UN ANNO FA, IL NEW HORIZON RAGGIUNGEVA PLUTONE!

New Hor1

UN ANNO FA, IL NEW HORIZON RAGGIUNGEVA PLUTONE!

Ciao a tutti! E’ trascorso un anno da quando la sonda “New Horizon” ha raggiunto Plutone all’estrema periferia del sistema solare “conosciuto”

Plutone, il più remoto, il più lontano dal Sole e perciò il meno “illuminato” è più vicino. Il pianeta più difficile da decifrare, il simbolo delle profondità dell’inconscio, oggi è stato raggiunto dalla sonda New Horizon dopo un viaggio durato quasi 10 anni. Portava a bordo le ceneri di Clyde Tombaugh, che fu il primo ad “avvistare” per caso Plutone nel 1930, all’età di 24 anni.

Ma la storia della ricerca di Plutone è ricca di mistero e di colpi di scena. Fino al 1781 nessuno avrebbe mai immaginato che oltre Saturno ci potessero essere altri pianeti. Il sistema solare visibile terminava lì. L’invenzione del telescopio di Galileo nel 1616 spalancava certo nuovi avamposti di esplorazione, ma fino alla fine del 700 nulla di nuovo era stato avvistato.

New Hor URSi deve ad un astrofilo amatoriale olandese nel 1781 l’Eureka del nuovo arrivato, Urano. Una vera e propria sorpresa che incendia la comunità astronomica internazionale. Una vera e propria “rivoluzione” dopo millenni di osservazione a occhio nudo di sistema solare che finiva con Saturno, che infatti ha il significato di “confine”.

Urano frantuma quindi le credenze del sistema solare e immediatamente viene accostato al concetto di rivoluzione, di sorpresa, di uno status quo che va in frantumi. Urano pianeta del ‘700, dell’Illuminismo e dei giacobini della rivoluzione francese. Urano che spezza il giogo della monarchia, della tradizione, dei poteri classici e accentrati. Urano della rivoluzione industriale, con l’invenzione della macchina a vapore e delle prime industrie basate sui cicli di produzione. Urano “responsabile” delle prime fabbriche (quelle dell’era dickensiana) e delle prime schiere di disoccupati. Urano come il fulmine della conoscenza che squarcia le tenebre dell’ignoranza del medioevo.

New Hor NEArriviamo all’800, periodo di recupero di un concetto di umanità messa in crisi dalla prima disoccupazione della rivoluzione industriale. Nascono gli antibiotici e gli anestetici, pilastri della moderna medicina. Nasce una maggiore sensibilità alla vita umana, le prime organizzazioni umanitarie, la croce rossa internazionale. È il secolo di Nettuno, pianeta delle ispirazioni più alte, del senso del “sacrificio” dell’ego sull’altare di un ideale più alto. È il pianeta dei moti del ’20/’21, del ’30/’31 e del ’48. Scoperto da un francese nel 1846 diviene il simbolo planetario del Romanticismo, quel Sacro Graal di elevazione spirituale che ognuno cerca, che nessuno forse troverà mai ma nel nome del quale l’uomo compie le gesta più eroiche. Ma (ogni pianeta ha il suo lato-ombra) diviene anche il simbolo della fuga dalla realtà, delle prime forme di alcolismo e tossicodipendenza come “mali sociali”.

New Hor PLNel frattempo arriviamo al ‘900 e gli americani non avevano ancora avvistato un bel niente. E non volevano stare neanche con le mani in mano. Che dopo Nettuno dovesse essercene un altro era un fatto fortemente sospettato a causa di alcune “anomalie” nelle orbite di Nettuno e Urano che si sarebbero potute spiegare in termini astrofisici solo con la presenza di un ulteriore e più remoto pianeta. Ma, nonostante questo sospetto scientifico, nessuno aveva mai avvistato nulla alle periferie più remote. E gli americani, terrorizzati all’idea che i russi potessero arrivarci per primi, iniziarono una campagna massiccia per la ricerca del Pianeta X, come lo chiamava la stampa dell’epoca.

Percifal Lowell, magnate americano che fino al quel momento si era dedicato al tema dei canyon di Marte (con non poche delusioni) decise di puntare tutto sul Pianeta X. Fece costruire un sontuoso osservatorio in Arizona impegnato 24 ore su 24 a scattare e confrontare fotografie dello spazio remoto grazie ad un potentissimo telescopio. Fotografa, confronta e cerca l’intruso, come nella settimana enigmistica, il povero Lowell si guastò la vista e alla fine morì pure, senza soddisfare la sua bramosia di ricerca.

Clyde Tombaugh, un giovanotto 24enne però poco dopo la morte di Lowell nel 1930 confrontando due immagini scattate mentre il magnate era ancora in vita lo avvistò!!!!! Era sempre stato lì, sotto gli occhi di Sir Percifal, al quale non si era voluto svelare. E anche questa ricerca del pianeta X da parte degli americani “risuona” con il pianeta del ‘900, simbolo planetario del potere, della bramosia di conquista ma anche dei recessi dell’incoscio e della forza dell’istinto (non a caso, si era “nascosto”). Plutone, pianeta delle guerre mondiali, della sete di conquista, della nascita dell’economia delle borse. Ma anche del viaggio alla scoperta dell’inconscio, della psicanalisi freudiana, della consapevolezza che oltre il velo c’è qualcosa di più.

New Hor 2Questo, oggi, è l’ultimo avamposto del sistema solare astronomico e soprattutto astrologico. E oggi le ceneri di Clyde Tombaugh, dopo 11 anni di viaggio, 18 anni dopo la sua stessa morte, lo raggiungono. Ma chi può dire realmente che sia l’ultimo? Chi può escludere che i pianeti siano 12 anziché 10, come i segni zodiacali, come le case dello zodiaco, come i semitoni della scala cromatica, come le fatiche di Ercole e come tutta quella potente simbologia che ci suggerisce che la natura sia strutturata su base Dodici.

Chissà che l’undicesimo pianeta (quello xhe governerà il XI° secolo) non risuoni con il segno del Toro e non ci spinga a recuperare il reale valore delle cose. Perché un pezzo di pane ha un valore intrinseco, il suo valore calorico e nutritivo. Una banconota non ha lo stesso valore “interno” ma ne ha solo uno simbolico e convenzionale che in alcuni momenti storici può venire meno. E forse questa abissale crisi economia sta cercando di suggerirci proprio questo. Quando il divario tra la sostanza delle cose e la forma delle convenzioni economiche diventa insostenibile, c’è una voce “naturale” che richiama all’ordine, come sta accadendo alla Grecia.

Nel frattempo però volevo dedicare questo lungo post scritto da un cellulare (e quindi forse pieno di refusi) al glorioso viaggio della New Horizon e del suo unico “equipaggio” rappresentato dalle ceneri di Clyde Tombaugh che un anno fa ha reso meno distanti le periferie del sistema solare, che diverranno forse da ora più visibili e comprensibili.

Un abbraccio a tutti e grazie per essere sempre una famiglia così stimolante e per accendere il mio desiderio di scrivere come un pazzo!!! 🙂

Con amore

xxx

S*

comments

Bollettino del Cielo