Approfondimento Simon

IL PORTALE DEGLI “ANTA”
IL PORTALE DEGLI “ANTA”
Ciao a tutti! Come state? In una delle nostre direte con gli abbonati a “Stelline di Simon” su YouTube abbiamo toccato un tema molto importante: i 40 anni, uno dei grandi portali di cambiamento che ognuno di noi attraversa nella vita. Una di quelle soglie in cui si chiudono alcuni cicli dell’esistenza e se ne aprono di nuovi.
È un’area di cambiamento che va indicativamente dai 39 ai 44 anni e trova intorno ai 42 il suo punto culminante. Da un lato, si accendono nuovi interessi, nuovi talenti che fino a quel momento giacevano dentro di noi come semi inattivi. Ad un tratto, sentiamo il bisogno di chiedere di più alla vita, di rinnovarla e di allargare i nostri orizzonti. Dall’altro, si riaccendono alcune paure che forse non ricordavamo più dai tempi dell’adolescenza. Proprio come a 13/14 anni, c’è la sensazione che la vita stia cambiando.
Qualcuno di voi ha letto “IT” di Stephen King? È un capolavoro, un romanzo di formazione sublime che va ben oltre la forma “horror” della trama e racconta qualcosa di molto più profondo. È la storia di sette ragazzini di 13 anni che vivono nella cittadina americana di Derry, devastata dagli orrori di un mostro terribile. I nostri sette protagonisti lo affrontano, lo combattono e lo sconfiggono. O meglio, credono di averlo sconfitto. Ventisette anni dopo, il mostro si risveglia e i protagonisti di “IT”, ormai alla vigilia dei quarant’anni, immersi nelle loro vite adulte, sono “chiamati” a fare ritorno a Derry per affrontarlo nuovamente.
Mi sono sempre chiesto: perché i protagonisti della storia vengono chiamati ad affrontare lo stesso mostro (che rappresenta genericamente la paura, che per ciascuno assume forme e connotati diversi) a tredici anni e successivamente quando si affacciano alla soglia dei quaranta? E mi sono risposto: perché sono due età nel corso delle quali viviamo, appunto, lo stesso senso di smarrimento (la stessa “paura”) perché avvertiamo istintivamente che la vita sta cambiando. Abbiamo la sensazione di essere giunti a una zona di confine, senza sapere esattamente cosa ci aspetta dall’altra parte della barricata.
La lettura di “IT” mi fece pensare che l’adolescenza e gli “anta” abbiano molto in comune, e l’astrologia me ne ha fornito la conferma. Vediamo in termini astrologici cosa accade intorno ai 42 anni. Per farlo, devo parlarvi di Urano, uno dei pianeti/simboli più importanti del sistema astrologico e del nostro planetario interiore. Urano rappresenta la forma più elevata del potenziale creativo che c’è in ognuno di noi. È il genio creativo, il fulmine che a sorpresa squarcia l’oscurità e porta una nuova verità, esprimendo una forma di comprensione più alta della realtà che ci circonda.
Urano è il “Prometeo” dello Zodiaco, il titano che si ribella al potere dell’Olimpo e ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, liberandoli dalla soggezione ed elevandoli oltre la finitudine mortale. E già abbiamo nominato alcune caratteristiche fondamentali di Urano: comprensione, lampo di genio, imprevisto e liberazione; ma anche ribellione, cambiamento, trasformazione, nuova indipendenza di giudizio, capacità di comprensione più profonda del proprio talento creativo.
Ognuno di noi viene qui per comprendere qualcosa e condividerlo con gli altri. Ma che cosa? La posizione di Urano nel tema di nascita e il suo rapporto con gli altri pianeti (primo tra tutti, il Sole) raccontano molto di ciò che siamo venuti a fare in questa vita. Il ciclo di Urano, fatto di momenti di rivelazione, di lampi di comprensione e di grandi cambiamenti, descrive proprio il nostro Prometeo interiore, i suoi riti di crescita e di liberazione. E, soprattutto, ci svela quale sia il fuoco che siamo chiamati a rubare agli dei, portare a terra e condividere con gli altri.
Urano ha un ciclo di circa 84 anni. Questo significa che in circa 84 anni compie un intero giro dello Zodiaco e torna nella posizione che aveva al momento della nascita di ognuno di noi. E significa anche che intorno ai 42 anni di età ha compiuto mezzo giro. La metà di un ciclo rappresenta il suo momento culminante. Pensate al ciclo della lunazione, che possiamo osservare mese dopo mese: la Luna Nuova, il momento iniziale del ciclo, è invisibile agli occhi. È un seme che contiene un’informazione in modo del tutto embrionale. Poi, giorno dopo giorno, prende forma, cresce fino a diventare Luna Piena esattamente a metà del ciclo. Ciò che alla Luna Nuova era invisibile, seminale, embrionale, alla Luna Piena è interamente formato e più facilmente comprensibile. Lo stesso vale anche per Urano. Ciò che alla nascita è solamente potenziale (chiamiamolo “Urano Nuovo”, proprio come la Luna Nuova) inizia poi a lavorare, a prendere forme più definite. Iniziamo a comprendere i contorni del nostro talento anno dopo anno, fino a che intorno ai 42 anni Urano raggiunge il suo momento culminante: un “Urano Pieno”, proprio come il plenilunio, che mostra più chiaramente i suoi contorni.
Questo significa che intorno ai 39 anni entriamo in una fase in cui siamo più consapevoli della nostra unicità e della nostra missione, segnata da cambiamenti dentro e fuori di noi che hanno proprio lo scopo di portare alla luce il nostro genio interiore. È una fase che alterna la paura di andare in una direzione nuova a momenti di grande ribellione: se la vita che abbiamo condotto fino a quel momento non rispecchia questa nuova comprensione, sentiamo affiorare in noi il bisogno tipicamente prometeico di spezzare un giogo di soggezione e liberarci da ciò che limita la nostra espressione. (segue)

