IL PORTALE DEGLI “ANTA”

Nel corso di 84 anni di vita, l’uomo percorre un intero ‘giro’ di Urano, e tre ‘giri’ di Saturno. Nel corso di questi 84 anni, cioè, ognuno viaggia verso la scoperta e l’attuazione del proprio potenziale creativo (Urano) e costruisce le strutture e gli strumenti per poterlo attuare (Saturno). Nulla esclude, ovviamente, che si possa campare cent’anni e passa, ma diciamo che dopo gli 84 anni una persona ha compiuto tutti gli scatti di maturazione e di comprensione, e imparato tutte le normali lezioni della vita.

A 42 anni, quindi, Urano è a metà del ciclo, e mostra con maggiore chiarezza le caratteristiche del nostro “Prometeo” interiore. Ci è più facile vedere il “fuoco” che è chiamato a rubare in cielo e portare in terra. Contemporaneamente, Saturno è a metà del secondo giro: il primo è terminato ai 28 anni di età, mentre il secondo è a metà strada (42 = 28 + 14).

Emerge chiaramente – e questo fa venire i brividi – che rispetto al ciclo di Saturno i 42 anni di età hanno molto in comune con i 14 anni: le soglie dell’adolescenza (13/14 anni) rappresentano la metà del primo giro di Saturno, la soglia degli “anta” la metà del secondo giro. Ecco perché si dice che spesso i 40 anni rappresentano una “seconda adolescenza”. Ecco perché si risvegliano le energie del cambiamento, accompagnato spesso da un pizzico di ribellione, proprio come sul fare dell’adolescenza. Ecco perché i 40enni irrisolti talvolta finiscono per perdere la testa per le adolescenti. Ecco perché – con una capacità simbolica magistrale – in “IT” di Stephen King gli stessi protagonisti affrontano lo stesso “mostro” quando hanno 13 anni e poi di nuovo quando ne hanno 38/39.

A 42 anni assistiamo alla più potente e chiara manifestazione (interiore ed esteriore) di ciò che siamo venuti a fare, e abbiamo anche le strutture “adeguate” per sostenere questa epifania. Questo significa però anche che se la vita che abbiamo condotto fino a quel momento non rispecchia esattamente questa nuova consapevolezza, in questi anni dobbiamo avere il coraggio di cambiarla, di trovare le giuste forme per consentire alla sostanza di manifestarsi. Per questo, molti cambiano lavoro, iniziano ad approfondire nuove forme di studio e di conoscenza, tornano a guardarsi intorno e ad interrogarsi sul senso della vita e della presenza su questo piano di realtà. E’ un momento di “crisi” nel senso greco del termine: cambiamento. A 42 anni, è il momento di liberare il nostro “Prometeo incatenato” e consentirgli di esprimere di rubare il fuoco agli dei.

D’altro canto, spesso la vita dai 39 anni in poi ci mostra una serie di cartelli segnaletici che puntano in direzioni diverse, mostrano nuovi lati del talento che prima avevamo ignorato (nel mio caso, a 39 anni ho “scoperto” l’astrologia). Oppure ci forniscono l’occasione per mettere in discussione le certezze che abbiamo avuto fino a quel momento e dirci “forse voglio qualcosa di diverso”. Sono anni “densissimi”, spesso faticosi per la loro potenza rivelatrice, ma anche preziosissimi, perché da lì inizia il “secondo tempo” della vita. Molto spesso, sulle intuizioni, sulle idee e sulla nuova consapevolezza dei 42 anni si poggiano le fondamenta dell’edificio di tutte le nuove attività che svolgeremo nella seconda metà della vita.

Moltissimi sono gli esempi dei 42 anni “illustri”. Nel 1609, Galileo Galilei a 42 anni puntò per la prima volta il telescopio sulle stelle. Tre mesi dopo pubblicò il resoconto delle sue osservazioni (il “Sidereus Nuncius”, “Messaggero delle Stelle”) e cambiò per sempre l’astronomia. Nel 1896, a 40 anni (con Urano opposto ad Urano) Sigmund Freud formulò per la prima volta il termine “psicoanalisi”, sul quale costruì tutti gli studi della seconda metà della sua vita, dando vita ad una delle più grandi conquiste del ‘900. Ancora: nel 1955 Rosa Parks a 41 anni (sempre con Urano opposto ad Urano) rifiutò di cedere il proprio posto su un autobus ad un uomo bianco, dando vita al Movimento per i Diritti Civili e ad una causa in tribunale che nel 1956 arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che dichiarò incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell’Alabama. Sono solo alcuni dei tantissimi esempi di questo portale e dei suoi simboli: scoperta, innovazione, ribellione, cambiamento, coraggio, espressione personale, nuovo inizio.

Anche noi abbiamo dentro lo stesso “fuoco”. Si tratta solo di consentire al nostro Prometeo di rubarlo al nostro Olimpo interiore e portarlo a terra, nella nostra vita di tutti i giorni.

Dedicato a tutti i 40enni che indossano gli “anta” con grinta e spirito di costruzione, con coraggio e voglia di liberare ed incoronare il Prometeo “incatenato” che ognuno di noi ha dentro di sé.

Con amore,
xxx
Simon
(46 anni)

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