Astro-Curiosità

IL REGISTA DEL CAPRICORNO: FEDERICO FELLINI


E dal Fuoco del Sagittario arriviamo alla Terra del Capricorno. Dal principio di visione nella sua espressione più alta, a quello di realizzazione nella sua forma più ambiziosa. Il Capricorno è infatti l’ultimo segno di Terra, almeno secondo l’ordine dello Zodiaco. Seguendo un diverso ordine, invece possiamo considerarlo il primo. Perché se quella del Toro è la terra del «mattone» che conferisce solidità all’edificio, e quella della Vergine è la «creta» duttile delle soluzioni, quella del Capricorno rappresenta la premessa logica di entrambi. È la terra del progetto, punto d’incontro tra la visionarietà dell’architetto e il realismo dell’ingegnere, messe a servizio di una grande impresa da realizzare ma, ancor prima, da immaginare. Questa doppia anima del Capricorno – visionario nell’intuizione ma pragmatico nella realizzazione – si riflette nella complessità del regista che ho scelto in rappresentanza del segno: Federico Fellini. Nel suo caso, poi, la componente visionaria è accentuata dalla vicinanza alla cuspide, quella zona di confine cioè in cui il realismo del Capricorno lascia il passo alla follia inventiva dell’Acquario, segno anticonformista per eccellenza. Il risultato è un fuori classe assoluto, che con la serietà tipica del suo segno studia, analizza, padroneggia certi canoni e poi, con un golpe intellettuale degno di Copernico (che non a caso era Acquario) prende e li capovolge. E così facendo, fa scuola… pur non essendo sempre compreso nell’immediato. Perché chi (guarda) molto avanti, sovvertendo le convenzioni, ha bisogno di tempo per essere consacrato. Ma il Capricorno sa attendere, anche a lungo se occorre. Ciò che invece proprio non riesce a fare è una scelta a favore del pubblico. A costo di passare per inflessibile e categorico, ai suoi principi morali ed intellettuali non deroga mai. Ma dietro questa scorza così rigida e inquadrata, c’è un mondo interiore di grande immaginazione e spiritualità. La ritroviamo nel “Fellini degli spiriti” e nel suo sguardo attento ai lati esoterici dell’esistenza. Perché a dispetto del suo pragmatismo, la sete di conoscenza del Capricorno è troppo vasta per escludere a priori ciò che sfugge ai confini della logica. Come spiegare le intuizioni, le sincronicità e i sogni, attraverso i quali l’anima ci parla? Ecco forse perché per Fellini «l’unico vero realista è il visionario». Perché il nostro scopo è guardare in alto – a ciò che possiamo solo lontanamente intuire – e portarlo in basso, attraverso le nostre opere.  

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