LO ZODIACO DELLE PRINCIPESSE: ARIEL (PESCI)

Per carità, come ripeto spessissimo, ogni essere umano è un mix irripetibile di tantissimi elementi astrologici, e nessuno si identifica fino in fondo solo con il proprio segno zodiacale. Questo vale soprattutto nel caso dei Pesci, proprio perché esprimendo il concetto del “divino”, se una persona riuscisse a viverlo ed interpretarlo con pienezza assoluta, probabilmente non apparterrebbe a questo piano di realtà e vivrebbe un’esperienza esistenziale superiore. Però certamente è importante comprendere che l’archetipo dei Pesci rappresenta la capacità di (intra)vedere il divino nel tessuto della realtà materiale nella quale viviamo. Ecco perché i Pesci sono forse il segno meno terreno e più spiritualmente astratto di tutti: hanno l’ingrato e prezioso compito di ricordare all’uomo che viene da “altrove”, che partecipa di una natura e di un’anima più elevate. E nel farlo, ogni tanto scordano o prendono sottogamba gli aspetti più concreti della realtà.E questo rappresenta un punto essenziale della loro esperienza di vita degli ultimi anni.

E questo rappresenta un punto essenziale della loro esperienza di vita degli ultimi anni. Perché dal 2012, l’ingresso nel segno del loro governatore Nettuno li ha resi più Pesci (più sognatori e idealisti) che mai. Ha acceso il desiderio di rompere le routine, elevarsi al di sopra di una materialità opprimente, per ritrovare l’amore per le proprie iniziative personali e professionali. Un viaggio dell’anima che somiglia molto a quello che compie il protagonista di “Into the wild”Perdersi per ritrovarsi. Perdere il preconcetto, il pregiudizio di ciò che hai sempre pensato di te stesso, per abbracciare ciò che realmente desideri.

Nettuno però non rappresenta solo le ispirazioni più alte, ma comporta anche un certo rischio di confusione. E’ come il canto delle Sirene, attira i marinai e li spinge a navigare verso orizzonti più ampi, ma rischia di far perdere loro la rotta. Al punto che il protagonista di Into the wild alla fine del film non trova più la strada del ritorno. E per evitare che ai Pesci accadesse qualcosa di simile, nel 2015 è entrato in campo anche Saturno, con una quadratura che ha avuto proprio il senso di controbilanciare le ispirazioni di Nettuno con una bella dose di realismo. Saturno li ha pressati per quasi tre anni, fino alla fine del 2017. Poi ha mollato le ostilità, ma al suo posto è arrivato Giove che ha formato una seconda quadratura.

Tanto che potremmo dire che i Pesci hanno attraversato nel complesso cinque anni di sfide, di lezioni dure e severe. Cinque anni che li hanno messi di fronte a docce fredde di realtà ogni volta che prendevano una decisione o si lanciavano in un’iniziativa senza averne valutato accuratamente gli aspetti della loro concretezza o della loro fattibilità. Cinque anni che hanno costantemente mostrato loro il rovescio della medaglia (la delusione) di ogni illusione. Anni in cui ogni volta che hanno saltato un passaggio nell’operazione, il risultato inevitabilmente non tornava. (continua)