TROVIAMO UN NOME PER IL NUOVO PIANETA!

TROVIAMO UN NOME PER IL NUOVO PIANETA!

Ciao a tutti! Come state? Stamattina mi sono imbattuto in una notizia curiosa. L’Unione Astronomica Internazionale ha lanciato un link (che trovate alla fine dell’articolo) per trovare un nome da dare a “2007 OR10”, un asteroide di colore rosso scoperto nel 2007 oltre l’orbita di Nettuno che sembra avere tutte le carte in regola per assurgere al rango di “pianeta nano”.  

In realtà, non è la prima volta che gli astronomi si rivolgono al pubblico per battezzare un pianeta. Lo stesso accadde nel 1930, quando fu finalmente scoperto Plutone dopo una vera e propria “Corsa al pianeta X” che vide in aperta competizione gli Stati Uniti e la Russia dell’epoca. Ed il nome Pluto (Plutone) gli venne dato da una bambina di 12 anni appassionata di mitologia. Ne parlò con il nonno, che era il direttore della Bodleian Library di Oxford, che lo suggerì all’amico Herbert Hall Turner (professore di astronomia e membro Unione Astronomica Internazionale). Hall lo apprezzò e lo inserì in una short list di tre possibili candidati: Pluto, Minerva e Crono. Pluto fu votato all’unanimità, ed il nuovo pianeta fu battezzato ufficialmente il 1 maggio 1930. La cosa ebbe una tale ripercussione sull’opinione pubblica da influenzare persino Walt Disney, che diede lo stesso nome all’iconico cane di Topolino, che fece la sua prima apparizione esattamente un anno dopo, il 30 aprile 1931. 

Per gli astrologi, poi, il nome di un pianeta (e soprattutto le qualità della divinità mitologica associata ad esso) sono di straordinaria importanza, perché quando il nome è azzeccato, esprime proprio le stesse qualità dell’archetipo che si affaccia all’inconscio collettivo con la scoperta di quel pianeta. E il nome Plutone (il dio delle profondità dell’Ade) non poteva essere più azzeccato per descrivere il “pianeta del Novecento”. Il secolo che vide nascere gli studi sulla psicologia del profondo con Freud e Jung. Perché Plutone, nel lessico astrologico, rappresenta proprio quel magma incandescente che scorre nell’inconscio, oltre la superficie dell’identità cosciente. E’ da lì che arrivano i desideri, le pulsioni, gli istinti, le paure. E’ l’io-desiderante, senza il quale non avremmo fame, sete, istinto di sopravvivenza, pulsioni vitali. Ma è un carburante che va “raffinato” (proprio come il petrolio, simbolo simile per molti versi a Plutone) ed instradato nelle giuste direzioni.

Certamente il Novecento (il secolo delle grandi guerre) ci mostra dei chiari esempi del lato oscuro di Plutone (la sete di conquista e di prevaricazione), ma ce ne mostra anche i lati costruttivi nel mondo delle scienze, delle conquiste della tecnica (il primo aereo, i primi lanci spaziali, i passi avanti nella medicina, la radiologia). Insomma, qui il discorso sarebbe lunghissimo, ma ciò che è sbalorditivo è che nella maggior parte dei casi i pianeti vengono battezzati proprio con nomi di divinità che, a posteriori, si rivelano perfettamente coerenti sia con i valori che introducono nell’inconscio collettivo (a livello “macro”), sia con il loro significato nell’interpretazione del tema di nascita individuale, dove illuminano un ulteriore tassello del nostro planetario interiore. 

Ed ecco quindi che la ricerca del giusto nome per “2007 OR10” non può che appassionarci moltissimo. Vediamo i tre nomi “candidati”. Il primo è Gonggong, divinità cinese con la testa di un uomo ed il corpo di un serpente. Nella mitologia cinese ha natura distruttiva ed è associato a varie catastrofi, per cui personalmente non voterei per dare il suo nome al neo-arrivato pianetino. Della serie, #AncheNo!

Il secondo è Holle, divinità germanica della quale si trova traccia anche nelle fiabe dei Fratelli Grimm, una sorta di befana nordica. E’ una vecchia signora, che nella fiaba vive in fondo ad un pozzo (o in una caverna, a seconda delle versioni). Nel periodo dal 25 dicembre al 6 gennaio, Frau Holle abbandona il suo regno sotterraneo e penetra nel mondo dei vivi per vedere chi abbia passato l’anno diligentemente lavorando e chi si sia dato invece alla pigrizia. Come la Befana, premia i buoni e punisce i cattivi. Ma dal momento che in fondo al pozzo la vanno a trovare a fasi alternate due sorelle, una bionda e solare, l’altra bruna e crepuscolare, fa pensare molto anche al mito di Persefone rapita da Ade per sei mesi l’anno e all’alternanza delle stagioni che ne consegue. Alternanza delle stagioni che, allargando il discorso, diventa simbolo degli equilibri della natura e soprattutto della necessità che l’uomo vi aderisca rispettandoli. In questo senso, Holle è spesso stata accostata alla Grande Madre della mitologia occidentale, signora della vita, che regna su animali, rocce, vegetali, evocando l’idea della fecondità, dell’abbondanza ed della prosperità: madre del cosmo che governa il ciclo terreno di vita-morte-vita; padrona del fuoco domestico. E questo sarebbe sicuramente un nome più azzeccato per un pianeta che sbuca (nel 2007) alla vigilia di un periodo di maggiore attenzione verso il pianeta, i suoi bioritmi, il global warming e tutto ciò che negli ultimi dieci anni ha attirato sempre più la nostra attenzione. Curioso anche il fatto che l’Unione Astronomica Internazionale ci abbia chiamati a trovargli un nome proprio all’indomani della Giornata Mondiale della Terra. 

L’ultimo nome è Vili, personaggio della mitologia norrena, fratello di Odino e Vé (le prime tre divinità del pantheon di Snorri Sturluson). Insieme ai fratelli, sconfisse il gigante Ymir e poi donò all’umanità l’intelligenza e le emozioni. Interessante anche che i tre fratelli rappresentano rispettivamente l’Ispirazione (Odino), l’Intenzione cosciente (Vili) ed il Senso del Sacro (Vé), le tre forze fondamentali che distinguono il cosmo ordinato dal caos. 

Lo trovo interessantissimo. Chissà quale nome sarà scelto. Personalmente propendo per Vili, ma credo che in un certo senso tutti e tre toccano aspetti diversi dell’insegnamento del nuovo pianeta. Occorrono coscienza, rispetto e amore (Vili) per la Terra e per i suoi equilibri (Holle). Altrimenti, arriva quel brutto serpentone (Gonggong) a mostrarci che dall’assenza di rispetto per il nostro pianeta non derivano mai buoni frutti. 

E voi, quale nome preferite? Muoviamo il sondaggio e facciamo sentire la nostra voce all’Unione Unione Astronomica Internazionale! Questo è il link e si può votare fino al 10 maggio! 

Un abbraccio a tutti!
A dopo!
xxx
S*

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