UNO SGUARDO SUI FATTI DI QUESTI GIORNI

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UNO SGUARDO SUI FATTI DI QUESTI GIORNI

Ciao a tutti! Come state? Da qualche giorno mi chiedo se scrivere o meno un post sul Coronavirus e più in generale su quest’inizio così tumultuoso del 2020. Ho deciso di farlo perché credo che una delle funzioni più preziose dell’astrologia che amo sia proprio quello di leggere tra le righe dei fatti e trovarvi un senso simbolico. Ed è proprio ciò che mi propongo di fare in questo approfondimento: trovare un senso. Cominciamo una serie di considerazioni e dati di fatto.  

Il primo: il 2020 è un anno bisestile. “Anno bisesto, anno funesto”, si dice, ma personalmente sono in disaccordo. Piuttosto invece mi sento di abbracciare una definizione uscita ieri sera durante la diretta di Instagram: “Anno bisesto, anno onesto”. Questo sì che mi trova d’accordo. Perché penso che l’anno bisestile rappresenti una sorta di “anno accentato” (come in un solfeggio in quattro tempi) nel corso del quale alcuni messaggi ci giungono più forti e chiari. Nel corso del quale alcuni temi, che in precedenza si muovevano sotto traccia, emergono in maniera più prorompente. E osservando il 2016 (l’ultimo anno bisestile prima di questo), mi sono reso conto che questi “messaggi” seguono spesso l’andamento degli insegnamenti dei vari segni zodiacali man mano che il Sole, percorrendo lo Zodiaco, li “attiva”. 

Stando al 2016, quando il Sole intorno al 20 gennaio è entrato in Acquario si è ricominciato a parlare di un nuovo, possibile pianeta alle periferie del sistema solare. Del resto, l’Acquario è il segno dell’innovazione e del progresso, e in quel caso il messaggio era: “non pensate di conoscere fino in fondo la geografia del sistema solare (e men che meno dell’universo) perché c’è ancora molto da scoprire”.

Sulla stessa scia, quando il Sole è entrato in Pesci intorno al 20 febbraio, si è ricominciato a parlare delle onde gravitazionali dopo quasi ottant’anni dalla loro formulazione da parte di Albert Einstein (Pesci anch’esso). I Pesci sono quantici per definizione, rappresentano l’infinito oceano di possibilità, la “potenza” in attesa di diventare “atto”. E anche lì il messaggio dell’Anno Onesto era probabilmente: “non pensate di poter ridurre tutto alla meccanica newtoniana del rapporto tra causa ed effetto, perché ci cono molti altri modi in cui materia ed energia possono interagire”.

Quando poi il 24 giugno il Sole è entrato in Cancro (segno della famiglia, del clan e più in generale delle radici e del senso di appartenenza), in Inghilterra si è cominciato a parlare della Brexit. Giusto o sbagliato che fosse, qualcuno ha sentito di “non appartenere” ad un organismo sovranazionale che inevitabilmente faceva di molte erbe un fascio, e se n’è dissociato. Interessate poi notare anche che il discorso sulla Brexit (introdotto nel 2016) è stato poi concretamente realizzato nel 2020, altro anno bisestile. E con un pizzico di attenzione, è facile trovare tanti continui messaggi “accentati” durante questi anni con un giorno in più. O meglio, con un qualcosa in più da consegnarci ed insegnarci. 

Il secondo dato di fatto è rappresentato dai transiti (anch’essi molto speciali) del 2020. A partire dalla presenza di tre “giganti” nel segno del Capricorno: Giove, Saturno e Plutone (questi ultimi due in esatta congiunzione lo scorso 12 gennaio). Ora, il Capricorno è il segno delle strutture portanti della società. E’ il segno delle gerarchie, dei sistemi di regole e di responsabilità, e di tutte quelle altre fondamenta la cui presenza garantisce l’esistenza di una società ordinata. E la cui assenza alimenta il rischio di una società caotica. La presenza di una tale enfasi planetaria in Capricorno lascia quindi pensare ad un anno in cui la tenuta delle strutture in relazione agli equilibri sostenibili rappresenta un tema centrale. Un tema sul quale è difficile che l’Anno Onesto non ci spinga a riflettere. 

Allontaniamoci un attimo dal discorso sul Capricorno e sui suoi insegnamenti, e consideriamo un’altro aspetto. Nel corso del 2020, Giove e Saturno formeranno una congiunzione. Sono due pianeti che si incontrano ogni vent’anni, e di per sé il loro appuntamento non rappresenta un evento eccezionale. La congiunzione del 2020, invece, è assolutamente eccezionale. Vediamo perché. Ogni vent’anni questi due pianeti si incontrano in segni dello stesso elemento, per dodici volte. Poi, passano all’elemento successivo. Negli scorsi 240 anni si sono congiunti sempre in segni di terra; nel 2020 si avvicinano l’uno all’altro per poi congiungersi in Acquario (un segno d’Aria) il 21 dicembre 2020. Così facendo, daranno vita ad una nuova sequenza di congiunzioni in segni d’Aria che durerà fino al 2260.

La sequenza in Terra che giunge al termine è inizia appunto 240 anni fa, nel 1782, nel clima della Rivoluzione Francese e dell’Indipendenza americana, e ha portato – nel bene o nel male – alla formazione del concetto dello Stato moderno, con tutte le sue strutture istituzionali. Del resto, la Terra è un elemento fermo, divisibile, organizzabile. Posso metterci in mezzo un bel confine e stabilire chi sta da una parte e chi sta dall’altra. Fin qui, la responsabilità è mia, oltre quel confine diventa tua. Al contrario, l’Aria è un elemento mobile per definizione. L’Aria che espiro io oggi, potresti respirarla tu dall’altra parte del pianeta (o comunque del confine) domani, o tra sei mesi. E’ impossibile dividerla in porzioni, la responsabilità è comune e ciò che faccio io alla mia aria (nel bene o nel male) finisce per influenzare anche te. 

Il passaggio dalla sequenza in Terra (1782-2020) alla sequenza in Aria (2020-2260) segna quindi un più profondo passaggio epocale: quello tra le divisioni nazionali e la necessaria formazione di una coscienza sovranazionale. Tra l’altro, questa sequenza può essere considerata a tutti gli effetti il “Primo capitolo” dell’Età dell’Acquario, dopo un “Prologo” iniziato alla fine degli anni ’60. Qui il discorso si allarga oltre i confini di questo post, ma lo riprenderò in un’altra sede. Per il momento basta dire che l’Acquario è il segno della condivisione e dell’interconnessione, e senz’altro sono proprio questi i temi con quali ci stiamo iniziando a confrontare. Del resto, il mondo che ci si presenta oggi è molto diverso (molto più globale ed interconnesso) del mondo che usciva dalle grandi rivoluzioni di fine ‘700.

Certo, anche noi ci abbiamo messo del nostro. Perché se l’aria circola già di per sé, noi abbiamo contribuito molto alla globalizzazione del pianeta. Già il fatto di poterlo ipoteticamente percorrere per intero con tre tratte aeree di 12 ore ciascuna ci mostra quanto ormai le distanze siano irrisorie. Questo di per sé è un bene, ma richiede un profondo ripensamento di strutture che ormai risultano obsolete. Perché se ho un mondo interconnesso, devo avere necessariamente anche una regolamentazione minima, cui tutti devono sottostare per il solo fatto di abitare il pianeta. Altrimenti accade che una barbarie alimentare commessa in Cina permette di fare il salto di specie ad un virus che pochi giorni dopo mi finisce nel piatto nel Lodigiano.

Da qui, due sono le opzioni. O de-globalizziamo il pianeta, spezziamo le sue interconnessioni, ma questo rappresenterebbe decisamente un salto indietro. Oppure, al contrario, globalizziamo anche le normative (che dovrebbero rispondere al buon senso ancor prima che ad un legislatore) affinché ciò che è vietato in un lato del mondo non sia consentito sul lato opposto. E questo perché come mai prima d’ora i lati opposti del pianeta fanno parte di una stessa circonferenza sulla quale si viaggia sempre più velocemente. Questa seconda ipotesi, naturalmente, è quella evolutiva, quella che guarda ai prossimi 240 delle sequenze in Aria anziché ripiegarsi sui 240 anni appena decorsi delle sequenze in Terra.

Tra l’altro proprio durante la scrittura di questo post è uscita la notizia della decisione della Cina di mettere al bando la carne di animali selvatici (potete leggerla a questo link), e questo mi fa pensare che pian piano ci si possa incamminare verso questa seconda ipotesi. 

Il problema, però, è che l’uomo tende a correggere a posteriori le situazioni che stanno per sfuggirgli di mano. Molto più raramente, invece, ha la saggezza di autoregolarsi in via preventiva. E qui torniamo al significato dell’Anno Onesto che è quello di darci un insegnamento. Io credo e spero che il clima di paura e separazione che stiamo respirando ad un certo punto inizierà ad alleggerirsi. Il suo senso però è spingerci a riflettere  – anche dopo la fine di questo momento critico – sulle possibili conseguenze di uno squilibrio di fondo. Di un mondo così interconnesso che poggia su sostanziali differenze strutturali: normative, sociali, economiche. Da un lato ci spinge ad intervenire come dicevo alla creazione di un pavimento comune di regole che devono invariabilmente riguardare tutti. Dall’altro forse ci spinge anche a rallentare questa corsa alla globalizzazione della quale forse il principale responsabile è proprio il trasporto aereo.

Provate a pensarci: se il Coronavirus fosse esploso 500 anni fa, sarebbe rimasto confinato nella località del primo focolaio. Anzi, chissà quante volte è accaduto senza che la storia ne abbia conservato memoria. Oggi, viaggia super veloce in prima classe. E forse non è un caso che il trasporto aereo (a differenza di tanti altri settori della tecnologia) non abbia compiuto significativi passi avanti negli ultimi decenni. Certo, gli aerei sono più moderni, ci sono i film e pure i videogames. Ma otto ore ci volevano per andare da Roma a New York negli anni ’50, e otto ore ci vogliono anche adesso. Forse perché quel tipo di spostamento sfiora i limiti di un equilibrio sostenibile e ci pensa la tecnica ad impedirci di andare oltre.

Certamente sto divagando, ma sto cercando di darvi più spunti di riflessioni possibili. E chiudo con un’ultima considerazione. Spesso nel corso della storia le congiunzioni tra Giove e Saturno sono state legate al simbolo dei “muri”. Così è stato con la precedente congiunzione del 1961 che ha visto sorgere il muro di Berlino, abbattuto poi intorno all’opposizione del 1989 (che della congiunzione rappresenta il punto opposto). E così è anche ai giorni nostri, tra il muro di Trump, le diverse posizioni sugli attracchi e la Grande Muraglia Verde in Africa. Quest’ultima però (per una volta!) ha lo scopo di ricucire il vecchio continente contrastando l’avanzata del deserto.

Il senso di questi “muri” associato alla congiunzione Giove-Saturno però non è quello di “dividere”. Piuttosto, il muro appare per sensibilizzarci sull’esistenza di un tema problematico, e per spingerci a cercare un modo per abbatterlo responsabilmente. Tutto questo l’ho scritto anche nel libro, ma mai avrei pensato di trovare nel 2020 il muro di una quarantena. O di un pianeta che si trova a dover chiudere delle frontiere. Anche questo muro verrà buttato giù, ma trovando il modo per farlo responsabilmente. Altrimenti non sarà servito a niente. Ne verrà fuori uno nuovo e daremo la colpa all’anno Bisesto che invece è forse l’unico a non avere colpe. 

Del resto, siamo partiti proprio da qui, dal Capricorno il segno che ospita questi transiti così significativi sullo scenario del 2020. E come dicevamo, il Capricorno è il segno delle strutture, dell’ordine, della disciplina. E forse proprio per questo quando l’Anno Bisesto ha toccato il cielo dell’Acquario (segno dell’interconnessione), ci ha mostrato alcuni possibili effetti collaterali – assolutamente indesiderabili – della globalizzazione. Non perché questa sia di per sé negativa (tutt’altro) ma perché bisogna arrivarci con i necessari aggiustamenti strutturali. E quindi mentre da un lato si fanno tutti i dovuti sforzi per contenere l’emergenza, dall’altro bisogna interrogarsi sul significato simbolico di ciò a cui stiamo assistendo.

E poi in fondo l’abbiamo detto tante volte, magari senza immaginare il significato che avrebbe avuto questa affermazione… il 2020 è un anno “binario”, come lo fu il 1010 e come lo sarà il 3030. Nel 1010 l’uomo era appena uscito dal'”ansia millenaristica” della paura della fine del mondo. E quel “sollievo” contribuì senz’altro a dargli la spinta giusta per lasciarsi alle spalle le tenebre del Medioevo ed avviarsi verso gli splendori del rinascimento. E magari anche nel 2020, dopo essercela vista brutta, faremo tesoro di una lezione importante, gireremo la prua verso un orizzonte più consapevole e ci avvieremo ad un secondo rinascimento. Fatto di rispetto, senso civico e ricerca di bellezza.

Io ringrazio chi è arrivato a leggere fin qui. Lo ringrazio perché questa è probabilmente la declinazione meno “leggera” dell’astrologia, ma proprio per questo forse anche la più stimolante. E, che sia vero o no, credo che interrogarsi sul senso di ciò che accade anziché preoccuparsi solo di evitarlo o correggerlo sia già un discreto salto in avanti intellettuale. 

Con amore,
xxx
S*

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