DEDICATO AL CANCRO

Cancro

Ma l’ambito che forse beneficia di più di questo nuovo cielo di grinta, orgoglio e coraggio è quello dei rapporti affettivi. Cominciano a cambiare alcuni equilibri di coppia, sulla spinta di un Cancro che comincia a rivendicare un ruolo più centrale nelle decisioni. O che torna a darsi maggiori opportunità di carriera. Penso soprattutto a chi negli scorsi anni ha temporaneamente messo da parte la carriera per dedicarsi alla famiglia, ai figli piccoli, e che adesso si riaffacci al lavoro. Ma penso anche a chi riceve una proposta in un’altra città (o che porta a viaggiare di più) e a differenza del passato non la scarta più per il solo fatto di non volersi “allontanare da casa”. Più in generale, è un Cancro che non ha più paura di dire la sua, anche di andare contro il partner, se occorre. Qualcuno potrebbe dirgli “non ti riconosco più”. E ben venga, perché sta semplicemente imparando a comprendere il proprio valore e a farlo rispettare.

Con Venere alle porte, poi, si risveglia il desiderio di vivere fino in fondo la magia dell’amore, senza compromessi e limitazioni. Anche se per farlo fosse necessario dire “basta” ad un amore che ormai non offre più stimoli. Quando penso al Cancro, mi viene sempre in mente un film magnifico: “I ponti di Madison County”. Mi torna in mente il personaggio indimenticabile di Francesca (Meryl Streep), una donna che ha rinunciato al sogno d’amore. Ha un marito, ma è una vita costellata da piccole certezze e punti fermi che però non la emozionano più. E quando meno se l’aspetta, durante un weekend in cui l’intera famiglia è fuori città, arriva per caso Robert (Clint Eastwood), un fotografo di passaggio che dopo tanto tempo torna a farla sentire viva. Trascorrono tre giornate intensissime insieme.

Poi però ognuno ritorna alla propria vita. E c’è quella scena indimenticabile in cui Francesca è in macchina con il marito. Semaforo rosso. Fuori diluvia. Davanti a loro c’è il pick-up di Robert. Lui le lancia uno sguardo intenso che vuole dire “vieni via con me”. Lei mette la mano sulla maniglia, e si capisce che è ad un bivio: girare la maniglia significa chiudere una relazione ormai grigia e andare via, riaprirsi alla vita, con tutti i rischi che comporta bagnandosi sotto quella pioggia scrosciante. L’alternativa è rimanere in macchina, al coperto, accanto ad un marito che non ama più, ma al sicuro. Mentre lo scrivo ho la pelle d’oca, sono andato a riguardarmi la scena e se volete potete rivederla qui. 

A costo di spoilerare il finale, Francesca la maniglia non gira. Resta in macchina, al coperto. Come avrebbe  fatto il Cancro di qualche anno fa. Avrebbe preferito restare protetto in un recinto piuttosto che riaprirsi alla vita. Ebbene, il Cancro di oggi, quello che sta prendendo forma mese dopo mese, quella maniglia la gira. Comprende che per tornare ad amare la propria vita, bisogna superare la paura di “bagnarsi”, e trova finalmente il coraggio di girare quella maniglia. Può significare, come nel film, dire “basta” ad una storia che non sente più viva, e rimettersi in gioco. Può significare fare una scelta seguendo il cuore e non scegliendo la via più “sicura”. Ma significa anche prendersi una volta per tutte ciò a cui tiene. Questo è il caso di chi in passato si è accontentato di un amore a metà, con una persona impegnata. O di chi non ha potuto ancora ufficializzare il rapporto a causa di un precedente vincolo (proprio o del partner) non ancora sciolto con il divorzio. In tutti questi casi, arriva il momento di mettere ordine, di pretendere un rapporto pieno ed incondizionato da suggellare con un “sì” in abito bianco. Perché, simbolicamente parlando, significa “non mi accontento più di qualcosa a metà: voglio il massimo”.

Insomma, è vero che ti sente in trincea, con l’elmetto in testa, preso in continue battaglie. Ma è anche vero che sono battaglie di fronte alle quali in passato saresti scappato a gambe levate, mentre adesso le affronti, e questo fa la differenza. Perché il solo fatto di affrontarle contiene dentro di sé il seme della vittoria. In questo periodo infatti le uniche battaglie che ti vedono davvero “perdente” sono quelle di fronte alle quali si tiri indietro. E credimi, arrivati a questo punto non sei più disposto a farlo.

Alla fine dell’anno, ti sarai liberato una volta per tutte di questo cielo di “battaglie”, e tutti diventerà più facile. Ma sei all’ultimo round, e l’unica battaglia davvero importante è quella con la paura dell’abbandono, e con la sensazione di non potercela fare da solo. Il grosso l’hai già fatto, di fantasmi ne hai già sconfitti tantissimi negli scorsi due anni. Vai avanti così, per la tua strada, senza fermarti per niente al mondo! Perché quest’anno il ritorno del Sole nel segno ha proprio il senso di un ultimo passo verso la vittoria. E’ il momento di partire da fondo campo, tirare in porta e mettere a segno il goal della vittoria!

Buon compleanno, Cancro!
Con amore.
xxx
S*

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