CHIRONE IN ARIETE (Parte Seconda)

CHIRONE IN ARIETE (Parte Seconda)
Ciao a tutti! Come state? Nel post precedente abbiamo cominciato a prendere familiarità con Chirone il Centauro, il guaritore ferito, il ponte che riavvicina gli estremi. Adesso ci addentriamo di più nel discorso, cominciando a parlare del significato del suo ingresso in Ariete e di questo nuovo “Giro dello Zodiaco” per il quale Chirone sta partendo proprio adesso. 

Prima di entrare nel vivo, ci vuole una precisazione importante. Per comprendere fino in fondo il senso di questo “nuovo” Chirone in Ariete dobbiamo toglierci dalla mente tutti i pregiudizi e preconcetti che potremmo avere sulle persone nate sotto il segno dell’Ariete. Perché solo così possiamo cogliere il concetto simbolico che c’è dietro il segno ed interpretare l’insegnamento del transito. Quindi cerchiamo di sgomberare il campo da qualunque discorso tipo “io con l’Ariete non vado d’accordo perché mia zia è Ariete e bla bla bla” perché altrimenti finiamo completamente fuori strada. Ogni segno dello Zodiaco infatti nella sua versione più astratta e più “pura” rappresenta un determinato insegnamento, che gioca un ruolo importante nella personalità di ciascuno di noi, a prescindere dal nostro segno zodiacale di nascita. E l’insegnamento dell’Ariete dipende innanzitutto dall’essere il primo segno dello Zodiaco. Perché questa sua posizione all’inizio del cerchio gli conferisce un ruolo specifico, con precisi poteri e responsabilità: quella di dare il Via, di riattivare un ciclo. Proprio come la primavera (che guarda caso inizia proprio con l’Ariete) ha il senso di risvegliare la natura dopo la stasi invernale. Quindi le prime parole-chiave che ne descrivono l’insegnamento sono proprio azione, iniziativa, intraprendenza.

L’archetipo dell’Ariete, per proprio natura, guarda avanti, a ciò che deve ancora venire, senza lasciarsi frenare dal ricordo o dal timore per ciò che è stato. Si lancia nelle cose senza star troppo a pensare alle conseguenze. Perché l’energia degli inizi è così: è una scarica che serve a rimettere in moto qualcosa che è fermo. Se il primo germoglio di primavera stesse lì a chiedersi se è il momento giusto per venire alla luce, l’inverno durerebbe per sempre. Se il bambino avesse già la consapevolezza di una serie di difficoltà che conterà nell’età adulta, gli mancherebbe quella spinta ad esplorare il mondo che lo renderà un adulto maturo. Tutto questo per dire che le qualità espresse dall’archetipo dell’Ariete sono l’assertività, la spinta all’affermazione personale unita ad una certa irruenza che lo spinge ad andare sempre avanti. Per certi versi l’Ariete dice “fai questo, fai quello, purché tu faccia” perché nulla lo opprime tanto quando stare “fermo”. E’ l’istinto di sopravvivenza, la “fame” e la “sete” che servono per tenere vivo in ciascuno di noi il bisogno di sostentamento. E’ la spinta a “sgomitare” per emergere e non essere sopraffatti. 

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