I PIANETI “REMOTI”: URANO, NETTUNO E PLUTONE

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I PIANETI “REMOTI”: URANO, NETTUNO E PLUTONE

Ciao a tutti! Come state? Nelle puntate precedenti abbiamo fatto un piccoli ripasso sui pianeti “personali”: il Sole, la Luna, Mercurio, Venere e Marte. Sono quei pianeti che esprimono per così dire le “funzioni-base” della nostra biologia comportamentale. Il senso di identità (il Sole), l’emotività (la Luna), il pensiero e la comunicazione (Mercurio), l’affettività e la capacità di relazione (Venere), e l’affermazione personale (Marte). Se volete, potete recuperare gli approfondenti a questi link:

Poi siamo passati ai pianeti “sociali” (Giove e Saturno) che descrivono il nostro atteggiamento nei rapporti sociali più allargati. Anzi, ancor prima, descrivono i meccanismi regolatori di una società. Se volete, potete recuperare l’approfondimento a questo LINK

Oggi muoviamo ancora un passo più in là nel nostro viaggio dal centro alla periferia del sistema solare, arrivando ai cosiddetti pianeti “remoti”: Urano, Nettuno e Plutone. E iniziamo dicendo che – a differenza dei pianeti analizzati finora – i pianeti remoti non sono visibili ad occhio nudo. Per migliaia di anni, quindi, l’uomo ha pensato che Saturno – l’ultimo pianeta visibile nel cielo notturno – rappresentasse anche il confine più esterno del sistema solare. Ed è per questo che per l’astrologia classica-medievale rappresentava la “fine delle cose”, il limite invalicabile del nostro personale universo. Tra l’altro, Saturno è anche il pianeta delle “strutture portanti” della realtà, ed è come se nel mondo classico e medievale quello fosse anche il limite strutturale all’inconscio collettivo dell’umanità. 

Poi alla fine del ‘600 secolo tutto cambia. Galileo Galilei inventa il telescopio e così facendo permette all’occhio umano – almeno potenzialmente – di spingersi più in là. Gli permette di superare quello che per secoli era stato lo “sbarramento” di Saturno e di espandere il planetario dell’inconscio collettivo verso concetti più astratti ed elevati. Apre, per certi versi, la porta alla trascendenza. Perché grazie al telescopio di Galileo, l’umanità entra in un ‘700 che riserva delle sorprese assolute. Ed è proprio “a sorpresa”, frutto della scoperta di un astronomo dilettante, giunge Urano ad illuminare il Diciottesimo Secolo, nel 1781 per la precisione. E “sorpresa” è proprio la parola chiave per descrivere – oltre al suo avvento – anche il suo significato. 

Per millenni infatti l’uomo era stato convinto che Saturno rappresentasse l’ultima frontiera, il confine del sistema, e invece no. E Urano diventa il simbolo di questa “sorpresa”, del lampo di conoscenza che squarcia le tenebre e mostra nuovi scenari in grado di sovvertire l’ordine conosciuto delle Cose. Urano rappresenta (anche nel tema di nascita di ognuno di noi) la conoscenza superiore. Come Mercurio (pianeta dell’intelligenza), ma un’ottava più in alto: il colpo di genio.

L’uomo ne fa largo “uso” nel ‘700, e nascono l’Illuminismo, la Rivoluzione Industriale che grazie alla macchina a vapore e all’automazione dei processi produttivi cambia per sempre il concetto di “produzione” e spalanca le porte al mondo di oggi, con tutti i pro e i contro. Eh si, perché fino al ‘700 concetti come inquinamento e disoccupazione erano – al pari di Urano – del tutto assenti dal vocabolario umano. Perché si produceva solo ciò che occorreva, e per produrlo si impegnavano esattamente le stesse braccia di chi poi consumava. Era un ciclo che non portava al “progresso” (altro termine chiave nella definizione di Urano) ma che non lasciava fuori nessuno.

Con Urano, tutto cambia. La macchina affianca e supera l’uomo, la produzione aumenta in modo esponenziale, l’uomo inizia a perdere il lavoro, l’industriale inizia ad utilizzare materiali combustibili per alimentare le macchine e si disfa delle scorie gettandole nei fiumi. Il dado è tratto: benvenuti nella Modernità. Anche nel nostro tema di nascita, la posizione di Urano (il segno e la casa che occupa, i rapporti che crea con gli altri fattori del tema) indica un’area nella quale abbiamo bisogno di sentirci liberi, autonomi, non omologati. Un’area nella quale possiamo fare la differenza, a condizione di saperci ritagliare una nostra indipendenza. Un Urano ben messo rende originali, anticonformisti, forse un tantino eccentrici ma anche decisamente innovatori.

Trattandosi di un pianeta molto lento, ha certamente importanza il segno zodiacale in cui cade nel tema di nascita, ma forse un’importanza ancora maggiore rivesta la Casa astrologica nella quale si trova. Urano trascorre infatti circa sette anni in ciascun segno. Di conseguenza, quello è un fattore che condividiamo con tutti i nati di quel determinato periodo. La posizione nelle case, invece, cambia ogni due ore nell’arco di una stessa giornata e rappresenta quindi un fattore molto più “personalizzato”. Se volete conoscere il segno in cui cade Urano nel vostro tema di nascita, potete utilizzare questo LINK. (CONTINUA)

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