LA QUINTA NOTTE: IL TORO

Toro Meyer

IL TORO, L’ARCHETIPO DELLA CONCRETEZZA

La Quinta Notte è dedicata all’Archetipo del Toro. Tantissimi aggettivi vengono comunemente utilizzati per descrivere il segno: forte, resistente, tenace, solido, e via dicendo… Ma andando al cuore delle cose, il Toro è molto di più. Rappresenta il principio “formativo”, la capacità di dare corpo alle idee e tradurle in opere armonicamente integrate negli equilibri della natura. La prima di queste “opere” è ovviamente l’atto creativo/formativo per eccellenza: la maternità. E ancora: l’opera della terra saggia e fertile che consente al seme di germinare e protegge lo sviluppo e la crescita del futuro albero.

Ma il Toro non è solo la protezione e la cura dell’istinto materno, ma il vero e proprio potere di “dare forma”. Osserviamo l’immagine di Michael Meyer. Alla base abbiamo il QUADRATO, solitamente associato alla “materia“. All’interno del quadrato si intravede un CERCHIO appena accennato, simbolo che rappresenta lo spirito, già presente nella materia grezza in forma di potenzialità. Attraverso il TRIANGOLO (forma perfetta di sintesi armonica con il vertice puntato verso l’alto) la materia grezza si eleva a Spirito, manifestando “in atto” ciò che era solo “pura potenza” (e cioè il cerchio già inscritto nel quadrato). Il triangolo è proprio la capacità di creare la SINTESI anziché la SOMMA di due estremi. Anche questo è rappresentato dall’atto creativo per eccellenza: la procreazione. Ma anche dalla capacità di trasformare colori e tela in opera d’arte, di “liberare” la forma dalla materia dello scultore.

Ma dare forma alle cose è spesso sinonimo di fatica: ciò che per l’Ariete è iniziativa, nel Toro si traduce in azione concreta. Pensate all’artista che si confronta che le prove, spesso difficoltose, necessarie a “liberare” l’ispirazione dalla materia. Pensate a Modigliani, che si sognava scultore e che dovette “ripiegare” sulla pittura, meno “faticosa” e più in linea con la sua costituzione gracile. O pensate anche all’atto della maternità, che si compie in una gestazione che, mese dopo mese, richiede tempo, sforzi e pazienza.

Insomma, il Toro è la capacità di dare corpo e “portare a terra” ciò che è presente solo a livello dell’Aria delle idee e che arde nel Fuoco dell’ispirazione. Questa notte meditiamo proprio su questa capacità che tutti noi abbiamo ma che talvolta è così difficile da trovare e attuare: il fare concreto, la capacità di superare la resistenza della materia per imprimerle dentro l’idea. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, si dice, e per molti versi è vero. E’ per questo che l’Archetipo del Toro, rappresentante zodiacale del principio di concretezza, non guarda di buon occhio i troppi giri di parole, e eccessive elucubrazioni mentali che non scendono mai verso la terra della realizzazione.

Questa è la notte giusta per  sintonizzarci su quella capacità creativa e formativa che tutti abbiamo di costruire, passo dopo passo e senza fretta, frutti in grado di resistere alle intemperie e di durare nel tempo. Ma anche della capacità/necessità di rimboccarsi le maniche, smettere di pensarci o parlarne e iniziare a fare. 

Ognuno di noi possiede l’archetipo del Toro nel proprio tema di nascita. Non solo chi è nato sotto un segno di Terra e che è naturalmente più “affine” a questa capacità di concretezza. Ma anche, e soprattutto, chi è nato sotto un segno d’Aria o di Fuoco e che è invece più affine alla “teoria delle idee” (Aria) o all’immediatezza dell’ispirazione (Fuoco) e che deve invece “ritrovare” all’interno del proprio pantheon zodiacale questo maestro del “fare concreto” col quale non sempre dialoga facilmente.

Buona meditazione a tutti!
Un bacio grande!
xxx
S*

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