GIOVE IN SAGITTARIO: UN DITO CHE PUNTA AL CIELO

Ora che abbiamo messo a fuoco qualche tratto di Giove e del rapporto con il suo “nemico-amico” Saturno, entriamo più nel dettaglio del transito in Sagittario del Gigante buono. Quando Giove cambia segno, cambiano anche i temi che accende nel nostro cielo. E ci tengo a sottolineare nostro perché, come dico sempre, quando un pianeta importante come Giove cambia segno, si avverte un cambiamento energetico un po’ in tutto lo Zodiaco, e la nostra attenzione viene attirata dai temi del segno in cui Giove entra. Cambierà il modo in cui i vari segni colgono questi nuovi input, ma nessuno resta “indifferente”. E’ un po’ come a teatro quando cambia l’illuminazione della scena: le luci si spostano, cambiano colore, e questo mette in risalto particolari della scenografia che prima erano meno visibili. Si spengono i blu e si accendono i rossi. Alcuni spettatori apprezzeranno i nuovi colori, altri preferivano forse quelli precedenti; alcuni possono esserne stimolati, altri invece innervositi, ma il cambio cromatico è sotto gli occhi di tutti. 

E per cogliere al meglio questi nuovi temi, bisogna mettere a fuoco il passaggio tra i due segni interessati dal transito: lo Scorpione (dove Giove ha transitato negli scorsi dodici mesi) ed il Sagittario, dove si troverà fino alla fine del prossimo anno. Lo Scorpione è il segno dello “scavo” dentro le profondità di ciascuno di noi. Più in generale è quel segno che coglie istintivamente che non sempre la realtà è esattamente come la vediamo, e la sua vocazione è andare oltre il velo di Maia delle apparenze per capire come stanno realmente le cose. Ecco perché è istintivamente portato a dubitare, a mettere in discussioni, a toccare con mano per capire cosa c’è sotto una determinata situazione. Ed ecco perché questi dodici mesi con Giove in Scorpione sono stati per tutto lo Zodiaco un momento di grande introspezione ed auto-analisi. Ognuno di noi ha ricevuto un invito a “scavare” nelle profondità del proprio personale “sottosuolo” (l’inconscio), quel luogo buio e misterioso dove tutto ha origine: i nostri desideri, le nostre paure, i nodi che non riusciamo a sciogliere. Ma anche i nostri talenti, i nostri poteri inespressi e tutto ciò che chiede di essere ascoltato, valorizzato e “liberato”. Con Giove in Scorpione, le domande più insistente sono state per molti: “chi sono io realmente?”, “cosa alberga profondamente dentro di me?”. E soprattutto: “la mia vita di superficie riflette davvero ciò che ho dentro, oppure c’è qualche corda che non è stata ancora suonata?”. La domanda è retorica perché nessuno di noi è un’orchestra nella quale suonano davvero. Ancora: Giove in Scorpione ha spinto molti a guardarsi dentro, perché l’inconscio è come la “Caverna di Platone”. Molte delle situazione che avvertiamo come disfunzionali, infatti, non rappresentano altro che la rappresentazione esteriore di un nodo che va sciolto dentro di noi. Qualcuno ha iniziato un percorso di analisi o di terapia, qualcun altro ha messo in discussione certe scelte (affettive o lavorative). Insomma, “scava e guarda cosa c’è sotto” sono le parole che meglio riassumono il tema portante di Giove in Scorpione, che per ognuno può aver assunto sfumature diverse in base al proprio segno e ascendente. Può essere cambiato l’ambito nel quale scavare, la maggiore o minore difficoltà nel farlo, l’effetto spiazzante di alcune scoperte. Ma la spinta ad andare a fondo di certe cose, quella l’abbiamo sentita un po’ tutti. 

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