Il Cielo del Momento

BUON COMPLEANNO, VERGINE!


Ciao a tutti! Come state? Dal 22 agosto il Sole è tornato in Vergine, dove resterà fino alle ore 21.36 del prossimo 22 settembre. Per le prossime quattro settimane, quindi, i valori della Vergine saranno al centro del nostro cielo, e gli ho dedicato un approfondimento che potrete trovare a QUESTO LINK. In questo post, invece, ci dedichiamo ai veri “festeggiati” del transito: i nati sotto il segno della Vergine, che da qui al 22 settembre celebreranno il ritorno del Sole nella stessa posizione di nascita (il compleanno), momento che segna l’inizio di un nuovo capitolo di vita. E ci dedichiamo anche a chi in Vergine ha l’ascendente, Venere o la Luna. 

Partiamo dicendo che chi ha forti valori in Vergine arriva sin qui decisamente stanco, spompato, in certi casi anche demotivato. E diciamo pure che in molti casi le ragioni di questa stanchezza risiedono in una qualità del segno che a tratti può diventare penalizzante: la sua attenzione. La Vergine non riesce a farsi scivolare le cose addosso, a chiedere un occhio su situazioni che invece di occhi aperti ne richiedono mille. Convinta di fare tutto meglio degli altri (e spesso è vero) spesso fatica a delegare agli altri e si carica di fardelli che non le spetterebbero. 

Forse è per questa sua sensibilità verso ciò che ha attorno, o per il suo innato senso del dovere, che mi ha sempre fatto pensare ad una regina. Forse meno appariscente e presenzialista del re, ma molto più sensibile ai bisogni del popolo. Molto più attenta a ciò che le accade attorno. Anzi, molto spesso è proprio la dedizione di una regina a permettere al re di sedere comodamente sul suo trono. Anche la più disciplinata delle regine, però, ha bisogno di un momento di ricreazione, di una fuga dal protocollo. Ha bisogno di dire (e prima ancora di dirsi): «merita un po’ di spazio anche ciò che voglio fare, oltre a ciò che devo fare e che ci si aspetta da me». Ha bisogno di evadere un po’ dalle esigenze dei suoi sudditi e dedicarsi un po’ alle proprie, che negli ultimi anni sono invariabilmente finite agli ultimi posti nella sua lista di priorità.

Sulla scia di queste considerazioni, mi è capitato di vedere un film che mi ha molto colpito e che ho deciso di dedicarti per raccontare il periodo che stai attraversando. Si tratta di Una notte con la regina e, seppur probabilmente un po’ romanzato, è comunque tratto da un episodio di storia vera. Del resto, mai e poi mai dedicherei al tuo segno un film di pura finzione. E’ l’8 maggio 1945, la seconda guerra mondiale è finalmente finita e tutta l’Inghilterra festeggia. Tutti tranne loro: Elizabeth e Margaret, le rampolle della famiglia Reale inglese. Perché sarebbe pericoloso e, ancor prima, sconveniente. Mescolarsi al popolo è contrario all’etichetta e al protocollo… ma è esattamente ciò di cui hanno bisogno. Qualcosa che permetta loro di rompere le righe ed evadere da uno stretto perimetro di obblighi e doveri.

La Regina Madre è ferma e decisa: «non se ne parla neppure!». Un po’ più morbido è Re Giorgio, che si lascia intenerire dalle figlie e dà loro il permesso di andare ad un ballo esclusivo all’Hotel Ritz. A due condizioni: dovranno essere in incognito e non sfuggire neanche per un attimo al controllo di una scorta reale. Neanche a dirlo, appena arrivate al ballo le due principesse riescono a seminare le guardie e si buttano nel caos “vero”, quello che impazza per le strade. Ne nasce una notte indimenticabile per la (futura) regina d’Inghilterra. Una notte durante la quale ne succedono di tutti i colori, ma che le dà quel senso di spontaneità, incertezza e libertà che fino a quel momento non aveva potuto neppure lontanamente immaginare. Sono tre termini che vanno di pari passo (soprattutto l’incertezza) perché se non molli un po’ il controllo, difficilmente potrai sentirti davvero libera. 

Durante quella notte brava, la futura Lillibeth incontra anche un aviatore con il quale non può esserci nessun futuro, ma con il quale c’è un momento di romanticismo che le lascia dentro moltissimo. E anche qui c’è una verità importante: non contano solo le “cose” (uso volutamente un termine così generico) fatte in vista di un obiettivo futuro. Bisogna imparare a nutrirsi anche di cose inutili, quelle che si fanno solo per il piacere di farle. Anche questo, oltre a mollare il controllo, è un punto importante del tuo nuovo cielo, mi auguro che faccia parte dei tuoi nuovi propositi e che tu lo tenga in mente nel momento in cui spegnerai le candeline. Perché, e questo è il senso più profondo del film e di questo mio post, c’è bisogno del piacere per vivere diversamente anche il dovere. (continua)

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