ACQUARIO: OROSCOPO MENSILE – MAGGIO 2018 (1)

ACQUARIO: OROSCOPO MENSILE – MAGGIO 2018

Benvenuto nel mese più importante di quest’anno, caro Acquario. Se hai letto le previsioni annuali, ricorderai forse che le parole-chiave di questo 2018 sono due: scelte e ristrutturazione. Come vedremo, sono strettamente connesse, l’una rappresenta la premessa logica e la conseguenza dell’altra. Partiamo dalla seconda per poi arrivare alla prima. Inizia una fase di ristrutturazione che mira a rafforzare e consolidare tutta una serie di situazioni di vita che richiedono una certa manutenzione. Ristrutturazione del tempio interiore, per rafforzarlo e liberarlo finalmente da alcuni condizionamenti che frenano, da alcune vecchie paure che (come i diaframmi del motorino) impediscono di esprimere il massimo della potenza. Mi riferisco ad alcune insicurezze che in alcuni casi affondano le radici nella notte dei tempi, e che potrebbero spingere alcuni di noi (mi ci metto dentro anche io) a dire certi “sì” non pienamente convinti, solo perché sotto sotto c’è una parte di noi che non si valorizza fino in fondo, che pensa di non “meritare” una proposta o che ha paura di pentirsi di dire un “no”. Questo ha portato la vita di molti nati del segno ad essere sovraffollata. Qualcuno arriva sin qui addirittura diviso tra due vite, tra due lavori, tra due città (in alcuni casi anche tra due amori) perché ancora non ha trovato dentro di sé la forza per una scelta più drastica. Ecco che per ristrutturare il tempio interiore (ma anche quello esteriore, la casa, come vedremo tra poco) occorre proprio sforzarsi di tornare all’essenza, eliminando tutti i fronzoli, le attività che portiamo avanti solo per abitudine o per timore di rinunciare a qualcosa. Molti di noi si sono riempiti la vita di impegni a tal punto che ogni giornata diventa una corsa contro il tempo, e in questo modo finiscono per non ascoltare più la voce interiore dei loro veri desideri. 

Lo stesso, naturalmente, vale per molti anche sul fronte della casa, che rappresenta un riflesso esteriore del tempio. Molti di noi hanno case stracariche di oggetti, solo perché ogni cosa rappresenta un ricordo, una sfumatura cui non hanno paura di rinunciare. Ma così facendo finiamo sepolti in un museo talmente pieno che gli oggetti smettono di avere un senso. Ecco che diventa essenziale rinnovare gli ambienti, alleggerire gli spazi eliminando tutti quegli accumuli che hanno nel tempo hanno smarrito il loro senso, perché rappresentano in qualche modo l’espressione di ciò che siamo stati ma non di ciò che siamo adesso. Questo diventa essenziale perché siamo vasi che hanno bisogno di svuotarsi per essere riempiti di novità. Se continuiamo ad essere pieni “fino all’orlo” (di impegni, di oggetti, di incombenze) non potremo mai accogliere qualcosa di nuovo che ci rappresenti fino in fondo. L’obiettivo, naturalmente, è ritrovare il piacere di essere circondati da una vita che rispecchi fedelmente i nostri desideri e i nostri (veri) sì interiori, che ci restituisca leggerezza, curiosità e desiderio di abbracciare il nuovo. Ecco perché le due parole-chiave sono strettamente collegate: perché la ristrutturazione passa inevitabilmente attraverso una serie di scelte (piccole e grandi) che hanno tutte un comune denominatore. Ci spingono a passare in rassegna le nostre vite (dall’agenda ai cassetti dell’armadio) chiedendoci: è qualcosa che faccio perché ancora mi rispecchia davvero? E’ un indumento che ancora mi sta bene addosso e riflette il mio modo d’essere? O rappresenta solamente un ricordo dal quale è difficile separarsi?  Tutto è soggetto a scelte: o merita di essere riconfermato, o vale la pena di alleggerirsene. La vita è un curioso gioco di rifrazioni tra la sfera interiore e quella esteriore: per capire lo “stato” delle nostre vite e la necessità di una ristrutturazione dobbiamo guardare proprio la nostra casa e i nostri armadi. >> CONTINUA A LEGGERE <<

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