L’ETERNA “LOTTA” TRA SATURNO E URANO

L’ETERNA “LOTTA” TRA SATURNO E URANO

Ciao a tutti! Come state? Da qualche giorno ci stiamo addentrando di più nel discorso sui pianeti, questi straordinari “attori” che animano la scena del cielo con i loro transiti. O che descrivono i nostri atteggiamenti nel tema di nascita. Ogni pianeta interpreta un “ruolo” ed esprime una determinata funzione. In particolare, mi colpisce l’interazione tra Saturno e Urano, sia nel loro significato astrologico che nelle dinamiche tra le corrispondenti figure mitologiche. 

Prima di addentrarci nel discorso, facciamo una piccola premessa storica. Per centinaia di anni, Saturno è stato “l’ultimo” pianeta del sistema solare, il confine ultimo ed invalicabile, e – di conseguenza – il concetto della “fine”. “Fine” come limite, come struttura delimitante. Da qui, il Saturno rigoroso, amante della “regola”, della responsabilità e del senso del dovere. In una parola, signore del senso di realtà.

Dal 1781, tutto cambia. Con l’aiuto del telescopio ottico, una coppia di astronomi dilettanti  olandesi  individua Urano, il primo di una serie di pianeti non visibili ad occhio nudo. Ed è subito “rivoluzione” nella concezione del sistema solare, una rivoluzione che si riflette a cascata su tutto il secolo della scoperta di Urano: dalla rivoluzione industriale, alla rivoluzione francese, all’Indipendenza americana, tutto il ‘700 ci parla di emancipazione, liberazione, modernizzazione, con tutti i pro e i contro. Al punto che Urano nel sistema astrologico diventa proprio il pianeta delle grandi rivoluzioni di vita. 

Per certi versi, quindi, Saturno rappresenta l’ultimo protagonista di un “vecchio mondo”, espressione di un atteggiamento conservatore verso la società e, più in generale, verso la vita. Urano invece entra in scena come il primo interprete di un mondo nuovo, espressione di un sistema solare in espansione e di uno sguardo progressista alla vita. Se Saturno rappresenta la tradizione, Urano è la modernità. Se Saturno rappresenta l’impalcatura ma anche la gabbia del senso di realtà, Urano è paladino del possibile. Saturno consolida, Urano frantuma e ricostruisce, portando nel presente ciò che è nascosto nelle pieghe del futuro.

Anche a livello mitologico, i due replicano (o meglio anticipano, visto che parliamo di tradizioni millenarie) questa stessa dinamica. Urano è il dio del cielo, marito di Gea (o Gaia, la Madre Terra). Insieme danno vita ad una progenie di Titani, ma Urano (temendo di perdere il proprio predominio) puntualmente li ricaccia nel ventre della moglie Gea, e quindi nelle viscere della Terra. Gea non ne può più di procreare e veder uccidere la propria prole, e quindi si allea con l’ultimo nato (il “piccolo” Saturno) che armato di falcetto “castra” il proprio padre Urano, gettando poi i suoi genitali nel mare. Dal seme di Urano nasceranno Afrodite dalle schiume del mare (la Venere botticelliana) ma anche le Furie, i Giganti e le Ninfe.

Ritroviamo anche qua la perenne “disputa” tra la fantasia geniale ma un tantino “sregolata” di Urano ed il rigore del realismo di Saturno, che infatti guarda caso castra il padre. Perché in effetti – in ciascuno di noi – Saturno tenta di castrare Urano, mentre Urano tenta di ricacciare Saturno da dove è venuto, nel ventre della Madre Terra. Come a dire: tu stattene laggiù, che io me ne resto “in cielo” (cioè: in alto, verso l’infinito).  Tutte le volte che prendiamo di lanciare un’iniziativa senza fare i conti con la realtà, è il nostro Urano interiore che tenta di ingabbiare Saturno. Al contrario, ogni volta che ci lasciamo “castrare” nella nostra creatività, ogni volta che sabotiamo le nostre idee bollandole come “irrealizzabili”, è il nostro Saturno interiore (il senso del dovere e della regola) che sta castrando il povero Urano.

Ma se il dio Urano ci racconta perfettamente la visionarietà e lo spirito di espansione di questo archetipo (è il “dio del cielo”: non ha limiti, si estende in ogni direzione), c’è un altro personaggio della mitologia greca che invece esprime perfettamente il suo lato indomito e ribelle. Mi riferisco a Prometeo, il titano che sfidò gli dei dell’Olimpo rubando loro il fuoco per consegnarlo agli uomini, rendendoli così liberi ed autonomi. Perché Prometeo è il lato anticonvenzionale, contestatore e di “rottura” insito in ogni rivoluzione. Perché per introdurre il nuovo, bisogna essere scomodi, andare controcorrente, mettere in discussione uno status quo che, al contrario, qualcuno cerca di difendere. Perché di certo gli dèi dell’Olimpo non devono aver visto di buon occhio il gesto eversivo di Prometeo che, rubando loro il fuoco, li ha privati di alcuni vecchi privilegi che aumentavano le loro supremazia sugli uomini. 

E qui torna ancora una volta la perenne (e spesso costruttiva) “lotta” tra conservazione e reinvenzione, tra tradizione e modernità. Perché senza Saturno a frenare, Urano stravolgerebbe continuamente il mondo, farebbe diventare cubico il pianeta. Se fosse per Urano, forse la Terra dovrebbe sganciarsi dalla propria orbita ed andarsene in giro per la galassia, perché cosa c’è di più “frenante” (e Saturnino) della forza di gravità che la tiene ancorata al Sole. Ma così facendo, si perderebbe nello spazio (in quel cielo senza confini che guarda caso è il simbolo associato ad Urano). Ma al contrario, se dipendesse tutto da Saturno, il mondo non cambierebbe mai, resterebbe perennemente ancorato ai suoi modelli. E – bisogna riconoscerlo – dal ‘700 in poi la società è cambiata e si è evoluta moltissimo, rispetto ai precedenti secoli nei quali il pianeta Urano non si era ancora “rivelato”. 

Tutto questo per dire che una certa dialettica tra il principio-Saturno ed il principio-Urano è assolutamente “sana” e connaturata a qualsiasi evoluzione. E che probabilmente, è naturale che tra i due si crei un “tiro alla fune”. Ad epoche in qui prevale il principio-Urano, segue una fase in  cui l’atteggiamento conservatore di Saturno si risveglia e cerca di ri-bilanciare le cose. E viceversa.  Per certi versi, è l’andamento naturale delle cose perché questi due principi, proprio come Harry Potter e Voldermort, sono facce della stessa medaglia: non esiste l’uno senza l’altro. L’obiettivo non è eliminarne uno e tenersi solo quell’altro. L’obiettivo è trovare un equilibrio stabile tra i due. 

Ma anche nel microcosmo del nostro tema di nascita, diventa interessante indagare dove abbiamo nella carta natale questi due colossi. In che segno, in quale casa, e quasi aspetti formino tra di loro e con gli altri pianeti. Perché ci fornisce una chiara indicazione di come funzionino dentro di noi questi due archetipi: il ribelle, inventivo rivoluzionario dio del Cielo (Urano) ed il Signore del rigore e del rigore del senso di realtà (Saturno). Otterremo moltissime informazioni su noi stessi: quanto siamo in grado di “inventare” e di reinventarci, e quanto invece sabotiamo le nostre iniziative inventive sopraffatti (“castrati”) dal senso di realtà? Ma anche, quanto siamo in grado di applicarci in modo disciplinato e darci una regola (utilizzando quindi Saturno nel modo migliore) nel tentare di realizzare la nostra creatività inventiva e quindi di “portare a terra” Urano?

Ancora una volta, diamo un’occhiata al tema natale. In che segno si trova Urano (ecco il link per calcolarlo)? In che segno si trova Saturno (ecco il link per calcolarlo)? Che rapporto hanno l’uno con l’altro? Si trovano in segni legati da un rapporto armonico (ad esempio nello stesso elemento, o in elementi complementari: Acqua con Terra, Aria con Fuoco)? O in aspetto disarmonico, in segni che formano opposizioni o quadrature? E rispetto al segno solare? Si sostengono o si sfidano? Siamo più progressisti o conservatori? Ovviamente non nelle nostre convinzioni politiche ma, più nel profondo, nello sguardo con il quale guardiamo la vita.

Conosci te stesso” diceva Socrate. E conosci anche il tuo tema natale, aggiungiamo noi! Passo dopo passo, inizieremo a capirci sempre di più. Un grazie di cuore a chi mi sta “seguendo” in  questo viaggio alla scoperta del tema di nascita. Credo che questa sia la vera “missione” dell’avventura che ho intrapreso sei anni fa, quando ho aperto la pagina Facebook. Me ne sto rendendo conto ogni giorno di più, ed è qualcosa che mi appassiona ogni giorno di più. E ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, uno per uno, perché è grazie a voi che quest’astronave si spinge sempre più lontano. E il meglio deve ancora venire!

Con amore
xxx
S*

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