IL GIRO DELL’ANNO: L’OTTAVA TAPPA

L’OTTAVA TAPPA

La consapevolezza che ci raggiunge alla metà del ciclo porta poi a «prender provvedimenti» nel corso del mese successivo. L’Ottava tappa è la fase delle grandi trasformazioni: siamo portati a tagliare i rami secchi, ad accantonare progetti o rapporti che non ci rispecchiano più. E’ la vecchia pelle che resta lungo la via mentre noi proseguiamo il cammino. Una pelle che alle volte è difficile da lasciar cadere, ma questo rappresenta il presupposto necessario affinché una nuova pelle – in grado di esprimere meglio ciò che siamo diventati – possa venire alla luce.

Spesso, questo desiderio di “rigenerazione” si avverte anche nelle piccole cose materiali della vita, che in un sistema “ben connesso” riflettono inevitabilmente quello che succede alle più alte sfere della spiritualità. Per questo, in questo periodo siamo spinti a fare grandi pulizie, a gettar via ciò che non ci serve più e che ingombra inutilmente i nostri spazi vitali. Sentiamo il bisogno di ricreare uno spazio bianco, pulito ed essenziale, dove le energie possano circolare liberamente. Sentiamo il desiderio di riordinare corpo e anima, di eliminare dispersioni e chiudere la porta in faccia ai “vampiri energetici”.

E’ la tappa che rappresenta le funzioni dello Scorpione. A novembre, le foglie cadono e tutto sembra spoglio, in un panorama che ha volte ha un sapore desolato, ma questo è indispensabile affinché qualche mese dopo – in primavera – una “nuova vita” torni ad animare la natura. Sono i cicli di simbolica “morte e rinascita” che la vita deve attraversare per rinnovarsi. Potrebbe essere una fase costellata da cose che si chiudono e alle volte questo non è facile da comprendere e accettare. Per questo, è importante tenere a mente che il senso profondo di questa Tappa è fare spazio al nuovo che sta bussando alle nostre porte e che si affaccerà nella nostra vita nel corso del mese successivo.

comments

A lezione di Stelle