LO ZODIACO DELLE PRINCIPESSE: ARIEL (PESCI)

ariel___zodiac_by_grodansnagel-d3c5pp3LO ZODIACO DELLE PRINCIPESSE: ARIEL (PESCI)

Ciao a tutti! Ce l’abbiamo fatta… finalmente sono usciti anche i PESCI! Quest’anno, per evitare di penalizzarli, ho estratto a sorte le Principesse, ma finora erano “sgusciati via” e sfuggiti all’estrazione! E invece eccoli qui, egregiamente rappresentati da Ariel, la Sirenetta, che ha molto in comune con il segno dei Pesci. Anche lei, infatti, viene da “altrove”.

I Pesci abitano, infatti, un elemento (l’acqua) nel quale nessuno degli altri segni riuscirebbe a sopravvivere. È il loro ambiente, al di fuori del quale morirebbero in pochi minuti. Hanno un’epidermide sottile e fragile che non sopporta di essere “toccata”. Se avete mai visto i pesci nuotare in branco, la loro sincronia è perfetta, sembrano eseguire una coreografia o una sinfonia di movimenti rispondendo alle indicazioni di un invisibile direttore d’orchestra. Alle volte sembra di assistere al movimento delicato ed elegante di un unico organismo pur trattandosi di un branco di centinaia di pesci.

Tutte queste analogie perché i Pesci dello zodiaco sono assolutamente così! Il loro habitat è quello delle acque aperte dell’oceano, vale a dire di un’emotività in stretto contatto con le più alte sfere della spiritualità. Il loro contatto con il divino è assolutamente ravvicinato e privilegiato, e riescono a comprendere cose che lascerebbero sgomento un individuo più terreno. La loro “corazza” è sottile e fragile: la loro ricettività è altissima. Sono empatici, entrano in una comunione profonda con le emozioni di chi li circonda: è molto frequente che un Pesci colga perfettamente lo stato emotivo di chi ha davanti e ci entri in contatto profondo. In questo senso, alle volte sono vulnerabili e poco “schermati” come spugne emotive che assorbono sensazioni e stati d’animo dell’ambiente circostante. Hanno intuito e sesto senso: è molto frequente che la loro prima impressione sulle persone si riveli esatta, soprattutto rispetto alla loro armonia interiore. Un Pesci riesce immediatamente a capire chi può nuocergli.

Andiamo ancora più in profondità. L’ostinata individualità dell’essere umano appartiene solo a questo piano di realtà: sulla terra (almeno in apparenza) ognuno per sé. Su un piano più alto, invece, siamo tutti probabilmente riflessi di una stessa luce. I Pesci sono quelli che “portano” sulla terra questa memoria ancestrale, e che quindi si sentono più di chiunque altro parte di uno stesso Uno. Rispondono spontaneamente del dolore o della gioia “collettivi” ma difficilmente riescono a chiudere la porta della propria casa lasciando tutto il resto fuori. È questo il senso del branco di pesci che si muove in perfetta sincronia: è la “smaterializzazione” dei confini dell’Ego, se una cosa accade a te, in una certa misura sta accadendo anche a me. Si chiama compassione, ed è un altro dei valori dei Pesci.

I Pesci chiudono il ciclo: l’uomo ha percorso tutte le fasi dell’esperienza e torna al Padre (in termini simbolici). Ha appreso tutte le sfumature dell’individualità, dall’energia creativa (Ariete) al potere formativo (Toro); dalla curiosità verso il mondo circostante (Gemelli) alla ricerca di un rifugio per sé e per la propria “cucciolata” (Cancro); dall’espressione della Creatività (Leone) al dominio della Logica (Vergine); dall’armonia delle Relazioni (Bilancia) alla profondità della Condivisione (Scorpione); dal desiderio di scoprire l’ignoto (Sagittario) all’esigenza di trasformare le proprie scoperte in risultati materiali che durino nel tempo (Capricorno). Ha capito a livello logico e mentale che ognuno di noi fa parte di una collettività più larga (Acquario) con la quale è pronto a fondersi anche emotivamente rinunciando all’egoismo e rinascendo ad un livello esistenziale più alto (Pesci). Quando si parla dei “pani e dei pesci” si intende con tutta probabilità il “corpo e l’anima“. Il corpo è differenziazione perché è tempio terreno dell’anima; l’anima è unificazione perché risuona all’unisono con l’Anima del mondo.

Insomma, i Pesci hanno l’ingrato e prezioso compito di ricordare all’uomo che viene da “altrove” e che fa parte di un’Anima più alta. È la parte divina che c’è in ogni uomo, solo che i Pesci ci dialogano più facilmente e ce ne ricordano l’esistenza, spesso con un senso del sacrificio che è abbastanza raro. Direi che con una missione così preziosa se ogni tanto dimenticano di pagare una bolletta o arrivano in ritardo ad un appuntamento glielo possiamo anche perdonare, no?

Nel 2016, i Pesci hanno sostenuto un “Esame di maturità” che permette loro di accedere ad una vita più adulta e ricca di traguardi e soddisfazioni. L’anno che sta finendo ha richiesto loro di giocare bene le loro carte, di non abbassare la guardia, di non perder mai di vista il realismo e la fattibilità delle cose e di selezionare gli obiettivi cui vale la pena di dedicare tempo, energie e sforzi. Hanno imparato il potere magico della parola “no” detta al momento giusto, che ha consentito loro di metter paletti e concentrare più energie sulle loro cose.

Ma facciamo un passo indietro, e torniamo al 2012, l’anno in cui la vita di molti nati del segno ha iniziato a cambiare, dapprima impercettibilmente e poi in maniera più evidente. I Pesci hanno bisogno di emozionarsi e di innamorarsi della propria vita, delle cose che fanno, delle relazioni cui dedicano energia, e nel 2012 alcune routine hanno iniziato ad andare un po’ “strette”. C’è stato bisogno di perdersi, di vagabondare nelle terre inesplorate di nuovi progetti. “Perdersi” significa perdere i preconcetti, sganciare le paure, allargare lo sguardo, vedere nuove cose. “Perdersi”, alle volte, rappresenta l’unico modo per “ritrovarsi”. Nel libro dello scorso anno ho utilizzato “Into the wild”, perché occorreva allargare gli orizzonti e riscoprire l’amore per la vita.

Chi ha visto il film, però, ricorderà che non ha esattamente ciò che si definisce un “lieto fine”, perché Chris Mc. Candles smarrisce per sempre la via del ritorno. E qui le vostre strade si dividono, perché invece nella tua storia dalla metà del 2015 entra Saturno che, da buon maestro, ti ha spinto a ritrovare la via del ritorno, affinché tutti quegli input potessero scendere a terra e trasformarsi in progetti, attività e relazioni di senso compiuto. E’ per quello che l’ultimo anno e mezzo è stato un percorso di formazione a volte severo che ti ha sempre messo di fronte al realismo delle tue iniziative: la fattibilità, la realizzabilità, la sostenibilità economica e organizzativa dei tuoi progetti lavorativi o personali è stata spessa un apparente “limite” ai tuoi desideri, ma serviva per farti camminare con i piedi ben piantati su un terreno solido di realtà.

Nel 2017, il cielo cambia di nuovo. Dopo gli anni del “perdersi” (2012-2014, la tesi) e gli anni del “ritrovarsi” (2015-2016, l’antitesi), inizia il momento della preziosa “sintesi“: ora che hai imparato il realismo delle cose, tutta la linfa vitale di input creativi e di ispirazioni che hai assimilato dal 2012 al 2014 inizia a “lavorare” meglio, a produrre frutti. In molti casi, alcuni progetti che hai dovuto accantonare nell’ultimo anno e mezzo perché economicamente o strutturalmente impraticabili, trovano nel 2017 una loro via di realizzazione spontanea e concreta. Perché ora hai imparato a fare i conti con l’oste, ad affrontare anche gli aspetti più spinosi delle cose con grinta e determinazione. Le salite si fanno meno pendenti, i compromessi meno difficili da gestire, le relazioni più costruttive e meno “costrittive”. Le energie iniziano a scorrere meglio, perché viene meno quel senso di dover sempre provare o dimostrare qualcosa.

Tornano coraggio e fiducia in te stesso, unite ad una importante consapevolezza: nel corso di quest’anno che volge al termine sai di aver fatto il tuo dovere, di aver rispettato la tua parte dei patti. E con la coscienza di chi sa di essere nel giusto, adesso sei pronto a pretendere che gli altri rispettino i propri, che non si tirino indietro rispetto ai loro obblighi e impegni.

Insomma, questo 2016 così pesante e faticoso ti consegna interamente “rinnovato” ad un 2017 più generoso e dinamico. Il pesciolino Nemo, timoroso e portato a vedere i propri limiti con paura e pessimismo, lascia spazio ad un delfino energico e determinato, che non ha paura di tuffarsi nelle acque aperte di nuovi e più ambiziosi progetti di vita, e che finalmente nuota con la spinta di correnti favorevoli e non più risalendo faticosamente la corrente.

Ci sarebbero tante cose da raccontare su questo nuovo anno, tantissimi i tesori e le soddisfazioni che ti aspettano. Mi limito a dirti che stai giungendo alle fasi finali di un lungo ciclo di cambiamento che, attraverso la pressione, ha trasformato il carbone in diamante. Quest’anno ti consegnerà il diamante di una vita più matura e felice.

Con amore,
xxx
S*


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