IL PORTALE DEGLI “ANTA”

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IL PORTALE DEGLI “ANTA”

Nella scorsa puntata di “Come viene, viene!” abbiamo toccato un tema molto importante: i grandi portali di cambiamento che ognuno di noi attraversa nella vita. I momenti in cui si aprono e si chiudono i grandi cicli dell’esistenza.

Ce n’è uno in particolare, forse il più importante di tutti. E’ un’area di cambiamento che va dai 39 ai 44 anni, e raggiunge il picco massimo ai 42 anni di vita. A 42 anni la vita cambia. Da un lato, si accendono nuovi interessi, nuovi talenti che fino a quel momento giacevano dentro di noi come “semi” inattivi. Ad un tratto, la vita che abbiamo sempre condotto ci chiede di fare di più, di rinnovarsi e di allargare gli orizzonti del nostro sguardo e dei nostri interessi. Dall’altro, si riaccendono alcune paure che forse non ricordavamo più dai tempi dell’adolescenza. Proprio come a 13/14 anni, c’è la sensazione che la vita stia cambiando.

Qualcuno di voi ha letto “IT” di Stephen King? E’ un capolavoro, un romanzo di formazione sublime che va ben oltre la forma “horror” della trama e racconta qualcosa di molto più profondo. È la storia di sette ragazzini di 13 anni che vivono nella cittadina americana di Derry, devastata dagli orrori di un mostro terribile. I nostri sette protagonisti lo affrontano, lo combattono e lo sconfiggono. O meglio, credono di averlo sconfitto. Venticinque anni dopo, il mostro si risveglia e i protagonisti di “IT”, ormai alla vigilia dei quarant’anni, immersi nelle loro vite adulte, sono “chiamati” a fare ritorno a Derry per affrontarlo nuovamente.

Mi sono sempre chiesto: perché i protagonisti della storia siano chiamati ad affrontare lo stesso mostro (che rappresenta genericamente la paura, che per ciascuno assume forme e connotati diversi) a 13 anni e successivamente quando ne hanno 38/39? E mi sono risposto: perché sono due età nel corso delle quali viviamo, appunto, lo stesso senso di smarrimento (la stessa “paura”) perché avvertiamo istintivamente che la vita sta cambiando. Abbiamo la sensazione di essere giunti a una zona di confine, senza sapere esattamente cosa ci aspetta dall’altra parte della barricata.

La lettura di “IT” mi fece pensare che l’adolescenza e gli “anta” abbiano molto in comune, e l’astrologia me ne ha fornito la conferma. Vediamo in termini astrologici cosa accade a 42 anni. Per farlo, devo parlarvi di Urano, uno dei pianeti/simboli più importanti del sistema astrologico e del nostro planetario interiore. Urano rappresenta la forma più elevata del potenziale creativo che c’è in ognuno di noi. E’ il genio creativo, il fulmine che a sorpresa squarcia l’oscurità e porta una nuova verità, esprimendo una forma di comprensione più “alta” della realtà che ci circonda.

Urano è il “Prometeo” dello Zodiaco, il titano che si ribella al potere dell’Olimpo e ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, liberandoli dalla soggezione ed elevandoli oltre la “finitudine mortale”. E già abbiamo nominato alcune caratteristiche fondamentali di Urano: comprensione, lampo di genio, imprevisto e liberazione; ma anche ribellione, cambiamento, trasformazione, nuova indipendenza di giudizio, capacità di comprensione più profonda del proprio talento creativo. Ognuno di noi viene “qui” per comprendere una “cosa” e condividerla con gli altri. Qual è questa “cosa”? La posizione di Urano nel tema di nascita e il suo rapporto con gli altri pianeti (primo tra tutti, il Sole) racconta molto di ciò che siamo venuti a fare in questa vita. Il ciclo di Urano, fatto di momenti di rivelazione, di lampi di comprensione e di grandi cambiamenti, descrive proprio il nostro Prometeo interiore, i suoi riti di crescita e di liberazione. E, soprattutto, ci svela quale sia il “fuoco” che siamo chiamati a rubare agli dei, portare a terra e condividere con gli altri.

Urano ha un ciclo di 84 anni. Questo significa che in 84 anni compie un intero giro dello Zodiaco e torna esattamente nella posizione che aveva al momento della nascita di ognuno di noi. E significa anche che intorno ai 42 anni di età ha compiuto esattamente “mezzo giro”. La metà di un ciclo rappresenta il suo momento culminante. Pensate al ciclo più importante di tutti, quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: il ciclo della lunazione. La Luna Nuova (il momento iniziale del ciclo) è invisibile agli occhi: è un “seme” che contiene un’informazione in modo del tutto embrionale. Poi, giorno dopo giorno, prende forma, cresce fino a diventare Luna Piena esattamente a metà del ciclo. Ciò che alla Luna Nuova era invisibile, seminale, embrionale, alla Luna Piena è interamente formato e più facilmente comprensibile.

Lo stesso vale anche per Urano. Ciò che alla nascita è solamente potenziale (chiamiamolo “Urano Nuovo”, proprio come la Luna Nuova) inizia poi a lavorare, a prendere forme più definite. Iniziamo a comprendere i contorni del nostro talento anno dopo anno, fino a che a 42 anni Urano raggiunge il suo momento culminante: un Urano “Pieno” (proprio come il plenilunio) che mostra perfettamente i suoi contorni. Questo significa che dai 39 anni entriamo in una fase in cui siamo più consapevoli della nostra unicità e della nostra missione, segnata da cambiamenti interiori ed esteriori che hanno proprio lo scopo di portare alla luce il nostro “genio interiore”. E’ una fase che alterna la paura di andare in una direzione nuova a momenti di grande ribellione: se la vita che abbiamo condotto fino a quel momento non rispecchia questa nuova comprensione, sentiamo affiorare in noi il bisogno tipicamente “Prometeico” di spezzare un giogo di soggezione e liberarci da ciò che limita la nostra espressione.

Poi c’è un altro pianeta importantissimo, e si chiama Saturno. E’ un pianeta che ha una brutta nomea, perché rappresenta un po’ il “Grande Maestro interiore” e i suoi mutamenti sono spesso associati a lezioni di vita pesanti. E’ una nomea non del tutto meritata, perché le sue lezioni non sono né buone né cattive: sono semplicemente giuste e necessarie.

Saturno rappresenta le strutture portanti, lo scheletro sul quale poggia il nostro sistema di vita. E’ come l’anima di cemento armato sulla quale si regge un edificio. E se io desidero elevare il palazzo, aggiungere un paio di piani in cima, devo necessariamente rinforzare la struttura del cemento armato, altrimenti rischia di non sostenerne più il peso e di crollare. La nostra vita è un continuo aggiungere “piani” all’edificio, e di conseguenza aggiornarne le strutture di sostegno: la sicurezza personale, il senso del sé, il senso del dovere e della responsabilità, la capacità di affrontare le cose sono tutti gli aspetti di questo “cemento armato” interiore, e si aggiornano proprio con i cicli di Saturno. Le sue lezioni sono proprio i lavori di consolidamento della struttura. Per utilizzare un’immagine che ha molto a che fare con Saturno, pensate ad un bambino che mette i dentini. Lì per lì è una fase delicata, dolorosa, faticosa. Ma quando lo stesso bambino avrà 13/14 anni e inizierà ad apprezzare i suoi denti: sarà ben felice di non essere “sdentato” e di poter addentare un cheeseburger. Le lezioni di Saturno funzionano allo stesso modo per tutti i grandi traguardi di vita.

Saturno ha un ciclo di 28 anni. Vale la stessa cosa che dicevo su Urano: ogni 28 anni, torna nella stessa posizione. Questo significa che intorno ai 28 anni di vita si chiude un importante ciclo di formazione e ne inizia un secondo, che dura altri 28 anni e termina ai 56 anni di vita. E che da parte un terzo ciclo, che termina 28 anni dopo, a 84 anni. Ecco che questo numero torna: 84 anni, un ciclo intero di Urano, tre cicli di Saturno. Su questo punto tornerò tra poco.

Nel frattempo, vediamo cosa accade all’uomo nei primi 28 anni di vita. Utilizziamo come unità di misura i “quarti”, proprio come per il ciclo lunare. I Quarti di ciclo di Saturno sono unità temporali di 7 anni ciascuno. Anche chi non ha alcuna interesse o cognizione astrologica, sente istintivamente che la vita cambia ogni 7 anni. Come in un videogioco, ogni 7 anni entriamo in un livello più alto, ci troviamo ad affrontare missioni e prove più impegnative ma disponiamo anche di strumenti più affinati. Ed è proprio così.

Il primo quarto inizia alla nascita, termina a 7 anni di età e corrisponde al primo stadio della maturazione: è l’età in cui i bambini mettono i dentini definitivi. Chi conosce più approfonditamente l’astrologia noterà anche che questo periodo coincide con la Quarta casa e con il segno del Cancro, e che entrambi hanno un forte legame con la nutrizione.

Il secondo quarto termina a 14 anni. Qui Saturno ha compiuto mezzo giro, è alla fase culminante del ciclo, e nella persona corrisponde alla pubertà. È il secondo stadio della maturazione, ovvero la capacità riproduttiva, e non a caso corrisponde alla Settima casa e al segno della Bilancia, archetipi della relazione.

Ma andiamo avanti ancora di uno step: il terzo quarto, 21 anni, in passato la maggiore età, teoricamente – ormai sempre più teoricamente – rappresenta l’indipendenza e l’ingresso nel lavoro e corrisponde perciò alla Decima casa, segno del Capricorno. Questo punto è uguale e contrario a quello dei 7 anni: se al primo quarto ho imparato a masticare, ora inizio a procurarmi il cibo da solo.

Il ciclo si chiude con l’ultimo quarto (28 anni di età) e corrisponde simbolicamente al matrimonio: si allenta il legame con la famiglia d’origine (fine di un ciclo di Saturno) e per creare un nuovo nucleo familiare (inizio di un nuovo ciclo saturniano di crescita e formazione). Torniamo nella Prima casa astrologica, corrispondente al segno dell’Ariete, dove tutto ha inizio, dove parte un nuovo ciclo di costruzione di un’identità più matura. E così via, da 28 a 56, e poi da 56 ad 84.

Nel corso di 84 anni di vita, l’uomo percorre un intero ‘giro’ di Urano, e tre ‘giri’ di Saturno. Nel corso di questi 84 anni, cioè, ognuno viaggia verso la scoperta e l’attuazione del proprio potenziale creativo (Urano) e costruisce le strutture e gli strumenti per poterlo attuare (Saturno). Nulla esclude, ovviamente, che si possa campare cent’anni e passa, ma diciamo che dopo gli 84 anni una persona ha compiuto tutti gli scatti di maturazione e di comprensione, e imparato tutte le normali lezioni della vita.

A 42 anni, quindi, Urano è a metà del ciclo, e mostra con maggiore chiarezza le caratteristiche del nostro “Prometeo” interiore. Ci è più facile vedere il “fuoco” che è chiamato a rubare in cielo e portare in terra. Contemporaneamente, Saturno è a metà del secondo giro: il primo è terminato ai 28 anni di età, mentre il secondo è a metà strada (42 = 28 + 14).

Emerge chiaramente – e questo fa venire i brividi – che rispetto al ciclo di Saturno i 42 anni di età hanno molto in comune con i 14 anni: le soglie dell’adolescenza (13/14 anni) rappresentano la metà del primo giro di Saturno, la soglia degli “anta” la metà del secondo giro. Ecco perché si dice che spesso i 40 anni rappresentano una “seconda adolescenza”. Ecco perché si risvegliano le energie del cambiamento, accompagnato spesso da un pizzico di ribellione, proprio come sul fare dell’adolescenza. Ecco perché i 40enni irrisolti talvolta finiscono per perdere la testa per le adolescenti. Ecco perché – con una capacità simbolica magistrale – in “IT” di Stephen King gli stessi protagonisti affrontano lo stesso “mostro” quando hanno 13 anni e poi di nuovo quando ne hanno 38/39.

A 42 anni assistiamo alla più potente e chiara manifestazione (interiore ed esteriore) di ciò che siamo venuti a fare, e abbiamo anche le strutture “adeguate” per sostenere questa epifania. Questo significa però anche che se la vita che abbiamo condotto fino a quel momento non rispecchia esattamente questa nuova consapevolezza, in questi anni dobbiamo avere il coraggio di cambiarla, di trovare le giuste forme per consentire alla sostanza di manifestarsi. Per questo, molti cambiano lavoro, iniziano ad approfondire nuove forme di studio e di conoscenza, tornano a guardarsi intorno e ad interrogarsi sul senso della vita e della presenza su questo piano di realtà. E’ un momento di “crisi” nel senso greco del termine: cambiamento. A 42 anni, è il momento di liberare il nostro “Prometeo incatenato” e consentirgli di esprimere di rubare il fuoco agli dei.

D’altro canto, spesso la vita dai 39 anni in poi ci mostra una serie di cartelli segnaletici che puntano in direzioni diverse, mostrano nuovi lati del talento che prima avevamo ignorato (nel mio caso, a 39 anni ho “scoperto” l’astrologia). Oppure ci forniscono l’occasione per mettere in discussione le certezze che abbiamo avuto fino a quel momento e dirci “forse voglio qualcosa di diverso”. Sono anni “densissimi”, spesso faticosi per la loro potenza rivelatrice, ma anche preziosissimi, perché da lì inizia il “secondo tempo” della vita. Molto spesso, sulle intuizioni, sulle idee e sulla nuova consapevolezza dei 42 anni si poggiano le fondamenta dell’edificio di tutte le nuove attività che svolgeremo nella seconda metà della vita.

Moltissimi sono gli esempi dei 42 anni “illustri”. Nel 1609, Galileo Galilei a 42 anni puntò per la prima volta il telescopio sulle stelle. Tre mesi dopo pubblicò il resoconto delle sue osservazioni (il “Sidereus Nuncius”, “Messaggero delle Stelle”) e cambiò per sempre l’astronomia. Nel 1896, a 40 anni (con Urano opposto ad Urano) Sigmund Freud formulò per la prima volta il termine “psicoanalisi”, sul quale costruì tutti gli studi della seconda metà della sua vita, dando vita ad una delle più grandi conquiste del ‘900. Ancora: nel 1955 Rosa Parks a 41 anni (sempre con Urano opposto ad Urano) rifiutò di cedere il proprio posto su un autobus ad un uomo bianco, dando vita al Movimento per i Diritti Civili e ad una causa in tribunale che nel 1956 arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che dichiarò incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell’Alabama. Sono solo alcuni dei tantissimi esempi di questo portale e dei suoi simboli: scoperta, innovazione, ribellione, cambiamento, coraggio, espressione personale, nuovo inizio.

Anche noi abbiamo dentro lo stesso “fuoco”. Si tratta solo di consentire al nostro Prometeo di rubarlo al nostro Olimpo interiore e portarlo a terra, nella nostra vita di tutti i giorni.

Dedicato a tutti i 40enni che indossano gli “anta” con grinta e spirito di costruzione, con coraggio e voglia di liberare ed incoronare il Prometeo “incatenato” che ognuno di noi ha dentro di sé.

Con amore,
xxx
Simon
(45 anni)

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