Talento: tempio del proprio benessere

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La prima cosa che ti viene in mente se parlo di “talento”? Che immagine, che parola ti evoca? Dillo di getto, ad alta voce e poi continua a leggere. Se dovessi dire la mia, mi verrebbe in mente la leggerezza, una danza in punta di piedi, la bracciata di un nuotatore nell’acqua. Un bacio… beh sì, un bacio. Ci vuole talento anche nel saper baciare, non trovi? E per te, cos’è il “talento”?

La parola, etimologicamente parlando, fa riferimento al latino talentum, antica unità di misura della massa, nonché a talanton, che in greco significa “scala, bilancia, somma”. Iniziamo dunque nel dire che il talento è un valore. E qui non si parla di prezzo, quello lo lasciamo ai prodotti al supermercato. Il talento è il “nostro” valore. E’ quel pregio, quella dote, quell’abilità o competenza che ognuno di noi ha in un certo ambito di vita. Tutti ne abbiamo almeno uno, nessuno è escluso.

Perché il talento è qualcosa di molto personale, di cui essere gelosi. E’ il nostro biglietto da visita in questa vita, il nostro scopo, qualcosa di innato che nasce nel momento esatto in cui nasciamo. E’ una vocazione, un organo vitale che ha bisogno di essere riconosciuto, nutrito, portato alla luce. Tra ragioni culturali, familiari, sociali, spesso ci scordiamo di ascoltare il nostro valore, il nostro talento. O spesso non lo riconosciamo, perché qualcun altro ci dice cosa dobbiamo fare, ci “nega”. Ma come facciamo a riconoscerlo? Torniamo bambini per un momento. Torniamo ai nostri 4-10 anni, quando probabilmente eravamo più puri di come lo siamo ora. Cos’è che ti piaceva fare, oltre ad affondare le dita nella Nutella? Qual era la tua passione? Ricordi cosa desideravi fare da grande? Come ti immaginavi? Perché lì è la chiave di tutto.

Quello è il motore di un desiderio che nasce spontaneo, da dentro, e riflette la nostra capacità, la nostra abilità, il nostro valore e talento nel fare qualcosa. Qualcosa che ci riportava alla leggerezza, al benessere, all’essere felici. Io ad esempio amavo ballare, amavo lo spettacolo, amavo il mistero della vita. Naturalmente, non tutti i desideri espressi dalla prospettiva di un bambino sono realizzabili, proprio per questa loro natura immediata e non filtrata dal senso di realtà. Succede che uno cresce, che nessuno ti incentiva ad “essere”, ed ecco che il talento, ovvero i desideri finiscono in qualche angolo buio della nostra vita. Io ad esempio non sono diventato un ballerino. E alla mia età credo che non lo sarò mai. Ma se riuscissimo a cogliere il valore simbolico del desiderio, potremmo ottenere un’importante indicazione della strada giusta per noi. Ballare è simbolo di espressione del corpo, è performance e intrattenimento. E’ comunicare e rendere viva un’emozione, è energia, è raccontare una storia o creare un mondo. Ciò che poi ho fatto e sto facendo con il mio lavoro di scrittore, o ciò che faccio nell’intrattenervi con “Come viene, viene” dove, guarda caso, si parla di astrologia e dei misteri della vita.

Nella Bibbia si parla di “talenti” durante la costruzione del Tempio di Salomone. Re Davide lasciò a suo figlio Salomone i talenti, ossia gli “ori” per costruire un tempio in onore della divinità. Il talento dunque è una dote che si “eredita” affinché ognuno di noi possa esprimere il rapporto con il proprio sé, con la propria parte divina. Ora, sulla parola “eredità” potremmo aprire un grande dibattito. Non si intende “proseguire il talento dei propri genitori”, ma riconoscere un dono che fa parte di quel bagaglio con il quale atterriamo in questa vita. Un dono che nessuno ci ha mai insegnato perché è nel nostro DNA. Onorare il proprio talento dunque è come costruire un tempio, un tempio di Salomone dove esprimere le proprie inclinazioni naturali e la nostra bellezza. Se poi andiamo a fondo, “Salomone” ha la stessa radice di “shalom” e significa “pace, benessere”. Per questo il talento è il tempio del proprio benessere.

A quale parola hai pensato all’inizio? Cosa sognavi o cosa ti piaceva fare da bambino? Ecco, sei sulla strada giusta per raggiungere il tuo talento, ovvero il tuo desiderio.

Esistono delle correlazioni tra talenti e segni zodiacali? Ne parleremo domani (mercoledì 3 maggio) alle 21:00 durante la terza puntata di “Come viene, viene!”, in diretta sul canale Facebook di Simon & The Stars. Nel frattempo, vi ringrazio per la lettura e se volete darci la vostra testimonianza sul “talento” potete scriverci sulla casella di messaggio, sempre sulla pagina FB di Simon. Ci vediamo domani!

Claudio Roe

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