L’ARTE DI DIRE “NO”: L’ORIGINE DELLA RABBIA

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Venere e Marte sono ben presenti sia negli uomini che nelle donne, e dall’interazione di questi due pianeti dipende la costruzione delle basi di qualsiasi “relazione”, non solamente la relazione di coppia, ma anche qualsiasi collaborazione o rapporto di amicizia.

In un rapporto, Marte ha a che fare con l’affermazione di noi stessi, Venere con l’accettazione dell’altro. La mancata espressione della componente Marziana genera – prima o poi – rabbia. Il meccanismo è questo: ogni volta che evitiamo di esprimere la nostra volontà sulle cose, stiamo reprimendo Marte. Più tardiamo ad esprimere la nostra volontà, più la nostra successiva reazione sarà rabbiosa. La rabbia la esprimeremo verso l’altro, ma non è altro che rabbia verso noi stessi per non aver saputo tracciare e mantenere il nostro confine personale, facendolo rispettare agli altri. E’ “l’Arte di dire NO” nei momenti giusti. Apparentemente dire sempre “SI” crea la relazione perfetta, peccato che prima o poi questi “NO non detti” finiscano per accumularsi uno sull’altro e per far saltare il coperchio di una malsana pentola a pressione.

Basta guardare la costruzione dello Zodiaco per comprendere come Marte (che governa l’Ariete, il Primo segno) sia il primissimo principio che esprimiamo, mentre Venere (che governa il Toro, secondo segno) segue subito dopo. Questo ci suggerisce che un Marte ben gestito è un Marte che esprime subito la propria volontà, il proprio punto di vista ed eventualmente i propri “NO”. Molto spesso invece per il timore di non essere accettati dagli altri (e quindi per volere della nostra Venere interna) siamo portati a dire SI anche quando pensiamo NO: per quieto vivere ed insicurezza, Venere si antepone a Marte, sovvertendo l’ordine naturale degli archetipi. Peccato che il Marte non espresso immediatamente inizia a covare, ad “inquinarsi” e ancora una volta arriverà il momento in cui – per esprimersi liberamente – finirà per cacciarci un qualche guaio relazionale in un’esplosione di rabbia che a quel punto diventa distruttiva.

Quindi, un corretto uso degli archetipi “relazionali” presuppone che Marte sia appunto “espresso” (come il caffè!) al momento, non venga soffocato dal timore di non essere apprezzati o accettati se diciamo no. Quello è il principio di “Venere”, che come abbiamo visto viene in un secondo tempo logico. Come dire, se riusciamo ad esprimere liberamente e costruttivamente Marte, poi l’armonia Venusiana vien da sé, e su basi solide. Se “saltiamo” Marte e passiamo a Venere, se accettiamo ciò che intimamente non vogliamo, stiamo costruendo un’armonia artefatta su basi fragili, che prima o poi franeranno.

E’ impressionante, i Pianeti personali ci mostrano praticamente tutte le sfaccettature dell’Essere a prescindere dal loro utilizzo per la costruzione dell’Oroscopo previsionale. Rudhyar la chiama “Planetarizzazione della Coscienza”, ed è forse l’uso più suggestivo e profondo che possiamo fare dell’astrologia: conoscere noi stessi attraverso la simbologia degli archetipi planetari e le corrispondenti funzioni psicologiche! E’ uno studio che sto facendo in questi giorni, allargando il discorso anche a Mercurio, l’archetipo della mediazione logica ed intellettiva, che crea spesso un cuscinetto tra la “spinta” di Marte e la capacità di relazione di Venere.

Un abbraccio a tutti!
A più tardi!
xxx
S*

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