LO ZODIACO DEI SUPEREROI: Aquaman (Pesci)

ASTRO-COMICS: LO ZODIACO DEI SUPEREROI
PESCI: AQUAMAN

Ciao a tutti! Come promesso, oggi iniziamo un’altra collezione di profili astrologici: dodici supereroi, dodici superpoteri che ricordano proprio le qualità astrologica di ciascun segno zodiacale. E partiamo proprio dai Pesci, solitamente penalizzati dall’ordine zodiacale “tradizionale” che li vede ultimi. 

Per descrivere i loro superpoteri, ho scelto Aquaman, Principe di Atlantide e fondatore della Justice League. Forse al momento è ancora poco conosciuto ma ne sentiremo parlare molto all’inizio del nuovo anno, perché arriverà sul grande schermo interpretato da Jason Momoa (Khal Drogo di Game of Thrones). La scelta è quasi obbligata perché Aquaman, proprio come i Pesci, governa il mondo marino. Per comprendere fino in fondo i “superpoteri” dei Pesci, infatti, bisogna considerare vivono e si muovono in un ambiente “diverso” (l’Acqua) nel quale nessun altro organismo potrebbe sopravvivere. Nella simbologia astrologica, l’Acqua è l’elemento che rappresenta l’emotività, il “linguaggio” tramite il quale i Pesci si esprimono meglio. L’immediata comprensione degli stati d’animo, l’empatia istintiva e potente, la poesia, il canto, la creatività figurativa, la fotografia sono tutti dialetti di un’unica lingua, quella delle emozioni. 

L’onda degli stati d’animo e la gamma emozionale, le Acque in tempesta che spiazzano e a tratti spaventano segni più terreni o più aerei, rappresentano l’habitat più congeniale dei segni d’Acqua in generale e dei Pesci più di chiunque altro. La loro epidermide è diversa da quella degli organismi terrestri: è più sottile, più permeabile e ricettiva. I Pesci “sentono” di più, in un certo senso sono meno schermati ma più sensibili, assorbono in modo naturale e spontaneo ciò che proviene dall’ambiente circostante come vere e proprie “spugne emotive”. A volte, anche più di quanto non vorrebbero. Il principio, infatti, che governa i Pesci è proprio quello della “compassione”: per loro è difficilissimo chiudere simbolicamente la porta sulle sofferenze altrui e – al parossismo – sulle ferite del mondo. Forse perché sono l’ultimo segno dello Zodiaco, quello che porta con sé l’insegnamento di tutti i segni precedenti, i Pesci rappresentano la “rinuncia all’ego” ed il ricongiungimento alla comune radice (l’acqua degli oceani) dalla quale tutti proveniamo e alla quale tutti torniamo. Proprio per questa ragione, sono forse il segno meno “terreno” (proverbiale è la loro mancanza di senso pratico) ma anche il più spirituale di tutti. E d’altro canto, misticismo e religioni sono spesso costellati da richiami alla simbologia dei Pesci: “vi renderò pescatori di uomini”, “i pani e i pesci”, l’Era dei Pesci (che inizia all’Anno Zero, quando nasce Cristo). Sono tutti riferimenti alla qualità forse più importante dei Pesci: la capacità di “vedere oltre” la sfera materiale di questo piano di realtà, e di comprendere che esiste molto di più, che veniamo da altrove e che siamo destinati ad andare altrove.

Non basterebbe un intero libro per raccontare le mille sfaccettature di questo incredibile segno che rappresenta la virgola di “divino” che alberga nell’uomo. Che, forse per questo, è la sua virgola più complicata da interpretare, più difficile da incasellare nella routine materiale della vita di tutti i giorni. Naturalmente, non mi riferisco unicamente ai nati sotto il segno dei Pesci: ciascun archetipo zodiacale è un simbolo presente in ognuno di noi. E l’archetipo dei Pesci rappresenta proprio quell’insopprimibile spinta all’Assoluto che spinge ognuno di noi a migliorarsi, elevarsi ed ergersi al di sopra della materialità.

Naturalmente, i molti superpoteri di Aquaman (la capacità di respirare sott’acqua, di nuotare a velocità elevatissime, di comunicare con la fauna marina), il suo tridente indistruttibile con il quale è in grado di creare mulinelli e tempeste (che ricorda immediatamente Nettuno, signore degli oceani e governatore dei Pesci), la telepatia e la capacità di cogliere istintivamente (con l’intelligenza emotiva dell’intuito) le intenzioni di chi hanno di fronte, sono tutti tratti distintivi dei Pesci. Ma, soprattutto, lo è la sua capacità di “rigenerarsi” a contatto con l’acqua e di “soffrire” se separato troppo a lungo dall’ambiente marino. Anche i Pesci soffrono se vengono incasellati in una routine che inaridisce la loro sensibilità e non permette loro di esprimere creativamente la propria grande emotività. Fuori dall’Acqua, loro elemento naturale, si sentono soffocare, e non è un modo di dire.

Concludo con un’immagine, che contiene dentro di sé l’enormità di questo segno. Immaginando lo Zodiaco come un film, dove ogni segno rappresenta un punto saliente della trama, penso ai Pesci come al buio in sala che segue la proiezione. Uno schermo dove tutto può essere scritto e dove una nuova storia attende di esser raccontata. I Pesci chiudono il ciclo. Dopo di loro, tutto può ricominciare. E questo, secondo me, è l’Infinito.

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