BUON COMPLEANNO PESCI!

BUON COMPLEANNO PESCI!

Ciao a tutti! Come state? Domenica scorsa (18 febbraio, proprio durante la nostra diretta) il Sole è entrato nel segno dei Pesci, ultima “tappa” del suo percorso attraverso lo Zodiaco. Vorrei dedicare un post a questo segno così elevato e difficile da comprendere fino in fondo. C’è chi dice che i Pesci hanno la lacrima facile, chi dice che vivono in un mondo tutto loro… insomma, i luoghi comuni si sprecano. Ma, sotto questi aspetti più superficiali, qual è la vera essenza dell’Archetipo dei Pesci? Prima di entrare nel dettaglio vorrei precisare una cosa: quando parlo dei “Pesci” mi riferisco ad un “simbolo zodiacale” che ognuno di noi ha nel proprio tema di nascita, non solamente chi è nato sotto il segno dei Pesci, e che rappresenta la nostra componente più spirituale e la nostra personale vocazione al divino. Ognuno di noi ha questo tassello nel proprio personale puzzle astrologico, anche se forse i Pesci lo vivono in maniera più forte e dirompente, con meno filtri, e questa è forse la ragione per cui nella vita di tutti i giorni si sentono a volte come pesci fuor d’acqua.

I Pesci, infatti, occupano l’ultimo posto nello Zodiaco (il più elevato per certi versi), e chiudono un ciclo. L’uomo ha percorso tutte le fasi dell’esperienza ed è pronto a tornare (in termini simbolici) alla sua dimensione più spirituale (“alla Casa del Padre”). Ha appreso tutte le sfumature dell’individualità, dall’energia creativa (Ariete) al potere formativo (Toro); dalla curiosità verso il mondo circostante (Gemelli) alla ricerca di un rifugio per sé e per la propria “cucciolata” (Cancro); dall’espressione della Creatività (Leone) al dominio della Logica (Vergine); dall’armonia delle relazioni (Bilancia) alla profondità della condivisione (Scorpione); dal desiderio di scoprire l’ignoto (Sagittario) all’esigenza di lasciare un segno del proprio passaggio terreno (Capricorno). Ha compreso a livello logico e mentale di far parte di una collettività più larga (Acquario) con la quale è pronto a fondersi anche emotivamente rinunciando all’egoismo e rinascendo ad un livello esistenziale più alto (Pesci). Quando si parla dei “pani e dei pesci” si intende con tutta probabilità il “corpo e l’anima”. Il corpo è differenziazione perché è tempio terreno dell’anima; l’anima è unificazione perché risuona all’unisono con l’Anima del mondo. E forse proprio per questo la componente Pesci è quella dove alberga la consapevolezza di essere “parte di un tutto”, quella com-passione che significa, in qualche modo, sentire sulla tua pelle anche ciò che accade agli altri.

I Pesci, infatti, hanno un’epidermide sottile e fragile che non sopporta di essere “toccata“. Se avete mai visto i pesci nuotare in branco, la loro sincronia è perfetta, sembrano eseguire una coreografia o una sinfonia di movimenti rispondendo alle indicazioni di un invisibile direttore d’orchestra. Alle volte sembra di assistere al movimento delicato ed elegante di un unico organismo pur trattandosi di un branco di centinaia di pesci. Abitano un elemento (l’acqua) nel quale nessuno degli altri segni riuscirebbe a sopravvivere. È il loro ambiente, al di fuori del quale morirebbero in pochi minuti. Tutte queste analogie racchiudono la vera essenza dell’Archetipo dei Pesci. Il loro habitat è quello delle acque aperte dell’oceano, vale a dire di un’emotività in stretto contatto con le alte sfere. Il loro rapporto con il divino è in un certo senso privilegiato, e riescono a comprendere cose che lascerebbero sgomento un individuo più terreno. La loro “corazza” è sottile e fragile: la loro ricettività è altissima. Sono empatici, entrano in una comunione profonda con le emozioni di chi li circonda: è molto frequente che un Pesci colga perfettamente lo stato emotivo di chi ha davanti e ci entri in empatia. In questo senso alle volte sono vulnerabili, poco “schermati”. Hanno intuito e sesto senso: è molto frequente che la loro prima impressione sulle persone si riveli esatta, soprattutto rispetto alla loro armonia interiore. Un Pesci riesce immediatamente a capire chi può nuocergli.

Ma oltre ad essere l’ultimo segno dello Zodiaco, i Pesci sono contemporaneamente il segno che precede il primo. E’ quella zona di crepuscolo che prelude ad un nuovo inizio, quell’immenso oceano quantico di possibilità dove tutto è potenza in attesa di divenire atto. I Pesci sono il “prima” e il “dopo” del piano materiale, il divino che alberga dentro l’uomo, sono quel sentiero d’acqua che a volte smarriamo e che a volte troviamo agitato da tempesta pericolose. Immaginando lo Zodiaco come un film, dove ogni segno rappresenta un punto saliente della trama, penso ai Pesci come al buio in sala che segue la proiezione. Uno schermo dove tutto può essere scritto e dove una nuova storia attende di esser raccontata.

L’Archetipo del Pesci, quindi, è quel tassello presente in ognuno di noi che ci consente di elevarci e di vedere il tessuto “divino” che costituisce trama e ordito della realtà. Tutti noi abbiamo infatti almeno un elemento del nostro tema natale in questo segno, che si tratti di un pianeta, di un angolo o della cuspide di una “casa”. Ognuno di noi Nettuno e la Dodicesima casa nel proprio tema natale che svolgono la funzione “Pesci”. E ognuno di noi ha questa componente spirituale “attraversata” da un raggio divino. Ma è anche la forma più elevata di immaginazione e di visionarietà. Nettuno (il governatore dei Pesci) rappresenta proprio le ispirazioni più alte e la capacità di “creare mondi” con la fantasia: ne sono ricchi i temi di nascita di pittori, registi e grandi fotografi. E, sopratutto, ne sono ricchissimi i bambini, capaci di rileggere la realtà in chiave simbolica, e di trasformare il famoso “cappello” del Piccolo Principe in qualcosa di più.

Questo post è dedicato principalmente a tutti gli amici e le amiche di questa pagina nati sotto l’influenza di questo straordinario segno. Ma è dedicato ad ognuno di noi, con l’augurio di non perdere mai di vista un’immagine più simbolica e spirituale della realtà. Perché, con tutta probabilità, c’è la realtà è molto più ricca ed elevata di quanto possiamo percepire dalla nostra prospettiva ancorata alla materia. “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”, per dirla con Shakespeare. E se è vero che non possiamo comprenderle tutte a questo stadio della nostra evoluzione spirituale, è anche vero che smettere di guardare verso l’alto, smettere di interrogarsi, stupirsi, meravigliarsi per questo straordinario “mistero” che ci avvolge significherebbe rinunciare a vivere. E ogni volta che guardiamo verso l’alto con stupore, immaginazione e poesia, oppure ogni volta anche cerchiamo elementi di questo “mistero divino”, è sempre l’Archetipo dei Pesci che ci guida.

A tra poco con un approfondimento dedicato ai nati sotto il segno dei Pesci e al momento che stanno attraversando!
Con amore,
xxx
S*


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