VENERE IN GEMELLI PER IL SAGITTARIO

VENERE IN GEMELLI PER IL SAGITTARIO
(dal 23 giugno al 18 luglio)

Venere entra in opposizione, e prima di andare avanti dobbiamo fare una precisazione. Il termine “opposizione” è un po’ fuorviante, fa storcere il naso perché fa immediatamente pensare ad un contrasto. In realtà non è così: le “opposizioni” sono semplicemente transiti che toccano la Settima casa dei rapporti interpersonali. E in particolare quella di Venere (pianeta “gentile” per propria natura) ha semplicemente lo scopo di “definire meglio” i rapporti. Questo può significare naturalmente tante cose.

Per le storie recenti, “definire” significa chiarire esattamente i termini del rapporto, comprendere che direzione dargli dopo gli slanci di una conoscenza iniziale. Significa dirsi “io e te stiamo insieme”, scambiarsi una promessa di impegno, stabilire la rotta di alcuni primi progetti insieme. Ecco perché, ad esempio, moltissime proposte di convivenza, di matrimonio, di impegnarsi di più in una storia vedono la luce proprio durante l’opposizione di Venere. Perché ha proprio il senso di stimolare una presa di posizione più ferma e decisa nei rapporti, a confermare una scelta d’amore tanto alla relazione fondamenta più solide.

Allo stesso modo, però, potrebbe accentuare nel Sagittario una certa fretta di “definire”, di dare un nome e un cognome ad un rapporto neonato, chiedendo(si) “cosa siamo?” prima che i tempi siano davvero maturi per stabilirlo. Qualcuno potrebbe marciare ad una velocità superiore a quella del partner, con il rischio di metterlo in fuga chiedendo un impegno che è prematuro chiedere. Per le coppie più “rodate”, come dicevo, questa Venere in opposizione può rappresentare quello slancio che porta a volere di più, a rilanciare la posta in gioco con progetti in grado di rafforzare ulteriormente il rapporto.

Per le coppie in crisi, infine, “definizione” significa aprire gli occhi, prendere atto dell’esistenza di un problema e rimboccarsi le maniche per risolverlo. E in questo caso può accadere che alcuni aspetti problematici del rapporto, sui quali magari fino a poco tempo prima chiudevamo un occhio, diventino all’improvviso questioni che vanno affrontate nell’immediato per capire se si può andare avanti insieme oppure no. In questo senso, i transiti di opposizione mi hanno sempre fatto pensare a “Match Point”, il capolavoro di Woody Allen, e in particolar modo alla scena dell’anello.

Ci sono infatti periodi in cui l’anello riesce a stare in equilibrio sulla rete, nei quali una situazione si regge su un equilibro ancorché instabile. E ci sono momenti invece in cui deve inevitabilmente cadere in una o nell’altra metà campo. Momenti in cui bisogna affrontare un nodo e capire se la risultante è un “sì, possiamo andare avanti” oppure un “no, meglio lasciar perdere”. Ecco quindi che per le coppie in crisi i prossimi quattro mesi possono essere un tempo di confronti, discussioni e decisioni, in un senso o nell’altro, verso un “sì” o verso un “no”, perché non è più tempo per i “ni”, “forse” o “poi vediamo”.

Qualcosa del genere vale anche sul lavoro, dove l’opposizione di Venere ha il senso di definire meglio alcune situazioni. Può portare ad esempio alla firma di un contratto dopo mesi di trattative e rimpalli. E anche qui il significato simbolico è lo stesso, come se Venere dicesse: basta tergiversare, questo matrimonio (professionale) s’ha da fa’ o no? Per la stessa ragione, qualcuno potrebbe affrontare un discorso con un capo, un socio o un collaboratore che ha proprio il senso di chiarire le prospettive future del rapporto. Che poi, in generale, è proprio lo scopo profondo dell’opposizione di Venere, di per sé tutt’altro che “ostile”!