L’UMANITÀ AGLI ESAMI DI MATURITÀ

Umanità

Ma ora che Saturno torna di nuovo in Capricorno e ci rimarrà fino alla fine dell’anno, che altro dobbiamo aspettarci? Possiamo davvero definire tutto questo come una “prigione”? Oppure si sta rivelando un’occasione per crescere? Cominciamo subito col dire che, con tutta probabilità, questa lezione è finita e questo ci rende senz’altro lieti. Ma è forse altrettanto vero che, terminate le lezioni, adesso cominciano gli esami di maturità. Se l’Umanità fosse databile con un’età simile a quelle di un uomo, diremmo che è un’adolescente che si avvicina ai 18 anni. E già questo serve a scongiurare le immagini di catastrofismo o “apocalisse” che qualcuno si diverte a dare.

Ma 18 anni non è un’eta qualsiasi. Al contrario, è un’età che porta ad un svolta importante: siamo pronti al passaggio all’età adulta? A uscire fuori dall’ambiente protetto della scuola superiore, della casa o della famiglia? A livello di civiltà, dobbiamo superare tutti insieme un esame. Alcuni di noi non lo vogliono affrontare, perché hanno paura di quello che viene dopo. Altri, perché le regole gli stanno strette.

La materia da portare davanti alla commissione è proprio il passaggio di Saturno dal Capricorno all’Acquario. C’è una cosa che volutamente abbiamo omesso fino ad ora nel raccontarvi il “viaggio”: Saturno è normativo, cosa che abbiamo detto già in precedenza. Ma a differenza dell’Acquario, il Capricorno è esclusivo. È ambizioso, è competitivo, legato al potere e al raggiungere le vette più alte. Soprattutto in termini economici. Come avviene allora il passaggio da esclusivo a inclusivo? Bella domanda! A livello macro, e dunque mondiale, si gioca una partita importante. È il momento di azzerare (per quanto possibile) le differenze sociali, ma soprattutto (e qui entra in gioco la congiunzione con Plutone) di smascherare le lobby che cercano di dettare legge. Ci fermiamo qui. Perché qui ci interessa di più portare il discorso a livello micro, su un piano personale che appartiene ad ognuno di noi.

C’è bisogno di decidere se stare dentro o fuori da un nuovo sistema fatto sì di regole, ma che ha come presupposto primario un maggior rispetto nei confronti dell’altro. Nei confronti del diverso. Nei confronti della Natura. Perché da ora in poi dobbiamo tutti navigare verso un obiettivo comune. “Mors tua vita mea” è il passato, ora il motto è “L’unione fa la forza”. Come un maturando che, conseguito il diploma, si ritrova a navigare nel mondo del lavoro. E non a caso parliamo di lavoro: è un “sistema”, dove ognuno ha il suo ruolo e che rema verso uno scopo. I soldi? Anche, ma non possono essere l’obiettivo primario. Il nostro corpo è formato di cellule che svolgono un ruolo, e allo stesso modo anche noi ora (cellule della Terra, ma anche cellule della famiglia o di un gruppo di amici) dobbiamo trovare la nostra funzione, per il bene comune della collettività. «Chi vogliamo essere? Cosa possiamo fare per migliorare l’ambiente che ci circonda?» sono solo alcune domande che ci dobbiamo porre in vista della nostra “maturità”. (continua)

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