BIOGRAFIA DI UN’ECLISSI, ARALDO DI UNA NUOVA UNITA’

Eclissi

BIOGRAFIA DI UN’ECLISSI, ARALDO DI UNA NUOVA UNITA’

Ciao a tutti! Come state? Pensavo di rinunciare a scrivere qualcosa sull’eclissi totale di Sole del prossimo 21 agosto perché in questo periodo sono immerso nella scrittura del libro, ma come al solito non ho saputo resistere! Perché, anche se dall’Italia non la potremo vedere con gli occhi, è un’eclissi particolarmente importante e potente e sentiremo il suo flusso in termini energetici.

Forse non tutti sanno che le eclissi sono un fenomeno “seriale”, e che ogni 18 anni si ripresenta un’eclissi che appartiene alla stessa “serie”. L’eclissi del 21.8.2017, quindi, ha già fatto visita ai nostri cieli nel luglio 1999, nel 1981, nel 1963, nel 1945, nel 1927, nel 1909.

E ciascuna serie, naturalmente, ha proprie caratteristiche, porta alla terra un messaggio che ogni 18 anni si ripete con le stesso valore simbolico. Questa Serie di eclissi si chiama Saros Nord 1 ed è relativamente “giovane”: è apparsa sulla terra il 4.1.1639. È nata sotto il segno del Capricorno, segno delle istituzioni di governo ma anche delle tradizioni, e in qualche modo il suo messaggio attiene alle strutture politiche che regolano l’organizzazione dei governi. È un’eclissi che coinvolge in posizione dominante Saturno e Urano, rispettivamente il “tradizionale” ed il “progressista”, il vecchio e il nuovo, e ben rappresenta la dialettica alla base delle contrapposizioni politiche e delle conseguenti strutture di potere.

Andiamo un po’ indietro nel tempo per vedere cosa ha “annunciato” questa eclissi nelle sue precedenti visite:

  • 1999: nasce l’Euro, anche se poi entra in vigore solo due anni dopo, il 1.1.2002. Cambia la struttura dei rapporti di potere economico tra Stati Uniti ed Europa. Interessante notare che quell’anno l’eclissi fu visibile in Europa e soprattutto in Germania.
  • 1981: siamo in pieno rigurgito di Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia. Chi ha visto The Americans su Netflix conoscerà bene quel clima dove apparentemente sono tutti amici ma poi hanno tutti la mano sul pulsante. L’evento di spicco è l’attentato a Ronald Reagan.
  • 1963: assassinio di J.F. Kennedy.
  • 1945: finisce la seconda guerra mondiale; la Corea del Nord e la Corea del Sud (questo è interessante e quantomai attuale!) vengono divise riflettendo l’allora fortissima contrapposizione tra il Blocco Sovietico ed il Blocco Americano.

Potremmo forse andare indietro nel tempo e trovare tanti altri piccoli o grandi eventi negli anni delle eclissi che hanno la stessa matrice archetipica: esprimono piccoli o grandi aggiustamenti nella divisione di potere tra blocchi contrapposti.

È qualcosa di simile già lo vediamo. La Corea che ci fa tremare, ma la Cina che interviene per riportarla alla ragione, se così si può dire. L’Austria che schiera i militari al di là del Brennero, per esempio. La recrudescenza in America della contrapposizione tra “nordisti e sudisti” con la questione delle statue. Interessante notare come quel tipo di contrasto politico (che pensavamo fosse finito all’epoca di Via col vento) si infiammò proprio con le prime “visite” della stessa eclissi, che lo ricordo è iniziata nel 1639.

Ma secondo me il vero protagonista indiscusso di questa eclissi è Donald Trump, il 45° presidente degli Stati Uniti, talmente “improbabile” che secondo me non ci crede nemmeno lui fino in fondo, che ogni giorno schiva sciami di proiettili. E non parlo di pallottole come quella che ha ucciso Kennedy nel ’63 o attentato alla vita di Reagan nell’81. Mi riferisco ai proiettili mediatici, e a premere il grilletto è lo stesso Trump con le migliaia di corbellerie che dice o fa ogni giorno. Sono i suoi Tweet del mattino i proiettili che rischiano di far scattare il primo (auto)attentato della storia della presidenza degli Stati Uniti.

E secondo me già si è preparato il campo, perché da Murdoch a Bannon, sono in tanti i sostenitori pentiti che in qualche modo assistono alla corsa impazzita di un presidente che in soli 7 mesi si è avvicinato all’impeachment più di quanto la più basilare prudenza politica potrebbe consigliare. Secondo me questa eclissi (se è vero che mette in luce una carenza strutturale talmente marcata da determinare alla volta la simbolica fine di un governo) è su Trump che volgerà i suoi riflettori.

Potremmo pensare che noi Europei già “abbiamo dato” con l’eclissi del 1999 che ci ha regalato l’Euro e (come molti pensano) inguaiato la vita. Ma non è così: l’eclissi è un fenomeno potente che riverbera i suoi effetti anche nei paesi dove non è direttamente visibile. E alla stessa maniera, le gaffes di Trump nascono forse oltreoceano ma ci riguardano un po’ tutti.

La cosa importante da mettere a fuoco, però, per leggere la cosa in una prospettiva costruttiva, è che la vita è una costante alternanza di consolidamento di modelli che funzionano e di smantellamento di quelli che non funzionano più. In altri termini, la de-costruzione è utile tanto quanto la ri-costruzione perché serve fare spazio, a sgomberare il terreno per poterlo riedificare. Questo vale nel microcosmo interiore di ognuno di noi, e vale nel macrocosmo delle grandi strutture. Il “problema”, se così lo vogliamo definire, è che la de-costruzione di ciò che non è più attuale ci costa una fatica bestiale, perché in qualche modo si scontra con l’abitudine e con il desiderio di circondarsi di punti di rifermento ormai solidi e rodati. Finché sono punti di riferimento che ancora funzionano, non c’è nulla di male. Ma quando sono vecchie impalcature arrugginite e pericolanti non servono più e diventano anzi un freno all’evoluzione. E tutto questo, naturalmente, è relativo perché dipende dal momento storico e da ciò che determinate strutture mirano a realizzare.

E quando una determinata struttura inizia a vacillare, è inevitabile che il mondo si divide tra chi la vorrebbe mantenere e chi se ne vorrebbe disfare. E questo contrasto, letto in chiave costruttiva, dovrebbe servire come “test” per la struttura da smontare, come verifica sul fatto che ancora abbia qualcosa da dire o da dare. Probabilmente, le contrapposizioni che siamo abituati ad immaginare, l’Est e l’Ovest del mondo, le destre e le sinistre, sono figlie di un vecchio sistema nel quale per eliminare il “caos” occorrevano schieramenti ben definiti. Oggi secondo me tutto questo passa in secondo piano di fronte ad un pianeta che ha bisogno di essere curato. Oggi la politica dovrebbe somigliare di più all’amministrazione di un condominio illuminato. Se si rompe l’ascensore, non è certo solo un problema di alcuni condomini, ma riguarda inevitabilmente tutti. E la contrapposizione tra schieramenti, da qualsiasi parte uno si ponga, ha un unico sotto-testo: questi schieramenti non servono più. E forse, come spesso ho scritto in passato, ce ne accorgeremo solamente quando avremo la conferma di non essere gli unici abitanti del Cosmo.

A quel punto ci sentiremo tutti “terrestri” perché avremo trovato un altro schieramento (esterno a noi) al quale contrapporci. Naturalmente, non servirà ad altro che a ri-definire un altro scenario dialettico, perché non credo proprio che gli extra-terrestri abbiano alcun intento di conquista, ma credo che la proiezione al di fuori di sé delle paure che gli albergano dentro faccia parte della struttura dell’essere umano in questo piano di realtà interamente improntato al dualismo: da un lato della barricata ci sono io, dall’altro ci sei tu. Quando poi, andando più a fondo, la prima vera illusione è proprio la “barricata”.

Queste sono le mie riflessioni in libertà pre-eclissi, e le condivido con voi senza alcune pretesa di verità!
Con amore,
xxx
S*

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