BUON COMPLEANNO PESCI!

pisces_x381BUON COMPLEANNO PESCI!

Ciao a tutti! Come state? Il Sole è appena entrato nel segno dei Pesci, ultima “tappa” del suo percorso attraverso lo Zodiaco. Vorrei dedicare un post a questo segno così elevato e difficile da comprendere fino in fondo. C’è chi dice che i Pesci hanno la lacrima facile, chi dice che vivono in un mondo tutto loro… insomma, i luoghi comuni si sprecano. Ma, sotto questi aspetti più superficiali, qual è la vera essenza dell’Archetipo dei Pesci? Prima di entrare nel dettaglio vorrei precisare una cosa: quando parlo dei “Pesci” mi riferisco ad un “simbolo zodiacale” che ognuno di noi ha nel proprio tema di nascita, non solamente chi è nato sotto il segno dei Pesci. Si tratta della componente più spirituale che ognuno di noi ha dentro di sé, anche se per certi aspetti chi nasce sotto il segno dei Pesci la vive in maniera più diretta, con meno filtri di altri segni.

Vorrei iniziare dall’immagine di Micheal Meyer, che ha un potere simbolico incredibile, a partire dai colori dello sfondo, dove l’azzurro dell’elemento Acqua (emozioni, sentimenti, sensibilità) si fonde con il rosso, segnando il passaggio verso il Fuoco (spirito, grinta, entusiasmo) del segno dell’Ariete. I Pesci chiudono un ciclo e anticipano di un nuovo giro del Sole attraverso lo Zodiaco. Dai Pesci si torna all’Ariete, dall’Acqua al Fuoco, dall’emozione all’azione, dall’azzurro al rosso passando per quella meravigliosa transizione Viola (colore mistico per eccellenza!).

Ancora: il cerchio con lo Yin e la Yang (che solitamente rappresenta l’equilibrio naturale dell’individuo) è “attraversato” da un’onda di energia. Se ci fate caso, quell’onda di frequenza non è altro che la rappresentazione lineare di infiniti cerchi di pari diametro: è come un continuo moto rotatorio “srotolato” e immagino rappresenti l’infinito passaggio da un ciclo all’altro, il continuo alternarsi dei cicli di vita. In una parola, credo che sia il “divino” che attraversa il piano materiale e che i Pesci colgono così bene perché in una certa misura ne partecipano.

I Pesci non sono solamente l’ultimo segno, ma sono anche il segno che precede il primo. E’ quell’immenso oceano di possibilità, quel mare quantico dove tutto è potenza in attesa di divenire atto. I Pesci sono il “prima” e il “dopo” del piano materiale, il divino che alberga dentro l’uomo, sono quel sentiero d’acqua che a volte smarriamo e che a volte troviamo agitato da tempesta pericolose.

I Pesci abitano un elemento (l’acqua) nel quale nessuno degli altri segni riuscirebbe a sopravvivere. È il loro ambiente, al di fuori del quale morirebbero in pochi minuti. Hanno un’epidermide sottile e fragile che non sopporta di essere “toccata“. Se avete mai visto i pesci nuotare in branco, la loro sincronia è perfetta, sembrano eseguire una coreografia o una sinfonia di movimenti rispondendo alle indicazioni di un invisibile direttore d’orchestra. Alle volte sembra di assistere al movimento delicato ed elegante di un unico organismo pur trattandosi di un branco di centinaia di pesci.

Tutte queste analogie perché esse racchiudono la vera essenza dell’Archetipo dei Pesci. Il loro habitat è quello delle acque aperte dell’oceano, vale a dire di un’emotività in stretto contatto con le alte sfere. Il loro rapporto con il divino è in un certo senso privilegiato, e riescono a comprendere cose che lascerebbero sgomento un individuo più terreno. La loro “corazza” è sottile e fragile: la loro ricettività è altissima. Sono empatici, entrano in una comunione profonda con le emozioni di chi li circonda: è molto frequente che un Pesci colga perfettamente lo stato emotivo di chi ha davanti e ci entri in empatia. In questo senso alle volte sono vulnerabili, poco “schermati”. Hanno intuito e sesto senso: è molto frequente che la loro prima impressione sulle persone si riveli esatta, soprattutto rispetto alla loro armonia interiore. Un Pesci riesce immediatamente a capire chi può nuocergli.

I Pesci chiudono il ciclo: l’uomo ha percorso tutte le fasi dell’esperienza e torna (in termini simbolici) alla “Casa” del Padre. Ha appreso tutte le sfumature dell’individualità, dall’energia creativa (Ariete) al potere formativo (Toro); dalla curiosità verso il mondo circostante (Gemelli) alla ricerca di un rifugio per sé e per la propria “cucciolata” (Cancro); dall’espressione della Creatività (Leone) al dominio della Logica (Vergine); dall’armonia delle relazioni (Bilancia) alla profondità della condivisione (Scorpione); dal desiderio di scoprire l’ignoto (Sagittario) all’esigenza di trasformare le proprie scoperte in risultati materiali che durino nel tempo (Capricorno). Ha capito a livello logico e mentale che ognuno di noi fa parte di una collettività più larga (Acquario) con la quale è pronto a fondersi anche emotivamente rinunciando all’egoismo e rinascendo ad un livello esistenziale più alto (Pesci). Quando si parla dei “pani e dei pesci” si intende con tutta probabilità il “corpo e l’anima”. Il corpo è differenziazione perché è tempio terreno dell’anima; l’anima è unificazione perché risuona all’unisono con l’Anima del mondo.

L’Archetipo dei Pesci, che ognuno di noi possiede all’interno del proprio tema natale, è proprio quello che ci consente di elevarci e di vedere il tessuto “divino” che costituisce trama e ordito della realtà. Tutti noi abbiamo infatti almeno un elemento del nostro tema natale in questo segno, che si tratti di un pianeta, di un angolo o della cuspide di una “casa”. Ognuno di noi Nettuno e la Dodicesima casa nel proprio tema natale che svolgono la funzione “Pesci”. E ognuno di noi ha questa componente spirituale “attraversata” da un raggio divino.

Non vi stupirà pensare che Nettuno ed i Pesci rappresenta anche la fantasia, di cui i bambini sono ricchissimi. Allora ciascun “pezzetto” della realtà che ci circonda assume un senso simbolico più alto, come il famoso “cappello” del Piccolo Principe, che è molto molto di più di un semplice cappello!

Questo post è dedicato principalmente a tutti gli amici e le amiche di questa pagina nati sotto l’influenza di questo straordinario segno. Ma è dedicato ad ognuno di noi, con l’augurio di non perdere mai di vista un’immagine più simbolica e spirituale della realtà. Perché, con tutta probabilità, c’è la realtà è molto più ricca ed elevata di quanto possiamo percepire dalla nostra prospettiva ancorata alla materia. “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”, per dirla con Shakespeare. E se è vero che non possiamo comprenderle tutte a questo stadio della nostra evoluzione spirituale, è anche vero che smettere di guardare verso l’alto, smettere di interrogarsi, stupirsi, meravigliarsi per questo straordinario “mistero” che ci avvolge significherebbe rinunciare a vivere. E ogni volta che guardiamo verso l’alto con stupor, immaginazione e poesia, oppure ogni volta anche cerchiamo elementi di questo “mistero divino”, è sempre l’Archetipo dei Pesci che ci guida.

Un abbraccio a tutti e scusate se (tanto per cambiare!) mi sono dilungato! Praticamente più che un augurio, una dichiarazione d’amore. Ma sui Pesci mi accade spesso… 🙂
A dopo!
xxx
S*

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