglio che cambierà irreversibilmente i paradigmi attraverso i quali conosciamo la realtà.

Ci lasceremo alle spalle alcuni “valori” tipici del Novecento – dall’economia di scala alla finanza, dalla borsa ai mercati valutari, dallo sfruttamento selvaggio del pianeta alle conquista sfrenata dei popoli più deboli – ormai non hanno molto valore. Dove ciò che conta è il valore intrinseco delle cose, non il valore “convenzionale” attribuito dall’economia. I più attenti avranno notato che questa eclissi è venuta a farci visita anche nel 1926, annunciando la prima grandissima Crisi Economica del ’29. E poi ancora nel 1944, mettendo in evidenza l’assurdità del Secondo Tutti contro Tutti Mondiale.

Potrei andare avanti all’infinito, potrei perdermi in mille considerazioni, ma per chiudere mi viene in mente un’immagine che rende con la potenza della sintesi ciò che ho in mente. La “rubo” a Margaret Mazzantini: NESSUNO SI SALVA DA SOLO.

Vale per tutti nel privato, e vale ancor di più per la famiglia allargata che abita sul nostro pianeta. E quest’eclissi torna a ricordarcelo. Stiamo facendo un salto verso una nuova consapevolezza, e possiamo farlo solo tutti insieme. Ognuno secondo la propria sensibilità, secondo la propria matrice culturale e formativa. Ma questo risveglio ci tocca tutti, e come tutti i grandi risvegli viene dal cielo. E, lasciatemelo dire, tutti noi che facciamo parte di questa astro-famiglia che al cielo guarda con una certa attenzione ce ne siamo accorti e stiamo facendo la nostra parte… Magari non ci abbiamo capito niente, ma per il solo fatto di aver riscoperto la curiosità di guardare in alto siamo a metà dell’opera! 🙂

Grazie a tutti per la generosità con cui mi leggete e mi stimolate a cercare di fare sempre meglio.
Con amore,
xxx
S*

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