CHIRONE IN ARIETE (Parte Seconda)

Quindi possiamo dire che l’Ariete rappresenti il segno dell’identità più libera, spontanea e scevra da condizionamenti. Lo ripeto ancora una volta questo non significa che le persone nate sotto il segno dell’Ariete siano esattamente così nei pregi e nei difetti. Significa piuttosto che questa è la qualità dell’archetipo dell’Ariete presente in ognuno di noi a prescindere dal proprio segno zodiacale. Ed è esattamente quella corda che vibra ogni volta che lanciamo qualcosa di nuovo, ogni volta che sentiamo la spinta ripartire, ogni volta che certe lentezze o condizionamenti che ci arrivano dall’esterno accendono dentro di noi una certa insofferenza. Ed è proprio questo archetipo che Chirone accentuerà per i prossimi anni, lavorando per rimarginare una ferita che riguarda proprio l’identità. Chi sono? Chi voglio essere? Chi posso essere? E’ una ferita con la quale ognuno di noi viene al mondo, ma ognuno la “indossa” a modo proprio. Già solo per il fatto che siamo una scintilla di individualità (Ariete) “calata” in una catena di relazioni genealogiche (Cancro), con un nome, un cognome, una localizzazione geografica che non scegliamo. E quindi ognuno di noi si confronta con la stessa sfida: diventare la versione migliore di se stesso, esprimendo fino in fondo il proprio potenziale, utilizzando gli “ingredienti” esterni che dipendono dalla propria “incarnazione”. La famiglia, l’ambiente in cui cresciamo, la lingua che parliamo, le caratteristiche sociali del luogo che chiamiamo Patria: sono tutti elementi che non ci possiamo “scegliere”, almeno nei primi anni di vita. 

Mi torna in mente una bellissima frase di Margaret Mazzantini, che ha scritto “il nostro vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità” (da “Splendore”). Naturalmente, individuare quella diversità, coltivarla nonostante in alcuni casi non vada esattamente nella stessa direzione “dominante” dell’ambiente nel quale veniamo alla luce. Non abdicare nonostante qualche pressione che ci arriva dagli altri, è di per sé una bella impresa. Per farlo, dobbiamo conoscere perfettamente la nostra individualità, comprendere cosa ci stia chiedendo, e prendercene cura. E anche questa è una vera e propria impresa.

Da questo punto di vista, Chirone in Ariete rappresenta un invito a ciascuno di noi a riconoscere e curare la propria “ferita di identità”. Partendo dal presupposto che la vera “cura” non è sforzarsi di diventare ciò che non siamo, ma comprendere la nostra unicità e farla risplendere nella maniera migliore. Albert Einstein diceva che “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. Ecco, uno degli inviti di Chirone in Ariete è proprio comprendere se sei pesce o scimmia, se ti viene meglio arrampicarti sull’albero o nuotare. E’ un tagliando di controllo dell’identità che, con Chirone in Ariete, ognuno di noi è chiamato a fare non lasciandosi fuorviare dagli archetipi che sfidano l’Ariete con una quadratura: il Cancro ed il Capricorno. Anche in questo caso, mi riferisco al simbolo legato a questi due archetipi, e non all’interazione con persone nate sotto questi segni zodiacali. 

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