DEDICATO ALLO SCORPIONE

DEDICATO ALLO SCORPIONE
Da un anno ormai lo Scorpione viaggia con Giove accanto, il pianeta della crescita e dell’espansione. La sua visita si ripete ogni 12 anni ed è sempre sinonimo di novità e di grandi possibilità di cambiamento. Giove spinge a dare gas, a desiderare di più, ad alzare l’asticella delle ambizioni e dei desideri. Ma allo stesso modo, quando il motore sale di giri, si avvertono con maggiore intensità gli eventuali “freni” che gli impediscono di esprimere al meglio la sua potenza. Un po’ come un barchino ormeggiato al molo. Se acceleri all’improvviso, immediatamente le cime di ormeggio iniziano a tirare di più. Per evitare di fondere il motore o di divellere la banchina, occorre rallentare e sciogliere i nodi, anziché continuare a dare strappi. E soprattutto, finché le cime restano in tensione, è difficile snodarle. Finché il desiderio di cambiamento è spinto da rabbia o frustrazione, è difficile liberarsi “bene”. 

Ecco perché il primo “effetto” di Giove nel cielo dello Scorpione potrebbe esser stato proprio di mettere in luce tutte le cime di ormeggio. Quelle “utili”, quei legami cioè che rappresentano una preziosa àncora di stabilità, e quelle che invece “frenano” ed impediscono di navigare verso un orizzonte di novità. Ecco perché molti nati del segno, soprattutto a partire da maggio (quando Urano è entrato in opposizione) hanno iniziano a provare una certa “insofferenza” verso una serie di situazioni di vita che, tutto d’un tratto, sembravano “ferme”, stagnanti, non più in grado di offrire stimoli. Perché Giove dava gas ed Urano puntava il dito sui nodi di ormeggio da sciogliere, soprattutto quelli legati alle dinamiche interpersonali. Ai contratti di lavoro, al rapporto con soci e collaboratori ma anche con il partner, sul piano affettivo.

Questo è un effetto collaterale abbastanza frequente di Giove. Anzi, benché sia uno dei transiti più “favorevoli” dell’intero corredo astrologico, per mia esperienza raramente se ne apprezzano gli effetti durante la sua visita. Perché preparando il terreno a qualcosa di nuovo, il suo primo compito è sgomberarlo da una serie di vecchie situazioni che intralciano. Ecco perché spesso, con Giove nel segno, certe situazioni raggiungono il capolinea, certe storie finiscono, certe dinamiche raggiungono un climax per il quale non possono più essere “ignorate”. Sono gli ormeggi di cui parlavo, che tirano sotto la spinta di un motore che scalpita per partire. Al contrario, gli effetti benefici di Giove si vedono ad una certa distanza, quando è possibile guardare le cose da una prospettiva più larga. Ed è lì che alcune difficoltà mostrano il loro vero volto: un passaggio obbligato per chiudere un ciclo giunto al termine ed aprirne uno nuovo. Ed ecco che quella relazione chiusa tra mille dubbi, quel lavoro lasciato dopo una crescente insofferenza, andando contro mille pareri discordanti, diventano la premessa per qualcosa di nuovo che, altrimenti, non avrebbe trovato spazio in una vecchia vita. 

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