GIOVE E SATURNO, TRA CIELO E TERRA

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Ciao a tutti! Come state? Ieri sono stato sul Monte Corcovado a Rio de Janeiro, dove la Statua del Cristo Redentore domina una città incredibile. Inutile a dirlo, è imponente, bellissimo, evocativo. Mi ha fatto venire in mente mi moltissime cose, una delle quali vorrei condividere con voi. Mi ha fatto pensare un po’ a Giove e Saturno e alla geografia del sistema solare e dei rispettivi simboli astrologici.

IMG_0035Al di sotto della statua del Cristo Redentore c’è la terra. Al di sotto di Giove e Saturno ci sono i pianeti “personali”, quelli che sovrintendono alle nostre attività più concrete e terrene. Questo non significa, naturalmente, “terra terra” ma, al contrario, sono quelle attività strettamente legate alla nostra “incarnazione terrena”. Mercurio, il nostro modo di pensare e di interagire con la realtà visibile scambiando informazioni. Venere, il nostro modo di entrare in relazione con gli altri scambiando emozioni. E Marte, il nostro modo di agire, di fare le cose, di imprimere la nostra impronta su ciò che ci circonda. E naturalmente, il Sole e la Luna, l’identità e l’emotività, l’essere e il sentire.

Al di sopra della statua, c’è il cielo. Al di sopra di Giove e Saturno, ci sono Urano, Nettuno e Plutone. Urano è il nostro spirito innovatore, la nostra capacità di vedere oltre e di rivoluzionare ciò che ci circonda. È il pensiero  (Mercurio) che diventa colpo di genio, elevato un’ottava più in alto. Allo stesso modo, Nettuno è il nostro modo di entrare in comunione con ciò che ci circonda attraverso l’esperienza di una realtà più elevata, è la spinta alla spiritualità, il senso del magico e del religioso che ciascuno di noi ha. È l’amore di Venere che sale di un’ottava, l’amore per le persone che ci circondano che si sublima in un incanto di fronte al creato di cui facciamo parte. E così anche Plutone, che di Marte rappresenta l’elevazione: non più “solo” l’agire che esprime la progettualità conscia del Sole, ma anche l’inconscio più profondo. In altre parole: esprimere bene Plutone significa capire qual è il messaggio più profondo che custodiamo dentro di noi.

Mercurio, Venere e Marte sono la “squadra” della dimensione personale di questi tre archetipi (la “Terra”). Urano, Nettuno e Plutone sono la corrispondente elevazione trans-personale e universale (il “Cielo”). Il Sole e la Luna sono il centro di questi due cerchi concentrici.

E tra queste due sfere, tra Terra e Cielo, c’è un “checkpoint” che si attraversa proprio grazie a Giove e Saturno, i veri guardiani della soglia. Giove, la capacità di allargare lo sguardo proprio come le braccia del Cristo Redentore del Monte Corcovado, per (ac)cogliere una prospettiva più larga delle cose. Lo fa lo scienziato quando dal fenomeno empirico cerca di “risalire” alla regola che lo determina. Lo fa il filosofo ogni volta che dal singolo fatto cerca di “risalire” al principio. Lo fa ognuno di noi ogni volta che alza lo sguardo al cielo e si interroga su un senso più ampio delle cose. Ma Giove è anche indulgenza, capacità di accogliere l’altro e di vedere le cose in una prospettiva che va “oltre”.

Saturno, invece, è la sua esatta “nemesi”, tra di loro è in atto un perenne braccio di ferro. Saturno è regola, è struttura, è senso della disciplina e della costruzione delle cose nel giusto tempo. Saturno è il porcellino saggio che preferisce la casa in mattoni alla capanna di paglia. Saturno è il genitore normativo e la capacità di essere severi con noi stessi. È il senso della realismo, è la “gravitas” che ci tiene attaccati a terra e ci impedisce di “perderci”. È la statua che dice: “più su di così, se non hai le carte in regola, non si va”.

Sono un sistema binario, l’uno presuppone e include l’altro. Se ci fosse solo Giove, vivremmo in un costante stato di apertura verso ciò che ci circonda. “Tutto è possibile”, dice Giove, ma così facendo rischia di perdere contatto con la realtà. Ognuno di noi rischierebbe di abbassare troppo la guardia, di farsi prendere dall’entusiasmo e di non guardare più alla realtà. Se ci fosse solo Saturno, misureremmo ogni passo in termini di realismo e forse le giraffe avrebbero ancora il collo corto. Ma proprio perché l’astrologia è un sistema in equilibrio che studia gli equilibri, esistono entrambi. L’uno è indulgente, l’altro severo…insieme, sono “giusti”. L’uno è visionario, l’altro rigoroso…insieme, sono “crescita misurata”. O “disordine controllato”, come nei giardini all’inglese.

Ognuno di noi, ad un certo punto, arriva a questa “soglia” e si confronta con questo cane a due teste per superarla. Giove gli chiede: “Sei capace di guardare oltre? Sei capace di elevarti ed interrogarti sul Cielo?”. Saturno gli chiede: “Sei capace di guardare oltre senza perdere contatto con la realtà?” Nessuno potrà mai rispondere un “sì” pieno e assoluto, perché forse quella pienezza è quella assolutezza non sono di questo piano di realtà. Ma questo Cane a due teste ha una sua clemenza, e lascia passare anche chi risponde: “non lo so, ma ce la metto tutta”.

Sono riflessioni in libertà, pensieri che affiorano alla mente di fronte ad un monumento così potente e imponente. Ma li volevo condividere con voi, perché credo fermamente che l’astrologia ci “parli” costantemente, mostrandoci dettagli della realtà che altrimenti, ad occhio nudo, potrebbero sfuggirci. Oggi mi hanno parlato di capacità di andare oltre pur restando con i piedi per terra, di quella linea di demarcazione tra cielo e terra rappresentata da Giove e Saturno.

Un abbraccio a tutti!
A dopo! 🙂
xxx
S*

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