Il Cielo del Momento

LA NOTTE DEI DESIDERI 


Ciao a tutti! Come state? Questa è una notte molto speciale. Una notte di desideri e di stelle cadenti, illuminata da un bellissimo Primo Crescente di Luna, che suscita dentro di me molte riflessioni. Iniziamo proprio dal Primo Crescente, prima “apparizione” dell’astro d’argento prima della Luna Nuova (di per sé, invisibile agli occhi). Il Primo Crescente ha proprio il senso della prima manifestazione di qualcosa che al novilunio è puramente “potenziale”. Il nostro scopo è trasformarlo in atto, e cominciamo a farlo proprio come il Primo Crescente. Cominciamo a stabilire una rotta, a tracciare mentalmente un programma, a buttar giù un progetto di cambiamento. Una strada che possa condurci da una (vecchia) situazione che avvertiamo come superata e frenante, ad una (nuova) situazione che ci liberi da quei condizionamenti.

E’ il segno che ospita la Luna Nuova che ci indica la natura e la direzione di questa “strada”. In questo caso, parliamo di una Luna Nuova sorta domenica 8 agosto in Leone, il segno che esprime l’orgoglio, la fierezza ed il desiderio di “brillare” presente in ognuno di noi. I valori in Leone sono l’espressione della «nostra singola, sofferta, unicità» (per dirla con la Mazzantini), e di quell’insopprimibile desiderio che abbiamo di farla risplendere, di riverberare i raggi della nostra identità su ciò che ci circonda. Ovviamente questo discorso non è limitato ai nati sotto il segno del Leone, perché ognuno di noi a prescindere dal proprio segno ha un “tassello-Leone” nel proprio puzzle astrologico.

E’ il nostro “Sole interiore”,  un frammento di “divino nell’umano”. E la vita non è altro che un viaggio verso la realizzazione di questo frammento di Sole. Cos’è che lo spegne? Lo spengono i compromessi con noi stessi, le situazioni “subìte” che ci portano ad abdicare dai nostri desideri e seguire passivamente strade che non abbiamo scelto. E lo spegne ancor di più la “rassegnazione” di chi non pensa di poter lasciare quella strada per imboccarne una più giusta per sé.

Poi c’è il Primo Crescente di Luna in Vergine, espressione dell’ordine, del metodo e della pianificazione. Perché qualsiasi viaggio di realizzazione di qualcosa (o di liberazione da qualcosa) ha bisogno di essere pensato, programmato, e di non essere solamente una reazione impulsiva ad uno stato di cose. Questo è l’unico modo perché il viaggio non si arresti alla prima curva a gomito, alla prima difficoltà incontrata sul percorso. Ed ecco un po’ il senso complessivo di questo cielo: ormai una serie di “blocchi” ci sono chiari, li riusciamo a vedere meglio, così come ci è chiaro che ne vogliamo uscire fuori.

Ormai certi compromessi non siamo più disposti ad accettarli, certe rotte le vogliamo correggere. E questo cielo di agosto ci invita a cercare modo per farlo. Alla maniera della Vergine, con costanza, dedizione, umiltà. Rimboccandoci le maniche e cercando una strada realistica, percorribile, senza volere tutto e subito. Con la consapevolezza che si parte da un primo piccolo gesto concreto, e che mattone dopo mattone si arriva a costruire anche la torre più bella e splendente. Ma è da quel primo mattone, quella “prima pietra”, che bisogna partire. E più è deciso quel primo atto, più solida sarà la costruzione che vi sorgerà sopra.

E questo ci porta dritti dritti al cielo di questa notte, la Notte dei desideri. Una notte in cui guardare il cielo e consegnargli una richiesta. Una richiesta precisa, non un vago “voglio essere felice”. O un banale “voglio vincere il Superenalotto”. Per carità, entrambi sono bei propositi, ma ci vuole qualcosa di più. Ci vuole quella “Prima Pietra“. Siamo in grado di individuare un primo passo (un gesto, un atto, una conquista) che possa rappresentare l’inizio di una nuova vita? Se sì, è quello il nostro desiderio. Se non siamo in grado di farlo, è questo che dobbiamo mettere a fuoco. Per consegnarlo alla Notte di San Lorenzo, certamente uno dei momenti più poetici ed emozionanti dell’anno. Ma la verità è che ogni giorno è San Lorenzo, e che riuscire a mettere a fuoco i desideri giusti per sé significa essere già a metà strada dalla loro realizzazione.

I “giusti desideri”, la cosa più naturale e forse allo stesso tempo più difficile nella vita. Mi sono sempre chiesto cosa significasse l’ultimo Comandamento («Non desiderare le cose degli altri»). Di certo non significa «Non rubare»: questo è già previsto dal settimo. E non significa «non desiderare la donna (o l’uomo) d’altri», questo lo dice già il nono. Beh, essendo l’ultimo, racchiude forse il senso dei precedenti, ma deve esserci qualcosa di più. Mi sono risposto che forse ribaltando la prospettiva, significa «desidera le tue cose». In altre parole, «esprimi i desideri giusti per te». Non quelli di qualcun altro, non quelli che “vanno di moda”, ma quelli che ti permettono di raggiungere la versione migliore di te stesso. Di esprimere in maniera piena, libera e spontanea ciò che hai dentro. Di far risplendere il tuo Sole interiore, che è tuo e di nessun altro.

E allora ho pensato che questo post potesse darvi una mano ad individuare il “desiderio” giusto da esprimere. E soprattutto a cercare quella “Prima Pietra” anche nei momenti più complicati. L’ho scritto a ascoltando in loop Rise like a Phoenix” di Conchita Wurst, un brano che mi ha sempre emozionato tantissimo per la sua capacità di evocare una rinascita, e vi invito ad ascoltarlo mentre leggete questo post. Lo dedico con il cuore a tutti coloro che scrivono su questa pagina confidando a questa “grande famiglia” le loro difficoltà, i loro timori e le loro paure di essere caduti nella vita sbagliata… La Fenice rinasce dalle proprie ceneri proprio dopo dopo aver attraversato quello che i velisti chiamano il “punto morto”.

Quel momento cioè in cui le vele non riescono a prendere il vento. Sbattono all’impazzata, ma a dispetti di questo grande caos… l’imbarcazione resta ferma. Perché spesso per ripartire, bisogna prima fermarsi. Per spiccare un salto, bisogna fare un passo indietro, prendere la rincorsa, puntare bene nella direzione giusta. E da questo punto di vista, l’immagine della fenice che rinasce dalle proprio ceneri l’ho sempre trovata molto “vera”, oltre che suggestiva. È un fuoco che brucia e purifica, anche se può apparire terrificante e distruttivo. È il fuoco della rinascita e proprio da lì rinasce il desiderio di rimboccarsi le maniche e ricominciare. Ogni volta che ascolto questo brano pensando a questo nostro Viaggio dell’Eroe mi colpisce e mi commuove, e vorrei dedicarla ad ognuno di noi. 

La dedico all’ARIETE, che attraverso grandi lezioni di maturità, impegno e responsabilità sta diventando “grande”, sta diventando genitore di se stesso, riprendendo nelle proprie mani un potere che in passato proiettava sugli altri. Dopo anni di attese e di insicurezze, trova finalmente il coraggio di sostenere un esame, di rimettersi in discussione, di tentare una nuova strada. E, prima ancora, di superare quella paura di fallire che negli anni passati ha spesso limitato i suoi passi. (per approfondire, LEGGI QUI)

La dedico al TORO, che sta imparando a lasciar andare alcune vecchie certezze per potersi rinnovare, reinventare, per poter rilanciare una serie di situazioni che gli sembrano ferme. Perché negli anni scorsi ha seminato ciò che andava seminato, ha dimostrato ciò che andava dimostrato, ha fatto la necessaria “gavetta” e adesso è arrivato il momento della “consacrazione”. E se non la trova nel suo ambiente di sempre, è pronto a cercarsele altrove. (per approfondire, LEGGI QUI)

La dedico ai GEMELLI, che da anni stanno lottando per definire una nuova immagine, per comprendere che posto occupare nel mondo, a cosa dedicarsi, come, quando, con chi. Il loro è stato forse uno dei cieli più difficili negli ultimi anni, pieno di continui stop e false partenze. Come in un videogioco, game over e si ricomincia daccapo, spesso senza riuscire ad accumulare punteggio e passare al quadro successivo. Tutto questo, pennellata dopo pennellata, cancellatura dopo cancellatura, ha dipinto i tratti di una nuova identità che nel corso dell’autunno li ripagherà di tante delusioni del passato. (per approfondire, LEGGI QUI) (continua)

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