LA QUARTA NOTTE: L’ARIETE

L’ARIETE, L’ARCHETIPO DELL’INIZIATIVA

Ciao a tutti! Come state? Andiamo avanti con la nostra collezione di post dedicati agli Archetipi Zodiacali. Questa notte tocca all’Ariete, il primo segno dello Zodiaco, simbolo per eccellenza di iniziativa, intraprendenza, impulsività. Con l’Ariete, parte un nuovo ciclo: ciò che all’inizio del ciclo (Capricorno) era progetto, ora diventa azione; ciò che era potenza, diventa atto.

E’ una dinamica che possiamo leggere nel comportamento stesso della natura. A gennaio (nel mese del Capricorno) la natura è apparentemente ferma, ma c’è un “seme” che giace in terra sotto una coltre di neve in attesa di rinascere. Un seme che ad aprile (mese dell’Ariete) esplode in tutta la sua potenza generativa tirando fuori un primo germoglio. Ma lo vediamo anche nelle nostre personali dinamiche di vita: ciò che vive dentro di noi a livello progettuale (ancora una volta, Capricorno) richiede di uscire allo scoperto attraverso l’azione (ancora una volta, Ariete) attraverso quel fatidico “primo passo” che rompe la stasi e attiva il movimento.

Proprio per questo quel “primo passo” è forse il più difficile da muovere e richiede quel pizzico d’incoscienza tipico dell’Ariete, il grande “attivatore” dello Zodiaco. Se il germoglio che inaugura la primavera avesse dubbi o tentennamenti (“sarà il momento giusto?”, “farà abbastanza caldo?”, “ci sarà una capretta pronta a mangiarmi?”), il letargo invernale durerebbe praticamente tutto l’anno. Per far emergere quel primo germoglio occorre una spinta che guardi solo avanti, superando con un balzo il timore di non essere pronti, di non aver tutte le carte in regola. 

E questa è proprio la funzione dell’Archetipo dell’Ariete, quella “scintilla” che, grazie ad un irrefrenabile spirito d’iniziativa e ad un coraggio incondizionato, attiva il nuovo ciclo. L’Ariete è il primo, è il condottiero e l’attivatore che guarda solo avanti. Tutto è nuovo per lui, tutto merita di essere scoperto, esplorato, indagato. Ogni sfida è un’impresa che merita di essere affrontata per il gusto dell’impresa in sé. Non ha la memoria delle passate delusioni, né i condizionamenti (spesso utili, ma spesso anche molto frenanti) delle esperienze vissute in precedenza. Non cade nell’errore (comune a molti segni) di proiettare vecchi preconcetti e delusioni sulle nuove situazioni che incontra sulla sua strada. Questo gli dà l’entusiasmo (quell’agonismo di vita, potremmo dire) necessario a ripartire.

E’ vero che talvolta “parte” anche quando non è del tutto pronto. Ma è vero anche che senza la sua energia mescolata ad un pizzico d’incoscienza, tutto sarebbe fermo. Ancora una volta, non mi sto riferendo ai nati sotto il segno dell’Ariete, anche sono quelli che vivono più intensamente questa funzione astrologica. Mi sto riferendo all’archetipo dell’Arieto (e quindi dell’iniziativa e dell’intraprendenza) presente in ognuno di noi. Chi ha forti valori in Ariete nel tema, o Marte in posizione preminente, tende probabilmente a partire/scattare con grande facilità, salvo poi magari dirsi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Chi invece ha smarrito i valori in Ariete tende probabilmente a pensarci e ripensarci prima di intraprendere qualcosa di nuovo. O a partire lentamente, come i motori diesel. 

Anche nella dinamica tra archetipi, il rapporto tra Capricorno e Ariete è fondamentale (proprio come quello tra inverno e primavera, o tra seme e germoglio) e va messo bene a fuoco. L’Ariete senza il Capricorno – vale a dire, l’azione senza un progetto sottostante – rischia di produrre un motore che gira a vuoto. Un continuo partire, iniziare, dai vita a qualcosa di nuovo che non segue però la linea logica di una programmazione. Al contrario, invece, il Capricorno senza Ariete produce un progetto che resta perennemente in potenza ma che non parte mai. Un “vorrei ma non faccio) che astratto, incorporeo, irrealizzato. Ognuno ha bisogno dell’altro, che lo definisce e lo contiene. L’archetipo dell’Ariete deve far tesoro di quello del Capricorno (creando un’azione programmata e continuativa, che non si fermi dopo la prima sgasata) senza però lasciarsene frenare. Senza che l’esperienza o la prudenza blocchino l’azione. E viceversa, naturalmente. 

Questo potere di iniziativa lo ritroviamo anche nella bellissima immagine di Michael Meyer che mostra proprio una scarica energetica che arriva dall’alto e riattiva il sistema. Che arriva direttamente dal Sole, proprio come la giusta combinazione di luce e di calore dell’equinozio di primavera che dà vita ad un nuovo ciclo della natura. Nella parte inferiore dell’illustrazione c’è materia indistintamente grigia (inattiva), mentre la parte superiore è attivata da un cerchio giallo che irradia energia. Il triangolo rosso (colore del Fuoco, elemento della grinta e della passione) evoca chiaramente un’energia che arriva dall’alto.

Mi torna in mente la rappresentazione classica del barone di Frankenstein che, intuendo che l’energia per riattivare la “Creatura” (che altro non è se non materia “disattivata”) debbano giungere necessariamente dall’alto. E per questo collega la sua “macchina” ad un parafulmine in grado di raccogliere la potenza del cielo e convogliarla sulla creatura inerme. È una rappresentazione letteraria che attinge al gotico ma l’intuizione di fondo è innegabile. Il piano materiale della terra si “anima” quando dal cielo (dal Sole, dal divino) giunge la giusta manifestazione di energia “creativa”.

E l’Ariete è quel “parafulmine” in grado di cogliere quell’ispirazione che proviene dall’alto, e che riattiva, informa ed accende la materia terrestre. Ecco perché, per l’Ariete, tra ispirazione e azione lo scatto è fulmineo, ecco perché non appena pensa una cosa la deve fare immediatamente. Ecco perché per lui tutto è curiosità, intraprendenza, voglia di vedere, sperimentare, capire. Perché è come un bambino che mette piede in un mondo nuovo e ancora da “attivare”.  

L’Archetipo dell’Ariete incarna quindi proprio lo spirito di iniziativa, il desiderio di andare avanti “costi quel che costi” (non dimentichiamo che l’Ariete butta giù il portone a forza di botte!). Rappresenta la nostra parte più combattiva, quella che se vogliamo si lascia provocare più facilmente, che parte subito in quarta soprattutto se viene stuzzicata nel suo spirito di competizione. Ma è anche la nostra parte più coraggiosa ed intraprendente, e quella capacità muovere un primo passo in una direzione nuova.

Questa notte meditiamo sull’Archetipo dell’Ariete che c’è dentro di noi. Quanto è attivo ed intraprendente? Meditiamo su tutte le volte in cui il nostro lato-Capricorno (la preparazione, la progettazione) ha frenato il nostro Ariete interiore, e non ci siamo sentiti pronti a “buttar giù il portone”, a dare l’avvio ad un’iniziativa o lanciare un progetto. Ma meditiamo anche su tutte le volte in cui è accaduto il contrario: quando cioè l’Archetipo dell’Ariete dentro di noi ha preso il sopravvento su quello del Capricorno e abbiamo fatto un primo passo affrettato, non abbastanza pensato e preparato, prendendo una cantonata. E soprattutto meditiamo su tutte le volte in cui siamo riusciti a metterli nel giusto equilibrio, dosando bene consapevolezza, preparazione, impegno e azione, e siamo riusciti a far decollare un’iniziativa nel cielo della realizzazione concreta.

Buona notte dell’Ariete!

Con amore,

xxx

S*

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