21.12.2020: LO STORICO INCONTRO TRA GIOVE E SATURNO

Giove-Saturno

IL MAGICO INCONTRO TRA GIOVE E SATURNO
(21 dicembre 2020)

Ciao a tutti! Come state? Nel tardo pomeriggio di oggi (tra le 17.30 e le 19) sul versante ovest del cielo sarà possibile assistere ad un’importantissima congiunzione tra Giove e Saturno. Una congiunzione che si potrebbe definire “storica”, perché non ne vediamo una simile da almeno 800 anni. E ancor prima perché ha molto in comune con la congiunzione tra Giove e Saturno in Pesci dell’anno 7 avanti Cristo che per molti rappresenta la “Stella di Betlemme” che annunciò ai Re Magi la nascita del Redentore. Molto interessante notare che quella congiunzione Giove/Saturno cadeva in Pesci, annunciando così l’imminente inizio dell’Età dei Pesci. Quella di lunedì 21 dicembre cade invece in Acquario, e allo stesso modo sembra annunciare la Nuova Era: l’Età dell’Acquario. 

E poi c’è un altro “indizio” del fatto che questa congiunzione costituisca la porta d’ingresso in un nuovo ciclo per l’umanità. Vediamo perché. Giove e Saturno sono pianeti che indicano i (grandi e piccoli) cambiamenti sociali. Si incontrano ogni vent’anni dando vita a quella che si chiama una “piccola congiunzione”. Le piccole congiunzioni avvengono in segni dello stesso elemento per dodici volte nell’arco di 240 anni. Poi, la sequenza si conclude e se ne apre una nuova nell’elemento successivo. Quella si chiama “grande congiunzione” e segnala un più profondo cambiamento sociale. 

Ed è esattamente ciò che accade lunedì 21 dicembre. Dopo una lunga serie di congiunzioni nei segni di Terra, iniziata nel 1782, i due big passano ai segni d’Aria, dove continueranno a congiungersi fino al 2260! Si chiude un ciclo iniziato con l’Illuminismo, la Rivoluzione Industriale e la Rivoluzione Francese e se ne apre uno nuovo che introduce un paradigma diverso. Io la vedo così: è come se dalla fine del ‘700 avessimo iniziato a porre le basi degli Stati moderni. Come se avessimo messo a fuoco il concetto delle istituzioni, delle strutture di governo basate sulla partecipazione diretta (almeno in linea teorica) e adesso fossimo pronti per superare questo concetto. Per rilanciarlo un’ottava più in alto.

Ora che il concetto di “Stato” è ben formato, siamo all’inizio di un ciclo che intende superarlo nella direzione della unificazione e della globalizzazione. Il tema centrale è il ripensamento di alcuni dogmi sociali nei quali ognuno guarda al proprio orticello. Se ci pensate bene, questo è insito nella natura stessa degli elementi coinvolti. La “terra” è ferma, divisibile, misurabile: io ho la mia, tu hai la tua, e in mezzo ci possiamo mettere un confine. L’“Aria”, al contrario, è in continuo movimento, è impossibile collocarla territorialmente o stabilire a chi appartenga. Se inquino la mia aria, prima o poi la respirerai pure tu, anche se stai dall’altra parte del pianeta. Non ha senso “spartirsela” quanto piuttosto preservarla tutti insieme.

E questi, guarda caso, sono proprio i principi-base dell’imminente Età dell’Acquario. L’interconnessione, l’integrazione, il senso di appartenenza ad un unico popolo possibile (quello del genere umano), la spinta a sacrificare un pizzico di individualismo sull’altare di un superiore interesse comune. A rivedere alcune regole nazionali sulla base di una base minima di regole sovranazionali che mirano a salvaguardare quei tesori che sono di tutti: l’ambiente, la salute, il benessere del pianeta. E’ interessante notare che il concetto di Diritto Internazionale prese vita proprio alla fine del ‘700 grazie al saggio “De pace perpetua” di Kant (e quindi proprio all’inizio della precedente sequenza di congiunzioni), e che probabilmente adesso che inizia una nuova sequenza gli organismi e le normative sovranazionali avranno un’importante sempre crescente. (continua)

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