IL GIRO DELL’ANNO: LA DECIMA TAPPA

LA DECIMA TAPPA

È il «nono mese» dopo il compleanno: la gestazione è completa ed è il momento di vedere e cogliere i frutti dei nostri sforzi. Frutti prelibati, se abbiamo affrontato le prove contenute nelle precedenti fasi del viaggio con coraggio e determinazione, restando fedeli a noi stessi e ai nostri propositi di crescita. O di frutti «bacati» se ci siamo tirati indietro o se abbiamo espresso desideri non in linea con la nostra reale natura. È tempo di soddisfazioni o di resa dei conti, in modo assoluto e incondizionato.

Spesso anche in termini lavorativi è periodo di promozioni e riconoscimenti che accrescono l’immagine pubblica o che, al contrario, la compromettono. Aumentano gli impegni e diminuisce il tempo libero. Può esserci un po’ di stress o ansia da prestazione: abbiamo molti occhi addosso, spesso ammirati, ma il peso delle aspettative può essere anche un freno.

Ogni conquista prevede un maggiore grado di responsabilità, come ci ricorda costantemente la Decima tappa. Se la prima quadratura (la Quarta tappa) rappresenta come un decollo, questa seconda quadratura rappresenta un atterraggio. Il viaggio giunge al termine. Siamo in altitudine di crociera, da quassù la vista è spettacolare, ci ha donato una visuale più larga delle cose, ma si tratta di riscendere a terra. La gravità non è più una forza contraria, ma a favore: se la sfruttiamo, possiamo controllare la discesa seguendo l’onda. Altrimenti rischiamo di scendere troppo velocemente. In altri termini, giunti a questa fase del ciclo sappiamo qualcosa di più su noi stessi e questo ci conferisce un nuovo potere, ma dobbiamo usarlo nel modo giusto. Questa è la tappa che maggiormente ci richiede di mostrarci all’altezza dei nostri progressi di vita, prendendo le decisioni più importanti che riguardano la carriera e, in termini più astratti, le future direzioni della nostra crescita individuale.

Come dicevo, infatti, è la fase dei frutti, ma ogni frutto contiene dentro di sé un nuovo seme: non a caso ciò che realizziamo in questa fase rappresenta un traguardo ma anche la base di partenza sulla quale costruiremo il ciclo di vita che inizierà al successivo compleanno. La nostra capacità di agire in modo maturo in questa fase del percorso, affrontando gli impegni con coraggio, umiltà e responsabilità influisce moltissimo sul prossimo «giro». I «frutti» diventano nuovi progetti, in una girandola esponenziale di crescita. Il cerchio si allarga in una spirale di crescita.

I progetti che non abbiamo saputo coltivare, invece, mostrano in questa fase i frutti amari del fallimento e si trasformeranno con tutta probabilità nel prossimo giro in nuove «chiamate» da accogliere, in nuove sfide da accettare, finché non avremo conquistato un altro pezzetto di crescita e saremo pronti per andare avanti, verso un livello più elevato di consapevolezza e di centratura.

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