SO(NO) CIO’ CHE VOGLIO ESSERE

This is me

Vale per i segni Mobili (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci) che sono i segni che chiudono ciascuna stagione introducendo quella successiva, espressione astrologica della transizione da una realtà a un’altra. Qui il cambiamento non è certo un problema. Tutt’altro: sono elastici, versatili, perennemente in movimento. Piuttosto, la loro “missione” è definirsi. Spesso svolgono più attività, rivestono più ruoli, sono “questo e quello”. Ancora, spesso fanno fatica a mettere confini ben marcati tra sé e gli altri. Questo è mio, questo è tuo. Non c’entra la generosità, è importante comprendere la differenza. Questo compito spetta a me, questo invece è un problema tuo. Posso aiutarti, ma non farmene carico scambiandolo per mio. Hanno confini “instabili”, al punto che qualcuno ogni tanto finisce per approfittarsene. Per i segni Mobili si completa un percorso di ridefinizione iniziato nel 2015 che li ha spinti a mettere a fuoco una nuova immagine, a darsi un ruolo, a trovare la giusta collocazione in un gruppo di lavoro. Che nei rapporti interpersonali (a partire spesso da quelli di coppia) li ha spinti a rivedere certe dinamiche e ristabilire un equilibrio tra ciò che danno e ciò che ricevono. Escono profondamente cambiati da questi 5 anni. Sono forse più “induriti”, disincantati, ma hanno anche una corazza più spessa. Sono più bravi a mettere confini e farli rispettare. Hanno capito meglio chi sono, chi vogliono essere e chi non vogliono essere. E in molti casi hanno rimesso a posto dei disordini o sciolto un clima di confusione che andava avanti dal 2012.

Tre percorsi diversi unificati a ben vedere da un comune denominatore: io sono. Uno scatto di consapevolezza e di assertività. Decido io chi voglio essere. Non ciò che “devo essere” per assecondare condizionamenti e aspettative provenienti dall’esterno, come è accaduto ai segni Cardinali. O per paura di aprire la porta al cambiamento, come per i segni Fissi. O perché non ho ancora capito esattamente chi sono, come per i segni Mobili. So(no) ciò che voglio essere, punto e basta: una ferita dell’identità che inizia a guarire. Ecco perché se dovessi trovare una canzone che racconta questo nuovo anno, sceglierei sicuramente “I am what I am” di Gloria Gaynor, un inno alla libertà di scegliere per sé e di essere se stessi. Con tutta la scomodità della propria sofferta unicità. Oppure, andando a pescare dalla colonna sonora di un film più recente, la meravigliosa “This is me” da “The greatest show” (guardate anche il video a questo link: è un capolavoro!). Ascoltatele entrambe, magari con il testo sottomano. Fatele diventare la colonna sonora di questo 2020 che contiene dentro di sé la potenza dirompente di un “coming out”. Perché espressione è l’esatto contrario di repressione. Perché affermare (e talvolta imporre) ciò che abbiamo dentro, significa lasciar rispondere il Sole di dentro con un fulgore assoluto. Significa polverizzare paure e blocchi, e trasformare il guerriero in eroe.

Buon 2020 a tutti! #ThisIsMe #IAmWhatIAm
Con amore,
xxx
S*

(tratto da “Oroscopo 2020 – Il giro dell’anno in 12 segni“)

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