L’UMANITÀ AGLI ESAMI DI MATURITÀ

Umanità

Non è più tempo di pensare unicamente a noi stessi, al nostro benessere individuale: ci dobbiamo “strutturare” in maniera diversa. Ecco il senso dell’insegnamento di questo “ping pong” di passaggi di Saturno tra Capricorno ed Acquario. E sono proprio i Peter Pan (quelli che non vogliono crescere) e gli egoisti (quelli che si vogliono sentire “liberi”) a temere di più questo clima di cambiamento. O di esami. Perché é come se sentissero che il tempo stringe. E forse è così: le lezioni sono finite, ora bisogna passare all’azione. Non sappiamo come la questione Covid verrà affrontata, ma di sicuro ogni Stato dovrà gestirla autonomamente pensando anche al benessere di tutti. Difatti, questo ritorno di Saturno in Capricorno, porterà ad un diverso tipo di lockdown, più a livello interiore-introspettivo. Che coinvolge gli Stati, ma anche noi come singoli. È possibile che, come in un esame di maturità, ci sentiremo soli davanti ad una commissione, “a lavare i nostri panni”. Senza che qualcuno suggerisca le frasi che dobbiamo esporre ai  relatori. Saremo giudicati, per questo dobbiamo “studiare”. Essere adulti, in fondo, significa cavarsela da soli.

Tutto dipende dal nostro grado di preparazione, da quanto ci riteniamo pronti. Da quanto riusciamo ancora a metterci in gioco. Abbiamo ancora un po’ di tempo per studiare prima dell’esame, per capire da che parte stare. Fermo restando che nei prossimi mesi sentiremo ancora più forte la contrapposizione tra chi è in grado di cogliere questo nuovo paradigma e chi no. Tra chi è disposto a “ri-programmarsi” e chi cerca invece di restare attaccato con le unghie e con i denti ad un vecchio schema di cose. Perché ci prepariamo ad un secondo passaggio in Acquario, nel corso del quale questo scenario sarà ancor più evidente. Così come ancor più evidenti saranno gli insegnamenti di Saturno in entrambi i segni. Saturno in Capricorno, che ci chiede di strutturarci, comprendendo il sistema che regola la vita e il rapporto con gli altri. E Saturno in Acquario, che romperà gli schemi del passato, donandoci una nuova visione di insieme. L’orticello di casa non sarà più il nostro orticello, ma un pezzettino di un insieme unico che compone questa fantastica Terra. Questo passaggio, così semplice e poetico in astratto, ma così difficile da mettere in atto nel concreto, è la chiave di volta: dobbiamo coesistere.

In un mondo globalizzato, le azioni di ognuno di noi sono interconnesse. Non esistono “problemi” che si possano dire miei e non tuoi, o nostri e non vostri. Perché, e non è un modo di dire, una ciminiera che inquina la tua aria prima o poi pioverà sulla mia testa, e viceversa. Se poi non possiamo fare a meno dei nostri egoismi, mettiamola così: ci “conviene” coesistere. Senza aver paura che in un sistema collettivo, chiamato “vita”, esistono delle regole: la libertà, come ce la stiamo immaginando, è sgrammatica e molto pericolosa. Rientriamo nel ritmo della Natura, che è pienissima di regole. Ma anche piena di armonia, e ritmo. E bellezza. Perché solo così, in fondo, potremmo riscoprirci parte del Tutto. La meta è vicina, manca poco: buon viaggio a tutti!

P.S.: Parlando dell’Era dell’Acquario e di condivisione: se vi è piaciuto l’articolo (e se siete arrivati fin qui vi è senz’altro piaciuto)… condividete! 😛

Con amore,
xxx
S* + Claudio Roe

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