CHIRONE IN ARIETE (Parte Seconda)

Quello del Cancro è l’archetipo delle radici. E’ il “da dove vengo”, il moto da luogo dell’identità. E’ rappresentato appunto dalla famiglia, dalla genealogia, dalla prosecuzione delle tradizioni. Un tipico esempio di chi lascia che l’archetipo del Cancro prevalga su quello dell’Ariete: non mi sono neanche chiesto cosa fare da grande perché ho proseguito la tradizione di famiglia. Un tipico esempio di chi lotta affinché l’archetipo dell’Ariete prevalga su quello del Cancro è chi prende le proprie cose, lascia il paesello, scrive la propria vita andando in una città in grado di dargli le opportunità che magari mancavano nella terra natia, e così via. Questo non significa naturalmente che – dall’altra parte – l’archetipo del Cancro rappresenti un “freno”: come ogni radice, “radica”, definisce, evita che perdiamo il senso della nostra provenienza. Ma come la funicella dell’aquilone, deve avere la giusta lunghezza. Se è troppo corta, lo tiene ancorato a terra. Se è troppo lunga o si spezza, l’aquilone vola via e si perde nel cielo. Ecco, un primo spunto di riflessione che porta Chirone in Ariete è proprio questo: quella funicella ha la giusta lunghezza? Perché se è troppo corta, occorre fare quel passo di emancipazione, occorre affrancarsi da un presente che non abbiamo scelto per scrivere un futuro più corrispondente alle nostre aspirazioni. Ma vale anche il contrario: se è troppo lunga, se ci siamo allontanati troppo da casa perdendo quell’ancora di stabilità, occorre recuperare una radice. Anche banalmente riallacciando i rapporti con la famiglia, sciogliendo dei nodi che stanno ancora lì in attesa di essere affrontati, e così via. 

Il secondo archetipo che sfida l’Ariete con una quadratura è quello del Capricorno, che in questi termini può essere visto come il simbolo della responsabilità, del rigore, della regola, del giudizio. Quante nostre scelte sono pienamente spontanee – ci sgorgano da dentro – e quante invece sono dettate dal senso del dovere? O dalle aspettative che la società ha nei nostri confronti? Immagina di essere un artista che si confronta con la propria vena creativa. Cosa fai, la esprimi spontaneamente, vada come vada, oppure assecondi ciò che il pubblico si aspetta da te? O di avvertire un profondo desiderio di cambiamento. Che fai, ci provi oppure ti lasci frenare dalla responsabilità di ciò che hai costruito finora? Come ho già detto prima, quando parlo di Ariete, Cancro o Capricorno, mi riferisco a tre particolari “voci” che concorrono a formare il “coro” della nostra coscienza. A prescindere dal segno zodiacale di nascita, ognuno di noi dentro di sé ha la corda-Ariete (quella che dice “vai!”, “smuovi!”, “esprimiti!”), la corda-Cancro (quella che cerca di conservare/mantenere le radici di sicurezza) e la corda-Capricorno (quella che esprime un giudizio di responsabilità sulle cose). Chirone in Ariete tocca inevitabilmente tutte i tre i vertici di questo ideale triangolo. E comincia ad accendere dentro ognuno di noi una serie di domande: 

  • La mia vita mi consente di esprimere fino in fondo ciò che ho dentro?
  • Ci sono scelte che ho fatto perché indotte dalla famiglia o dall’ambiente circostante che mi stanno portando dove non voglio?
  • Ci sono propositi ed iniziative di cambiamento che sto “sabotando” per timore di deludere una aspettativa? 
  • Ci sono lati del mio carattere che non riesco ad esprimere o che addirittura finisco per reprimere?
  • Ci sono comportamenti che pongo in essere perché ho paura di non essere accettato/compreso/accolto?

 

Siamo solo agli inizi di questo lungo discorso. Ma per il momento volevo mettere a fuoco questi punti e questi interrogativi. E soprattutto spero di essere riuscito ad introdurre bene questo discorso sugli archetipi, perché è fondamentale. Ognuno di noi, a prescindere dal proprio segno zodiacale, dentro di sé ce li ha tutti e dodici. Esprimi dodici funzioni, ed è assolutamente normale che alcuni siano in contrasto con altri. E’ normale che la voglia di rivoluzionare tutto (archetipo dell’Ariete) sia in contrasto con la necessità di conservare ciò che abbiamo (archetipo del Cancro) perché la funzione dell’uno è di contenere l’altro. Ma lo scopo ultimo è trovare il “giusto” compromesso (“giusto” per noi stessi) tra le funzioni in contrasto. Se lasciassimo esprimere solo la corda-Ariete, ogni giorno ce ne usciremmo con una nuova impresa buttando all’aria tutto ciò che abbiamo precedentemente costruito. Se lasciassimo esprimere solo la corda-Cancro, ogni cambiamento sarebbe negato alla radice perché prevarrebbe la necessità di andare “sul sicuro” e ogni “nuova strada” ha dentro di sé un certo grado di incognite. Dobbiamo metterle in equilibrio. Questa è la base dello studio che andremo a fare su Chirone in Ariete. E per questo preferisco fermarmi e chiedervi se vi è chiaro il discorso fino a qui!
Un abbraccio a tutti! 

Con amore,
xxx
S*

comments

Bollettino del Cielo