IL TUO FILM PER IL 2018: SAGITTARIO (“IL CONCERTO”)

IL TUO FILM PER IL 2018: “IL CONCERTO”

Caro Sagittario,
a te ho dedicato un film meraviglioso che contiene in sé il senso di questo passaggio dal 2017 al 2018: una vita che riparte. Un nuovo inizio, dopo una lunga pausa necessaria a rimettere in ordine alcuni aspetti della tua vita che erano finiti fuori dal giusto binario. Mi riferisco naturalmente alla “pausa” durata tre anni con Saturno nel segno, un periodo lungo, durissimo, ma anche utile e prezioso. Serviva ad aprire gli occhi su una serie di situazioni che dal 2012 ti stavano sfuggendo di mano. Serviva come monito a guardarsi meglio le spalle, a mettere a fuoco chi meritasse davvero la tua fiducia e chi no, a non dare più di quanto ricevessi in cambio. Ma serviva anche a rimettere in equilibrio una bilancia della giustizia che si era sbilanciata e non certo a tuo favore, ed è per questo che molti nati del segno negli scorsi tre anni hanno dovuto affrontare una causa o una vertenza legale per riprendersi ciò che gli era stato portato via o per rimandare al mittente una colpa che non gli spettava.

E così, mentre a te è sembrato di aver trascorso tre anni nella casella “In Prigione” di un ideale Monopoli di vita, in realtà eri nella casella “Cantiere” e senza forse rendertene pienamente conto stavi lavorando per saldare le giunture, stringere meglio alcuni bulloni e chiudere le “falle” del tuo scafo. Questo lungo periodo si chiude adesso la tua nave può tornare in acqua, può riprendere a navigare e, ora che la tua carena è più forte e corazzata, raggiungere l’orizzonte lontano di ambizioni più importanti.

Il concertoUna vita che riprende, un’orchestra che riparte, un concerto che ti riporta in scena. Questi sono gli ingredienti del tuo film (che si intitola proprio “IL CONCERTO”) e del tuo 2018. Due parole sulla trama. Il protagonista (Andrei) lavora come inserviente al Teatro Bolscioi di Mosca. Trent’anni prima, era un grande direttore d’orchestra, ma perse il posto perché si rifiutò di espellere  i musicisti ebrei invisi al Regime. Quell’atto di coerenza ai propri principi Andrei lo ha pagato caro, ma non ha mai messo da parte l’amore per la musica e la speranza di un ritorno sulla scena.

Finché ad un certo punto se ne presenta l’occasione. E’ un’opportunità folle, ma Andrei sa di avere tutte le carte in regola, sa di aver “pagato” il suo tributo e di essere pronto a ripartire. Un giorno, infatti, per puro caso si ritrova a leggere un fax: la direzione del teatro Chatelet di Parigi invita l’orchestra del Bolscioi a tenere un concerto, in sostituzione dell’orchestra di Los Angeles che all’ultimo momento ha dato forfait. Andreï senza pensarci due volte ruba il fax e decide di rimettere insieme la sua orchestra di trent’anni prima per portarla a Parigi spacciandola per quella del Bolscioi. Forse è una pazzia, forse quel colpo di genio che rimette a posto le cose, restituendo ad Andrei il ruolo che gli spetta, quello di un grandissimo direttore d’orchestra ingiustamente spodestato a causa di un proprio atto atto di coraggio e di umanità. A partire da Andrei fino ad arrivare all’ultimo degli orchestrali (che nel frattempo in trent’anni hanno preso le strade più disparate), il film parla proprio di una vita che si rimette in moto e recupera la propria direzione. Con tutte le difficoltà del caso, naturalmente, perché i primi giri di un motore fermo da anni sono sempre i più lenti e faticosi. Ma alla fine l’orchestra di Andrei ce la fa ad arrivare a Parigi e ad affrontare un pubblico dapprima perplesso, poi via via più rapito, fino ad arrivare ad un applauso scrosciante che fa venir giù il teatro. Le proposte iniziano a piovere, ne nasce una tournée mondiale… la vita di Andrei e della sua orchestra è tornata sul giusto binario, e riparte più bella e appagante di prima.

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