I NODI LUNARI – INTRODUZIONE

Nodi Lunari

I NODI LUNARI – INTRODUZIONE

Ciao a tutti! Come state? C’è una domanda che ricevo di continuo: che cosa sono i nodi lunari? In realtà è uno dei temi più affascinanti, misteriosi e complessi dell’astrologia, anche per il suo legame con la reincarnazione o comunque con il “bagaglio” con il quale approdiamo in questa vita. Ovviamente non è possibile esaurire un tema del genere in un solo post (anzi, probabilmente ci vorrebbero alcuni libri), ma oggi voglio iniziare ad introdurre l’argomento. E comincerei dalla spiegazione astronomica del fenomeno perché, come spesso accade in astrologia, è strettamente legata al loro significato simbolico e alla loro interpretazione. 

Tutto nasce dal fatto che l’orbita della Terra attorno al Sole e l’orbita della Luna attorno alla terra non hanno uguale inclinazione. Non sono entrambe “orizzontali” (ammesso che un termine del genere abbia senso con grandezze di questo tipo): considerando orizzontale l’orbita della Terra attorno al Sole, quella della Luna attorno alla Terra è inclinata di circa 5 gradi. Il discorso si comprende meglio guardando questa immagina. La linea tratteggiata è l’orbita della Terra attorno al Sole. La linea continua è invece l’orbita della Luna intorno alla Terra, e si vede subito che non sono perfettamente parallele. 

Asse dei Nodi

Al contrario, sono leggermente sfalsate e si incrociano in due punti di intersezione, i “nodi” per l’appunto. In questi due punti, i tre astri (Sole, Terra e Luna) si trovano tutti sullo stesso piano orizzontale. Ed è per questo che nei periodi in cui la Terra viene a trovarsi in questo punto dell’orbita intorno al Sole, si creano le eclissi. Quando infatti il Sole e la Luna si congiungono in prossimità dei Nodi danno vita ad una eclissi solare, mentre quando si oppongono generano una eclissi lunare. I nodi quindi sono, né più né meno, le aree dello Zodiaco ed i periodi dell’anno in cui la Terra proietta la propria ombra sulla Luna, o in cui la Luna oscura il Sole.

L’astrologia antica si rese conto del fenomeno perché notò che le eclissi (fenomeno di per sé impressionante) avvenivano sempre negli stessi periodi dell’anno, in due sessioni a distanza di sei mesi l’una dall’altra. Che queste sessioni di eclissi variavano leggermente nel corso del tempo, anticipando ogni anno rispetto al precedente. Chiamò questi due periodi di eclissi “nodi” lunari e comprese che procedevano in senso inverso rispetto allo Zodiaco. In altri termini, i Nodi sono sempre “retrogradi”

In particolare, chiamarono Nodo Nord quel punto in cui la Luna “riemerge” da sotto l’orbita Terra-Sole e si dirige nella parte superiore (Nord), e da qui è derivata l’associazione con la destinazione evolutiva. Al contrario, il Nodo Sud è dove la Luna si “rituffa” al di sotto dell’orbita Terra-Sole, e da qui è derivata la sua natura di radice di provenienza. Per questo, il Nodo Sud ha iniziato a simboleggiare “ciò che viene prima” rispetto alla fase luminosa della manifestazione, e quindi l’origine, la provenienza e in ultima analisi il “karma”. Al contrario il Nodo Nord ha iniziato a simboleggiare la destinazione, la traiettoria verso ciò che viene dopo e quindi, in ultima analisi, il nostro “dharma”. 

Il Nodo Sud è una sorta di “eredità” (non necessariamente “pesante”) con la quale approdiamo a questo “giro di vita”. Un’eredità che può essere composta da doni, da talenti appresi, da una forza che dominiamo bene, così come da nodi non sciolti, da dinamiche e copioni nei quali sembriamo ricadere continuamente. Di situazioni che si ripresentano con una tale insistenza da sembrare davvero “ancestrali”. E’ la zona di comfort esistenziale nella quale torniamo ogni volta che abbassiamo il livello di impegno nella nostra evoluzione. Personalmente lo immagino come un elastico, in grado di allungarsi se ci impegniamo, ma anche di riportarci alla partenza se ci lasciamo andare. 

Al contrario, il Nodo Nord è la nostra aspirazione ad “andare dove non siamo mai stati”, a spezzare un loop per imboccare una direzione nuova. A percorrere strade per le quali non ci sentiamo forse pienamente attrezzati, ma che possono portarci verso il giusto traguardo. E non è un caso, lo ripeto, che cadano sempre in segni e case opposte. Perché, tanto per fare un esempio semplice, se una persona ha il Nodo Sud in Ariete, l’intraprendenza, l’iniziativa, l’impulsività (valori dell’Ariete) non rappresentano certo una sfida…

…anzi, sono come le carte “servite” nel poker: ce le ho in mano, rappresentano il mio punto di partenza. Al contrario, i valori della Bilancia (segno opposto all’Ariete, nel quale avrò quindi il Nodo Nord) sono le carte che mi “mancano” e che devo cercare di pescare per ricomporre il punto. E quindi dovrò lavorare sul concetto di relazione, di cooperazione, dovrò sforzarmi di andare d’accordo con gli altri, di immedesimarmi nel loro punto di vista anche se non collima con il mio, e così via. (continua)

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