VERGINE: LA SESTA TAPPA

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VERGINE: LA SESTA TAPPA
Parole chiave: riordino, riorganizzazione

È il mese dei piccoli aggiustamenti di rotta. Se nel corso della tappa precedente siamo stati più attratti dai piaceri della vita e pervasi da un sottile desiderio di evasione, nel corso della Sesta tappa si accentua un maggiore senso del dovere e delle responsabilità. Non a caso, la Sesta tappa evoca proprio i valori dell’ordine, del metodo e dell’organizzazione. Ecco perché in questa fase dell’anno ci saltano spesso all’occhio – con maggiore evidenza – le eventuali «pecche» del sistema, e siamo animati dal desiderio di “aggiustarle”. Siamo più attenti ai problemi, più responsabili e meticolosi, ma percepiamo anche tutto come più faticoso del solito.

È un mese nel corso del quale gli impegni si fanno più pressanti, e proprio per questo senza una buona auto-organizzazione diventa difficile portarli avanti. Soprattutto se abbiamo accolto una novità o apportato un cambiamento di recente, potremmo vedere i lati più faticosi ed impegnativi di una scelta, di un nuovo progetto. È un po’ come se il cielo di questa fase del viaggio ci dicesse: “hai voluto la bicicletta? Ora pedala!”. Ma tutto questo serve anche a mettere a fuoco un sistema più strutturato, che permetta alle cose di andare a regime.

C’è da dire che di fronte a questo “richiamo all’ordine” i vari segni rispondono in modo diverso. La Vergine tende a cercare comunque un “ordine” nella cose, ad organizzarle secondo basi logiche, e quindi si trova normalmente a proprio agio con gli insegnamenti di questa tappa. Perché febbraio è un mese che spinge a rallentare, a selezionare gli impegni, a individuare un ordine di priorità, a tralasciare ciò che è meno importante. E a concentrare le energie su ciò che conta realmente. In una parola: ad organizzarsi.

Molto spesso, questo è un mese in cui prestiamo più attenzione al corpo. Non è insolito che proprio in questo periodo iniziamo un’attività fisica, una dieta, cerchiamo di dormire di più o mangiare meglio. Perché la Sesta tappa ci ricorda che mens sana in corpore sano. Che buona parte del successo di un viaggio dipende dal buono stato di manutenzione del mezzo di trasporto, così come da un’ordinata pianificazione del percorso, delle tappe di recupero, e così via. Per le stesse ragioni, in questo periodo tendiamo ad organizzare meglio gli impegni, a scadenzarli in modo “sostenibile” senza sovraccaricare il fisico.

Insomma, un po’ a 360° è una tappa “anti-caos” che ci permette di riprendere le fila organizzative del sistema-vita. Con un obiettivo fondamentale: puntare la prua nella direzione dei nostri desideri e navigare seguendo esattamente quella rotta, senza lasciare che siano le onde del caso a decidere dove portarci.

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