Astro-Curiosità

Toro

LA QUINTA NOTTE: IL TORO


IL TORO, L’ARCHETIPO DELLA CONCRETEZZA

La Quinta Notte è dedicata all’Archetipo del Toro. Tantissimi aggettivi vengono comunemente utilizzati per descrivere il segno: forte, resistente, tenace, solido, e via dicendo… Ma andando al cuore delle cose, il Toro è molto di più. Rappresenta il “principio formativo“, quella capacità di dare corpo e sostanza ad un impulso creativo e tradurlo in un’opera tangibile. Un principio espresso magistralmente in quel capolavoro della natura che è la “gravidanza”. Tant’è che il Toro (insieme al Cancro) è il segno associato alla materità per eccellenza. Ma allargando il discorso, è anche l’opera della terra saggia e fertile che accoglie il seme (di per sè, pura “potenza”) e gli permette di germinare e dare frutto.

Il Toro quindi è da un lato la capacità di costruire mattone dopo mattone (luna dopo luna, nel caso della gravidanza) qualcosa che sia in grado di stare in piedi, incarnando l’idea astratta in una forma concreta. E dall’altro lato è anche l’archetipo che si “preoccupa” delle materie prime. Che si preoccupa del fatto che i mattoni che costituiscono l’edificio siano abbastanza resistenti da permettergli di durare nel tempo. Ogni volta che penso all’archetipo del Toro come a quell’impalcature resistente che permette di incarnare l’astratto, mi tornano in mente le bellissime parole di Leonardo Sciascia: “Il nostro corpo è il buon cane che guida il cieco” (da Candido). O, da qualche altra parte che non ricordo: “è il corpo che resiste”.

Questo potere di “dare forma”, questo senso di cura e di protezione è espresso magistralmente dall’illustrazione di Michael Meyer, che utilizziamo per raccontare l’archetipo. Come vedete, alla base abbiamo il QUADRATO, solitamente associato alla “materia“. All’interno del quadrato si intravede un CERCHIO appena accennato, simbolo che rappresenta lo spirito, già presente nella materia grezza in forma di potenzialità. Se ricordate, somiglia molto ad un elemento che abbiamo già trovato nell’illustrazione del Capricorno, il primo segno di Terra incontrato nelle nostre Dodici Notti (v. La Prima Notte: il Capricorno). E questa raffigurazione contiene già in sè una grande verità: il principio di concretezza espresso dai segni di terra (fatto di realismo, senso pratico, capacità di pianificazione) è assolutamente indispensabile affinché l’idea (di per sé astratta) si realizzi e diventi “concreta”.

E questo lo vediamo nella stessa illustrazione di Meyer. Attraverso il TRIANGOLO infatti (forma perfetta di sintesi armonica con il vertice puntato verso l’alto) la materia grezza si eleva a Spirito, manifestando “in atto” ciò che era solo “pura potenza” (e cioè il cerchio già inscritto nel quadrato). Il triangolo è proprio la capacità di creare la SINTESI anziché la SOMMA di due estremi. Anche questo è rappresentato dall’atto creativo per eccellenza: la procreazione. Ma anche dalla capacità di trasformare colori e tela in opera d’arte, di “liberare” la forma dalla materia dello scultore.

Da questo punto di vista, c’è un collegamento strettissimo tra l’Archetipo (primo segno dello Zodiaco, Fuoco) e quello del Toro (secondo segno, Terra). L’Ariete è la scintilla dell’iniziativa, ma la sua energia si esaurisce spesso nell’accensione del motore. Il Toro prende il testimone dall’Ariete e si (pre)occupa di  dare forma alle sue iniziative trasformandole in qualcosa di concreto e duraturo. L’Ariete è puro principio maschile Yin, il Toro puro principio femminile Yang, a partire proprio dalla procreazione, dove l’Ariete rappresenta la spinta incostante dello spermatozoo, ed il Toro l’attesa paziente dell’ovulo e, una volta fecondato, della gestazione. 

Ma dare forma alle cose, metterle a terra, realizzarle nel concreto è spesso sinonimo di fatica perché l’ispirazione (che di per sé è astratta) deve confrontarsi con le regole e con i limiti della materia. Quante volte l’idea c’è, ma metterla nero su bianco non è facile. Ci sembra che tradurla in realtà utilizzando solo le 21 lettere dell’alfabeto significhi “tradirla”. Penso al fatto che “il pensiero vola mentre le parole vanno a piedi, e questo è il ‘dramma’ dello scrittore (Julien Green). Penso agli artisti che si confrontano che le prove, spesso difficoltose, necessarie a “liberare” l’ispirazione dalla materia. Modigliani, ad esempio, che si sognava scultore ma che “ripiegò” sulla pittura perché più in linea con la sua costituzione gracile. Ma pensate anche all’atto della maternità, che si compie in una gestazione che, mese dopo mese, richiede tempo, sforzi e pazienza.

Il Toro dunque è la capacità di dare corpo e “portare a terra” ciò che è presente solo a livello dell’Aria delle idee e che arde nel Fuoco dell’ispirazione. Questa notte meditiamo proprio su questa capacità che tutti noi abbiamo ma che talvolta è così difficile da trovare e attuare: il fare concreto, la capacità di superare la resistenza della materia per imprimerle dentro l’idea. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, si dice, e per molti versi è vero. E’ per questo che l’Archetipo del Toro non guarda di buon occhio i troppi giri di parole, e eccessive elucubrazioni mentali che non scendono mai verso la terra della realizzazione.

Questa è la notte giusta per sintonizzarci su quella capacità creativa e formativa che tutti abbiamo di costruire, passo dopo passo e senza fretta, frutti in grado di resistere alle intemperie e di durare nel tempo. Quante volte sappiamo attendere il giusto tempo delle cose, preoccupandoci di costruire su un terreno solido, con mattoni resistenti, proprio come il porcelllino saggio della fiaba dei Tre Porcellini? Quante volte al contrario siamo troppo frettolosi, saltiamo qualche passaggio per accelerare i tempi. Ritrovandoci poi però alla mercè del “lupo cattivo” proprio come il porcellino frettoloso? E ancora: siamo capaci di rimboccarci le maniche, smettere di parlare delle nostre idee per iniziare a realizzarle? Quant’è difficile alle volte mettere a terra “la prima pietra”?

Come dico sempre, ognuno di noi possiede dentro di sé tutti e dodici gli archetipi zodiacali. E questo vale senz’altro anche per la capacità di dare forma alle idee associata al Toro. Certo, i segni di Terra appartengono alla stessa famiglia e sono per natura più affini a questa attitudine. Al contrario, i segni d’Aria, più astratti e teorici, e i segni di Fuoco (portati all’azione immediata) fanno più fatica a riscoprire dentro di sé l’importanza di valori come la tenacia, la pazienza, la continuità, il pragmatismo, lo spirito di organizzazione, tutte declinazione dell’Archetipo del “fare concreto” associato al Toro. Ed è proprio su questo archetipo che meditiamo nel corso di questa Quinta Notte.

Buona Notte del Toro a tutti!
Con amore,
xxx
S*

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