ACQUARIO: PRIMA TAPPA DI UN NUOVO GIRO!

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È il mese del compleanno e del ritorno del Sole nel nostro segno, nella stessa posizione che aveva al momento della nascita. Ed è proprio di questo che si parla: di una piccola “rinascita” che attiva un nuovo ciclo di vita, con tutta la prorompente potenza degli inizi. Potenza quale contrappunto di atto. Il ritorno solare crea infatti un nuovo seme, che già contiene il DNA delle possibili iniziative di crescita e di trasformazione che dovranno essere poi «attivate» nel corso dell’anno grazie al nostro impegno e alla nostra determinazione. 

È bene ribadirlo: siamo noi, tramite i nostri classici «desideri» espressi soffiando sulle candeline, a imprimere a questo «seme» un certo DNA. E più chiare, definite e propositive sono queste aspirazioni, meglio è. I desideri espressi al negativo («Spero che non mi accada questo o quello») non hanno mai creato un gran DNA astrologico. Tutt’al più, danno vita a un anno in rimessa, vissuto in panchina. Diversamente, i desideri espressi al positivo («Quest’anno mi prefiggo di realizzare questo obiettivo, inauguro quest’attività, dò forma a questo progetto») attivano direzioni di crescita ben definite.

Ci consentono di avviarci verso una nuova immagine di noi stessi che, ancor prima di esistere nella realtà esterna, vive già dentro di noi. Più questi desideri vanno verso la realizzazione del nostro potenziale individuale autentico, più spontanea e naturale sarà la loro «incarnazione» in occasioni ed eventi favorevoli. Più sono invece dettati da un ego un po’ superficiale e «immaturo», mosso solo dalla voglia di «apparire», più saranno contrastati nei mesi successivi, soprattutto nelle tappe che hanno proprio una funzione di verifica.

Al compleanno, l’Io-matrice (e cioè il nostro potenziale, egregiamente rappresentato nel tema di nascita) si confronta con l’Io-viandante, la nostra parte che si evolve attraverso le esperienze di vita, costantemente in viaggio sulla via che dalla potenza conduce all’atto. È per questa ragione che al compleanno, oltre a festeggiare i nostri traguardi di vita, siamo particolarmente inclini a fare bilanci. Avvertiamo più forte l’assenza di ciò che ancora ci manca per sentirci completi. Soffriamo più del solito se esiste un disallineamento tra la nostra immagine interiore e la direzione che la nostra vita ha preso. Perché  la nostra missione nella vita è svolgere pienamente il nostro potenziale e trasformarci nella versione migliore di noi stessi. E al momento del compleanno, la nostra “ghianda” interiore ci chiede a gran voce di trasformarsi nella quercia che è destinata a diventare.

Ed è per questo che tutto ciò che è fuori asse, disallineato rispetto a noi stessi, potrebbe sembrarci tutto d’un tratto difficile da sopportare. Al punto che, al compleanno, ci sembra a volte di vivere “la vita di un’altra persona”. E’ un campanello d’allarme che serve a riconoscere che siamo fuori dal nostro binario e a tornare sulla retta via. Del resto, questo è l’inizio di un viaggio. E “prima di partire per un lungo viaggio”, come dice Irene Grandi, bisogna capire cosa portare (e cosa non portare) con sé. La Prima tappa permette proprio di individuare quali siano le “cose” (progetti, aspirazioni, rapporti) da infilare in valigia e quali invece lasciarci dietro le spalle.

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