SCORPIONE: LA QUARTA TAPPA

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SCORPIONE: LA QUARTA TAPPA

Arrivati alla Quarta Tappa (tre mesi dopo il compleanno) le cose iniziano a farsi interessanti… e più impegnative. È il primo grande giro di boa del Giro dell’anno, un momento di verifica di tutte le iniziative e i progetti sorti al momento del compleanno. Rappresenta il vero e proprio inizio del viaggio, nel quale mettersi in cammino verso la realizzazione concreta dei nuovi propositi, spesso lasciando la sicurezza di quelle “pareti domestiche” fatte di abitudini e zone di comfort. Al punto che, in molti casi, l’ingresso nella Quarta tappa apre scenari di passaggio verso nuove realtà. Cambi di lavoro, di ruolo, traslochi, opportunità di trasferimento, tematiche legate alla casa, alla famiglia. Perché il focus di questa fase è proprio sulle radici, sulle fondamenta della vita. In certi casi, ci spinge a rafforzarle, in altre a rivederle o cambiarle.

Simbolicamente parlando, la Quarta casa potrebbe porci davanti ad un bivio: da un lato, ci sono le certezze di sempre, dall’altro c’è lo svincolo verso una nuova possibile realtà. E naturalmente, per chi desidera un cambiamento, questa può essere una tappa davvero decisiva, dove si gioca il tutto e per tutto. Se prevale il desiderio di incamminarsi verso qualcosa di nuovo, qui si mette la freccia e si imbocca lo svincolo. Chi non si sente ancora pronto o è convinto delle proprie scelte, accantona (seppure temporaneamente) un progetto di cambiamento e resta sulla strada maestra.

Questa è la fase del viaggio nella quale incontriamo la sfida della prima quadratura, un punto che merita un breve approfondimento. Ciascun segno esprime un insegnamento, un proprio modo d’essere. Ognuno di noi dentro di sé possiede ciascuno dei dodici «archetipi» dello Zodiaco, solo che alcuni di essi (in opposizione o in quadratura) sono più difficili da «utilizzare» perché sono in apparente contrasto con l’insegnamento del nostro segno zodiacale. La Quarta tappa, ad esempio, è uno di quei momenti critici proprio perché rappresenta il primo incontro con un segno in quadratura (e quindi in attrito) con il nostro. O meglio, un segno che esprime un insegnamento lontano anni luce da quello espresso dal nostro segno di nascita. Un messaggio che ci risulta difficile da comprendere, ma proprio per questo importante da integrare al nostro.

Nel tuo caso, parliamo dello Scorpione (segno “fisso” d’Acqua) espressione di una natura profonda e viscerale. Un segno che non si ferma alle apparenze ma cerca sempre di scavare, di comprendere come stiano davvero le cose. Questo lo rende spesso diffidente, guardiano, a volte apertamente malfidato. Ma ancor prima, l’Acqua è l’elemento delle emozioni, mentre i segni “fissi” fanno fatica a lasciar andare. Questo significa che lo Scorpione raramente dimentica un torto o piccolo tradimento, anzi. Al punto che ogni piccola o grande ferita emotiva lascia cicatrici che difficilmente scompaiono del tutto. Quando a febbraio lo Scorpione incontra la prima quadratura dall’Acquario, scatta una sorta di “braccio di ferro” tra i loro rispettivi insegnamenti. 

L’Acquario infatti è un segno perennemente volto al nuovo, curioso, onnivoro, ha una visione larga (aerea) delle cose. Ed è come se il cielo di febbraio spingesse lo Scorpione a lasciarsi andare alle novità senza guardarle con occhi troppo sospettosi. Anzi, ancor prima è come se lo spingesse a puntare la prua verso un nuovo orizzonte buttandosi alle spalle vecchi torti o ferite che ancora fanno male. Molto dipende naturalmente dalle singole situazioni, ma nel cielo di febbraio c’è una forte spinta ad andare avanti, a non lasciarsi frenare da ciò che è stato. A livello lavorativo, personale, affettivo. A non lasciare che alcune nuvole del passato continuino a gettare ombre sul presente.

E questo ci porta ad un tema che è centrale per tutto il 2021, quello del perdono. Comprendere quali sono le battaglie che vale la pena di continuare a combattere, e quali sono diventate solo giochi al massacro. Non restare concentrati su ciò che ti hanno “portato via” (specie tra il 2012 ed il 2015) perché questo spesso impedisce di guardare ciò che di nuovo ha da offrire la vita. E quindi in ultima analisi possiamo dire che il “bivio” che si pone nel mese di febbraio (e un po’ in tutta questa prima parte dell’anno) è proprio un bivio tra vecchio e nuovo, tra trattenere o lasciar andare, tra chiudersi o aprirsi alla vita. Osserva bene ciò che accade a febbraio, perché potrebbe metterti davanti a situazioni o scelte che hanno proprio questo senso.  (continua)

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